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F2i acquista da Terra Firma il fotovoltaico di Rtr. È il terzo…

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F2i acquista da Terra Firma il fotovoltaico di Rtr. È il terzo produttore in Europa

Ilfondo infrastrutturale F2i acquista il gruppo Rtr, società che possiede 134 siti italiani di produzione di energia elettrica da fonte fotovoltaica, con capacità installata pari a 334 megawatt, per 1,3 miliardi di euro come valore d’impresa: di questi 700 milioni sono relativi a debito, mentre 600 milioni sarà la cassa effettivamente pagata da F2i. A vendere è il gruppo finanziario britannico Terra Firma. Con l’acquisto di Rtr da Terra Firma, F2i diventa il terzo produttore di energia fotovoltaica d’Europa.

«Con la scala produttiva complessivamente raggiunta grazie a questa acquisizione, F2i diviene così il terzo più grande produttore di energia elettrica da fonte solare in Europa. Le rilevanti efficienze operative e finanziarie, che potranno essere conseguite grazie alla scala produttiva raggiunta, ne faranno anche uno dei più efficienti a livello continentale» dice Renato Ravanelli, ceo di F2i.

Ma dietro l’operazione di acquisto di Rtr, c’è anche un piano più globale di riassetto dei veicoli societari nel fotovoltaico di F2i. F2i prevede infatti che entro la fine del 2018, tutti gli asset fotovoltaici detenuti dal Fondo (389 megawatt) vengano conferiti in Ef Solare Italia che diverrà così uno dei principali operatori europei con oltre 800 megawatt di capacità installata. Ef Solare è già il principale operatore italiano del comparto ed è detenuto al 50% dal terzo fondo di F2i, veicolo che ha raccolto 1,3 miliardi di equity e che ha tra i sottoscrittori Goldman Sachs, Psp e Gic. Nelle scorse settimane, dettaglio rilevante, F2i ha manifestato il proprio interesse a rilevare il rimanente 50% della società attualmente detenuto da Enel. Il colosso elettrico italiano preferisce infatti investire in nuovi impianti all’interno della propria strategia sull’energia verde. Ma non è tutto: obiettivo di F2i, una volta conquistato il 100% di Ef Solare, sarebbe secondo i rumors quella di aprire la società a nuovi co-investitori.

«Terra Firma ha costruito Rtr da zero, usando la propria esperienza manageriale e operativa per gestire la crescita attraverso acquisizioni selettive. Ora è il momento giusto per affidarla ad una nuova proprietà: un investitore di lungo termine» ha detto Ingmar Wilhem, ceo di Rtr.

Creata nel 2011 a partire da un piccolo portafoglio, Rtr ha più che raddoppiato la sua capacità produttiva, da 144 megawatt nel 2011 a 334 con 134 siti di produzione. Il 2017 si è chiuso con un ebitda di 130 milioni di euro. Terra Firma esce dall’operazione con un rendimento positivo, anche se non eccezionale.

Nell’operazione numerosi gli advisor: per Terra Firma Unicredit, Cantor Fitzgerald, Jefferies, Jp Morgan, Gianni Origoni Grippo Cappelli e Moroni & Partners. Advisor per F2i sono stati Barclays, Intesa Sanpaolo e SocGen, Legance, Deloitte, Willis Tower Watson, Eos. Le banche finanziatrici sono Bnp Paribas, Calyon, Ing, Intesa Sanpaolo, SocGen e Ubi.

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