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Le banche svizzere aumentano gli utili grazie alle gestioni patrimoniali

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LE SEMESTRALI

Le banche svizzere aumentano gli utili grazie alle gestioni patrimoniali

Al giro di boa di metà anno le maggiori banche svizzere hanno registrato nella gran parte dei casi aumenti degli utili e dei fondi gestiti. Le sfide certo non mancano per gli istituti elvetici e tra di essi c'è anche chi ha non ha il passo veloce. Ma gli attori principali marciano e la sorpresa per una parte degli analisti della piazza svizzera è venuta soprattutto dalla buona tenuta sui patrimoni gestiti, elemento centrale per banche che hanno nel private banking il loro core business.

Bene le semestrali (con una sola eccezione)
Se si guarda ai risultati del primo semestre 2018 delle maggiori banche elvetiche quotate a Zurigo, il quadro è di passi avanti, ad eccezione di Efg International, l'istituto che ha rilevato la ticinese Bsi e che ora deve digerire questa acquisizione complessa. Ubs, la maggior banca elvetica, ha registrato un utile netto semestrale di 2,79 miliardi di franchi (2,4 miliardi di euro), in aumento del 15% rispetto ad un anno prima; i fondi investiti dell'istituto sono pari 3,24 miliardi di franchi (+11%). Il Credit Suisse, seconda banca svizzera per dimensioni, ha archiviato un utile netto di 1,34 miliardi di franchi (1,15 miliardi di euro), con un incremento del 49%; i suoi fondi gestiti sono a 1,39 miliardi di franchi (+7%).

Julius Bär, la terza forza del private banking svizzero, dal canto suo ha realizzato un profitto netto di 444 milioni di franchi (383 milioni di euro), in aumento del 26%; i patrimoni in gestione sono a 399,9 miliardi di franchi (+3% su fine 2017). C'e poi la Vontobel, che ha registrato nel periodo un utile netto di 132,7 milioni di franchi (115 miliardi di euro), con asset della clientela che hanno raggiunto i 191,2 miliardi di franchi (+2,5% su fine 2017). Quindi Efg International, che fa capo al gruppo della famiglia greca Latsis, che ha invece visto un calo del 27% dell'utile netto, a 46 milioni di franchi (40 milioni di euro), con patrimoni amministrati a 142,7 miliardi (+0,5% su dicembre 2017).

Ristrutturazioni avanzate
Ubs ha concluso da tempo la sua ristrutturazione e sta cercando di accelerare nel suo rilancio, ormai varato. Credit Suisse sta completando la ristrutturazione e punta ora a concludere l'anno in utile, dopo tre esercizi terminati in rosso, a causa di costi di riorganizzazione, multe negli Usa, riforma fiscale di Trump. Julius Bär procede nel rafforzamento e potrebbe attuare acquisti di taglia: «Non escludiamo grandi acquisizioni», ha affermato il ceo Bernhard Hodler. Vontobel, guidata dal ceo Zeno Staub, pure procede nell'espansione, dopo il recente acquisto della Notenstein La Roche. Più variegato il panorama per Efg International, guidata dal ceo italiano Giorgio Pradelli, che sente ancora il peso dei costi di integrazione e degli ammortamenti legati all'acquisizione della Bsi. «Concentriamo gli sforzi sull'ulteriore trasformazione delle attività combinate, per migliorare la nostra posizione di mercato», ha affermato Pradelli.

Organici ridotti
Ubs e Credit Suisse hanno alleggerito gli organici (specie nell'investment banking) e hanno ristabilito la gestione patrimoniale come business centrale. Vontobel sta limando gli organici della neoacquisita Notenstein. Efg International ha pure effettuato tagli agli organici dopo l'acquisizione della Bsi e deve trovare un percorso di rilancio. Nel complesso, i maggiori attori del private banking elvetico hanno comunque mantenuto la leadership internazionale, superando anche gli effetti della fine del segreto bancario per i non residenti, delle regolamentazioni più stringenti sul capitale, della maggiore concorrenza a livello mondiale.

L'aumento degli utili e la tenuta sui patrimoni gestiti peraltro non hanno avuto sin qui riflessi proporzionali in Borsa. I titoli hanno in buona sostanza seguito l'andamento dell'indice elvetico delle blue chip (lo Smi), che è ora agli stessi livelli di un anno fa. Le azioni delle maggiori banche svizzere pure sono più meno alle quotazioni di un anno fa, solo Credit Suisse e Vontobel registrano miglioramenti. Ubs e Julius Bär avevano però già un po' risalito la china. Per Efg International, anche per la Borsa, saranno decisive le mosse della prossima fase.

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