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Semestre di svolta per Prada: ricavi in crescita del 9%, utile…

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Lusso

Semestre di svolta per Prada: ricavi in crescita del 9%, utile netto a +11%

L’attesa è finita: nei primi sei mesi del 2018 il gruppo Prada ha ritrovato lo slancio del 2015 e 2016, quando era una delle lepri del lusso, con tassi di crescita a due cifre per fatturato e redditività. I ricavi sono cresciuti del 9% a cambi costanti a 1,535 miliardi e, forse ancora più importante, in modo omogeneo nel canale retail (+10%) e in quello wholesale (+8%), fondamentale in alcuni mercati (in particolare Asia-Pacifico e Stati Uniti) , ancora legati al modello del department store, i grandi centri commerciali di alta gamma.

Altrettanto equilibrata la crescita dei due marchi principali del gruppo: le vendite di Prada sono salite del 10%, quelle di Miu Miu dell'8% e per entrambi è successo in tutte le categorie di prodotto: abbigliamento, pelletteria e accessori. Core business di Prada e Miu Miu restano scarpe e pelletteria, ma l'importanza dell'abbigliamento cresce: le vendite del primo semestre solo salite del 20%, sulla scia del successo delle ultime due sfilate di Prada a New York e di Miu Miu a Parigi, alla fine della settimana della moda dedicata all'uomo (benché Miu Miu, a differenza di Prada, sia un brand esclusivamente femminile).

Netta inversione di tendenza anche per gli indici di redditività: l'ebitda del primo semestre ha raggiunto i 271 milioni (+8%), l'ebit ha fatto un balzo doppio (+16% a 159 milioni) e il risultato netto è stato di 106 milioni (+11%). All'equilibrio dei canali di distribuzione e tra brand si aggiunge quello delle aree geografiche: il mercato più dinamico è stato l'Asia Pacifico (+14% trainato dal +17% della Greater China), ma sono andati bene anche l'Europa (+7%) e, al netto dell'effetto cambio, Stati Uniti, Giappone e Medio Oriente.

Il prossimo appuntamento “pubblico” non è una conference call ma a Milano per la sfilata Prada del 20 settembre, in una fashion week che si preannuncia più ricca del solito e in cui, come sempre, la collezione che andrà in passerella da Prada (location ancora top secret) è tra le osservate “più speciali”. Pur in un'epoca in cui è difficile parlare di trend, perché ognuno sembra voler fare storia a sé, quello che esce dal cappello di Miuccia Prada viene sempre visto come un tocco di originalità e di moda “pensata” sempre più rara. Non a caso, in un raro intervento vagamente polemico, Miuccia Prada ha rilasciato un'intervista a Vanity Fair dicendosi “contro la moda fatta di slogan”.

Dopo la sfilata di settembre, un altro appuntamento strategico per il gruppo è il secondo incontro culturale del programma “Shaping a Future” promosso in collaborazione con Yale School of Management e Politecnico di Milano School of Management. L'incontro si terrà il 20 novembre alla Fondazione Prada a Milano ed è intitolato “Shaping a Sustainable Digital Future”. In vista della conferenza, le Schools of Management di Yale e del Politecnico di Milano lanceranno due contest riservati agli studenti nel quale verrà richiesto di sviluppare nuove idee e progetti che contribuiranno al dibattito del 20 novembre.

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