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L’Argentina risponde al contagio turco: rialzo shock dei tassi…

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LA MOSSA DI BUENOS AIRES

L’Argentina risponde al contagio turco: rialzo shock dei tassi al 45%

Già alle prese con un peso in difficoltà, uno status reso peggiore dalla crisi valutaria turca, la banca centrale argentina ha sorpreso per la quarta volta nel 2018 alzando i tassi di ben 500 punti base al 45%. Soltanto il 7 agosto scorso la banca centrale argentina aveva lasciato il costo del denaro al 40%, livello a cui fu portato lo scorso 4 maggio (quello fu il secondo giorno di fila di strette monetarie, il terzo in una settimana).

Oggi l'istituto si è impegnato a tenere i tassi all'attuale livello fino almeno ad ottobre ma nulla è certo. Lo scorso 7 giugno fu annunciato un accordo in base al quale il Fondo monetario internazionale avrebbe concesso all'Argentina fino a 50 miliardi di dollari di aiuti in tre anni. Da inizio anno, il peso argentino è la seconda peggiore valuta di una nazione emergente dopo la lira turca, avendo perso oltre il 35 per cento. Il peso perde il 3% circa contro il dollaro, che ne acquista 30,27 unità.

Il peso ha pagato anche il nuovo scandalo emerso negli ultimi giorni: un autista del precedente governo ha conservato le prove delle consegne di tangenti da parte di imprese di costruzioni a esponenti del governo nel periodo dal 2005 al 2015. Tangenti incassate in cambio di contratti.

La reazione dell’Argentina all’ondata di vendite che sta prendendo di mira i mercati emergenti è ben diversa da quella della Turchia, dove il tasso di riferimento è fermo al 17,75% dal 7 giugno scorso. In seguito la Banca centrale turca - messa sotto pressione del presidente Erdoga, contrario a rialzi dei tassi - non ha più agito sul costo del denaro nonostante il crollo della lira. «La banca centrale argentina - osserva Alberto Ramos, capo della ricerca sull’America latina di Goldman Sachs - sta mostrando determinazione nel prevenire un peggioramento della svalutazione e dell’inflazione».

Argentina e Turchia sono accomunate da squilibri macroeconomici come deficit nella bilancia delle partite correnti ed elevata inflazione. La risposta delle autorità è però stata molto diversa.

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