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Bitcoin scivola a 6mila dollari, ma in Cina si prepara un’Ipo da…

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crolla ethereum: -18%

Bitcoin scivola a 6mila dollari, ma in Cina si prepara un’Ipo da record

Server alla Bitminer Factory di Firenze (Reuters)
Server alla Bitminer Factory di Firenze (Reuters)

Il Bitcoin crolla a quota 6000 dollari riportandosi sui minimi da giugno. Il tonfo della criptovaluta, che ha perso quasi il 5% nelle ultime 24 ore, ha provocato flessioni generalizzate su tutte le altre criptovalute. A partire da Ethereum che ha registrato una flessione giornaliera di oltre il 18 per cento. Le sue quotazioni hanno sfondato al ribasso la soglia di 300 dollari arrivando fino a un minimo di 257 come non accadeva da settembre 2017. In netto calo anche altre criptovalute come XRP (-13%) o Bitcoin cash (-15%). Ad oggi, stando al sito Coinmarketcap la capitalizzazione complessiva del mercato delle criptovalute viaggia intorno ai 191 miliardi di dollari. Ai picchi della bitcoin-mania a inizio gennaio il valore complessivo aveva superato gli 835 miliardi di dollari. Numeri che fotografano con tutta evidenza lo scoppio di una bolla.

Una spirale ribassista da cui le criptovalute parevano uscite e in cui invece, complice la volatilità agostana, l'avversione al rischio innescata dalla crisi della lira turca e il rafforzamento del dollaro, sono ripiombati. Tre settimane fa il bitcoin aveva superato quota 8500 dollari sulla scommessa che il lancio del primo Etf basato su criptovalute avrebbe dato una spinta agli scambi. Mercoledì scorso tuttavia la Sec ha fatto sapere di voler rinviare ogni decisione in merito a settembre. Ciò ha favorito l'ondata di ribassi.

Lo scoppio della bolla decreterà la fine delle criptovalute? Difficile. Il mercato infatti resta in fermento e nei prossimi mesi potrebbe arrivare un'Ipo da record di una società del settore: la cinese Bitmain. Stando al sito Coindesk quello che ad oggi è il primo produttore al mondo di chip per le miniere di criptovalute potrebbe quotarsi alla Borsa di Hong Kong tra la fine del 2018 e l'inizio del 2019 con l'obiettivo di raccogliere almeno 18 miliardi di dollari di finanziamenti. Se questi numeri fossero confermati si tratterebbe di una delle maggiori Ipo di sempre nel settore tecnologico. Superiore persino a Facebook che di miliardi ne raccolse 16. A questi numeri la valutazione dell'azienda risulterebbe superiore ai 40 miliardi di dollari. La quotazione dovrebbe avvenire sulla piazza di Hong Kong e vedrà come principale sottoscrittore il fondo Abc Capital Management.

Nel campo delle criptovalute Bitmain risulta oggi una delle società a maggior valore. Ha già condotto lo scorso 23 luglio una tornata di finanziamenti preliminari raccogliendo, tramite China International Capital Corporation, 100 milioni di dollari per una capitalizzazione implicita di 15 miliardi di dollari. Quasi il doppio della piattaforma di scambio Coinbase valutata 8 miliardi. All'operazione - scrive Coindesk - hanno partecipato anche colossi tecnologici del calibro della cinese Tencent (settima società al mondo per capitalizzazione) e della giapponese Softbank. La società, a differenza di tante startup nel comparto delle criptovalute, è già profittevole dato che nel 2017 si ha registrato 1 miliardo e 100 milioni di dollari di utili e si stima che chiuda il 2018 con oltre 2 miliardi di profitti netti.

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