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Zurich guarda a Poste Italiane, ipotesi di alleanza allo studio

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Zurich guarda a Poste Italiane, ipotesi di alleanza allo studio

Foto Ansa
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Nella corsa per diventare partner di Poste nell’Rc Auto si inserisce anche Zurich. La compagnia elvetica, guidata da Mario Greco, sarebbe scesa in campo per giocare nella partita le carte che ha a disposizione. Il dossier sarebbe nelle mani del nuovo amministratore delegato di Zurich Italia, Alessandro Castellano. Il gruppo svizzero, tuttavia, valuterà l’operazione in maniera prudente, l’interesse al momento sarebbe superficiale. L’ipotesi di un’alleanza nel paese c’è ma molto dipenderà dalle eventuali condizioni dell’accordo. E ancora dall’evoluzione delle tensioni finanziarie che in questi giorni stanno toccando il debito pubblico italiano. Allo stato, dunque, non ci sarebbe la volontà di crescere in Italia.

Resta da capire, in ogni caso, quale sia la tempistica rispetto allo sviluppo del processo avviato da Poste. Già a giugno scorso erano arrivate sul tavolo della compagnia le prime offerte. In quell’occasione, si parlò di cinque o sei proposte tra le quali quelle di Generali, Unipol, Allianz e probabilmente anche Axa. A queste, evidentemente, ora si aggiunge anche quella di Zurich. Complice il fatto, peraltro, che nel bando non è mai stata formalmente inserita una data ultima rispetto alla raccolta delle prime manifestazioni di interesse. Anche se le attese degli operatori puntavano alla definizione di una short list per fine luglio. Questo non è avvenuto ed è plausibile, quindi, che ogni decisione in merito sia stata rinviata a settembre.

L’invio delle proposte, va ricordato, è in ogni caso l’ultimo tassello di un percorso iniziato diversi mesi fa e che ha cambiato forma e direzione a inizio estate. Quando il vertice di Poste si è impegnato sul nuovo piano industriale ha valutato le differenti ipotesi di crescita nel settore assicurativo. Al termine dell’analisi ha concluso che per giocare un ruolo anche sul segmento danni la soluzione migliore poteva essere quella di diventare un “distributore” di prodotti auto e salute. E per farlo il modo più semplice era naturalmente quello di trovare un partner che la accompagnasse in questa fase di sviluppo. Così Poste ha avviato una serie di contatti per sondare la disponibilità dei diversi assicuratori. Contatti che però si sono arenati nel momento in cui gli interlocutori hanno inteso che il modello che il gruppo aveva in mente era distante dalle logiche industriali del settore. In particolare, Poste sembrava guardare con favore alla possibilità di realizzare una sorta di piattaforma capace di distribuire prodotti di più operatori, al fine di poter coprire la più ampia gamma possibile di esigenze dei propri clienti.

Lo schema, però, non ha mai incontrato il gradimento delle compagnie. Per questo si è passati a uno step successivo. Invitando sostanzialmente le società a presentare delle proposte su quello che potrebbe essere un modello di accordo valido. Da capire però,se Poste stia guardando solo a un’intesa commerciale come è stato fatto con Intesa Sanpaolo o se potrebbe valutare l’ipotesi di una joint venture. Attualmente l’azienda guidata dall’amministratore delegato Matteo Del Fante non ha chiuso alla possibilità di mantenere in vita l’idea della piattaforma ma allo stesso tempo non ha fissato alcun paletto rigido rispetto ai contenuti della manifestazione di interesse.

Nelle prossime settimane probabilmente il quadro risulterà più chiaro. Di certo, appare ferma la volontà delle compagnie di siglare partnership in esclusiva. Tanto più considerato che allo stato la richiesta di proposte è stata sollecitata solo sul ramo auto e non su quello salute, sul quale si ragionerà in un secondo momento.

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