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Lo spread Italia-Spagna schizza a 172 punti. Mai così dal…

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titoli di stato

Lo spread Italia-Spagna schizza a 172 punti. Mai così dal «terribile» 2011

Il presidente della Commissione Bilancio della Camera Claudio Borghi sostiene che la speculazione finanziaria stia colpendo non solo l’Italia ma anche gli altri Paesi della periferia dell’area euro come la Spagna. I numeri dicono il contrario. Lo dice in primo luogo lo spread Italia-Spagna. Il differenziale tra i Bonos e i BTp prima dell’insediamento dell’esecutivo sovranista era intorno ai 50 punti, ha toccato quota 172 punti. Non si vedevano livelli simili dal 2011 quando la speculazione contro l’Italia portò alla caduta del governo Berlusconi.

LO SPREAD ITALIA-SPAGNA
Differenziale di rendimento tra i Bonos e i BTp decennali. Dati in punti base
(Fonte: Thomson Reuters)

Il livello di rischiosità che il mercato oggi assegna al nostro Paese non è neppure lontanamente paragonabile, non solo a quello della Spagna, ma neppure a quello del Portogallo. Un Paese che, a differenza dell’Italia, ha subito il commissariamento della Troika in seguito al salvataggio del 2010.

Sia la Spagna sia il Portogallo possono ancora vantare rendimenti negativi sui titoli di Stato fino alla scadenza triennale. Privilegio che l’Italia ha perso da quando, a partire da maggio, il mercato ha iniziato a speculare contro l’Italia temendo gli effetti sui conti pubblici delle ricette di politica economica dell’esecutivo sovranista.

Il costo di rifinanziamento del debito italiano a un anno, stando alla fotografia sui mercati secondari alla chiusura di ieri, è pari a quello che il Portogallo deve sostenere per rifinanziare il proprio debito sulla scadenza a cinque anni.

Il contesto di mercato insomma continua ad essere sfavorevole mentre si avvicina per il governo l’appuntamento con la legge di bilancio. Decisivo, sia nell’ottica dei rapporti con l’Ue sia per riguadagnare la fiducia degli investitori.

Fiducia che ultimamente latita a giudicare dai risultati di un recente sondaggio condotto da BofA Merrill Lynch. «A quale livello di spread comprereste BTp?» ha chiesto la banca d’affari a un campione di gestori obbligazionari. La risposta più gettonata (27%) è stata 300 punti ma un buon 45% degli intervistati ha dichiarato, o di non avere intenzione di comprare titoli italiani perché troppo volatili (20% degli intervistati), o di poterlo fare solo con livelli di spread tra i 350 (11%) e i 400 punti base (14%).

D’altronde per un ministro del Tesoro come Tria che cerca in tutti i modi di rassicurare gli investitori c’è sempre chi non manca di fare da contraltare come lo stesso consigliere economico della Lega Borghi che, in un’intervista rilasciata al Foglio ha dichiarato di augurarsi che la moneta unica europea «salti per aria».

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