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Dietrofront di Riad: niente Ipo per Saudi Aramco (neppure in…

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MA IL MINISTRO SAUDITA SMENTISCE

Dietrofront di Riad: niente Ipo per Saudi Aramco (neppure in patria)

(Reuters)
(Reuters)

Doveva essere l’Ipo più ricca della storia, capace di raccogliere almeno 100 miliardi di dollari secondo le ambizioni di Riad. Ora rischia di saltare tutto. Il piano per collocare in Borsa Saudi Aramco sarebbe stato cancellato. Il gigante del petrolio saudita non solo non verrà quotato su nessun listino internazionale – un progetto di cui si dubitava già da tempo – ma non sbarcherà nemmeno sul listino locale, il Tadawul.

Non c’è ancora nulla di ufficiale in merito, ma se le indiscrezioni raccolte da Reuters verranno confermate sarà una svolta cruciale non solo per il mondo della finanza, ma anche per le politiche saudite. La notizia è stata tuttavia smentita
dal ministro saudita per l'energia Khaled al-Faleh in una nota: «Il governo - ha scritto - resta convinto dell'Ipo di Saudi Aramco quando lo ritiene opportuno e quando le condizioni di mercato saranno ottimali».

Il principe ereditario Mohammed Bin Salman, annunciando l’Ipo a gennaio 2016, aveva descritto l’operazione come la pietra angolare per Vision 2030, piano con cui Riad puntava a diversificare la sua economia, finora troppo dipendente dal petrolio. Il progetto fin dal primo momento aveva scatenato infinite speculazioni, in primo luogo sulle ambizioni del governo saudita, giudicate da molti osservatori poco realistiche. Ricavare 100 miliardi di dollari dal collocamento del 5% della compagnia petrolifera, significava attribuirle un valore di ben 2mila miliardi: troppo, secondo molti analisti, che giudicavano più plausibile una capitalizzazione di 1-1,2 miliardi di dollari.

Quotare Saudi Aramco su un’importante Borsa internazionale – in lizza c’erano Londra, New York o Hong Kong – avrebbe inoltre costretto Riad a una trasparenza senza precedenti, forse poco verosimile visto l’intreccio strettissimo tra i conti della società e quelli dello Stato.

Proprio per questi motivi, i numerosi rinvii del piano per l’Ipo internazionale non avevano sollevato grandi sorprese. Aramco inizialmente sarebbe dovuta andare in Borsa quest’anno, ma l’appuntamento è stato progressivamente spostato, fino al 2019. Ufficialmente l’obiettivo è ancora questo, ma dietro le quinte Riad avrebbe ormai rinunciato del tutto. Almeno questo è quanto sostengono quattro “fonti industriali senior” sentite dalla Reuters.

«La decisione di cancellare l’Ipo è stata presa qualche tempo fa– afferma una di queste – Nessuno però può rivelarlo, così le dichiarazioni stanno andando gradualmente in quella direzione. Prima rinvio, poi revoca».

«Anche la quotazione locale sul Tadawul Stock Exchange è stata accantonata», aggiunge un’altra fonte, uno degli advisor finanziari, che comprensibilmente vuole restare anonima.

I team di consulenza sono stati sciolti, scrive ora la Reuters, e Saudi Aramco ha spostato l’attenzione su un altro progetto (peraltro, questo sì, confermato ufficialmente): l’acquisto di una «partecipazione strategica» in Sabic, importante gruppo petrolchimico saudita. Invece di diversificare dal petrolio, ora Riad sta forse pensando a un’integrazione verticale.

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