Finanza & Mercati

Il piano per l’Italia di Cerberus: «Npl e servizi…

  • Abbonati
  • Accedi
PARLA NICASTRO

Il piano per l’Italia di Cerberus: «Npl e servizi finanziari»

Con l’arrivo del banchiere italiano Roberto Nicastro nel ruolo di senior advisor per l'Europa, il fondo di private equity Usa Cerberus Capital Management è pronto ad incrementare gli investimenti nel settore finanziario in Italia e anche nel Centro Est Europa, area che Nicastro conosce bene per la lunga esperienza in UniCredit in cui, tra l’altro, creò la divisione CEE ed acquistò la polacca Bank Pekao. Trentino, 53 anni, con esperienze prima nelle banche d’affari (Salomon Brothers) e nella consulenza (Mc Kinsey), Nicastro è stato direttore generale di UniCredit, per poi assumere la guida delle quattro Good Banks salvate a fine 2015.

Il suo approdo a Cerberus è il segnale che il fondo Usa intende aumentare la presenza in Italia nel settore finanziario e, in particolare, nell'acquisto degli Npl. Ma non solo. «Tra i grandi fondi americani di private equity, Cerberus è già tra i più focalizzati sui servizi finanziari, che rappresentano circa l’80% degli investimenti comprendendo anche il real estate - spiega Nicastro - e in Europa è il più grande acquirente di Npl, con acquisti già effettuati per 100 miliardi di valore nominale, è il leader in UK e Spagna e ha già acquistato oltre 5 miliardi in Italia. Nel nostro Paese intendiamo crescere cogliendo le numerose opportunità che si stanno presentando sul mercato. Gli Npl di Banco Bpm? Vedremo l’esito della gara, non è l’unica a cui partecipiamo».

L'organizzazione europea di Cerberus per gli Npl si basa su un multi servicer centrale basato in Olanda, che sovrintende alle piattaforme nazionali dei singoli Paesi. In Italia Cerberus si rapporta molto con Cerved e - se lo stock di Npl dovesse aumentare - non è escluso che il fondo punti a rilevare una piattaforma di gestione. Il primo business acquisito in Italia da quando Nicastro lavora per Cerberus è proprio nella gestione dei crediti, in particolare verso la pubblica amministrazione, per conto di utilities e Pmi. A inizio luglio ha annunciato infatti l’acquisto del 57% di Officine CST rilevando la quota di maggioranza dal fondatore dell'azienda Giampiero Oddone, che resta socio di minoranza e amministratore delegato, con Nicastro che diventa presidente. «È il classico investimento di crescita - spiega il banchiere - il fondo acquista la maggioranza, stanzia massicci investimenti per crescere lasciando la gestione al management».

Solo un primo «assaggio» per un fondo come Cerberus che tra i suoi asset detiene anche partecipazioni azionarie (come il 3% di Deutsche Bank) e addirittura quote di maggioranza di alcuni istituti di credito. In Austria, per esempio, Cerberus ha rilevato dai sindacati la maggioranza di Bawag (quarta banca del Paese), l’ha ricapitalizzata, gestita per oltre un decennio e poi quotata in Borsa mantenendo il 30%. Si vedrà in futuro se lo schema sarà ripetibile anche in Italia.

È certo però che l’Italia, malgrado le incertezze politiche sulle mosse del nuovo Governo, «rimane un Paese investibile, lo scenario economico di base resta positivo anche se la crescita rallenta, e a mio parere esistono più opportunità che rischi». Il focus di un grande private equity, d'altronde, non è certo il trading. «Cerberus è un investitore di lungo periodo in Europa e le crisi momentanee non devono spaventare: abbiamo investito in UK nella fase di Brexit e in Spagna nel pieno della crisi catalana».

In passato siete stati coinvolti, in cordata con Easyjet e Air France, nelle trattative per il rilancio di Alitalia. Il dossier può tornare d'attualità? «Cerberus ha al suo attivo la ristrutturazione di Air Canada, che poi è stata rivenduta, e quindi conosce bene il settore. Su Alitalia valuteremo assieme al consorzio quando ci sarà chiarezza sulla nuova procedura».

© Riproduzione riservata