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Europa debole alla vigilia di Jackson Hole, Piazza Affari maglia nera

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la giornata dei mercati

Europa debole alla vigilia di Jackson Hole, Piazza Affari maglia nera

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Chiusura senza troppi spunti per le Borse europee che, dopo essersi tenute attorno alla parità per ampia parte della seduta, nel finale si sono indebolite leggermente (Parigi ha finito a -0,02%, Francoforte a -0,16%, Madrid a -0,19% e Londra in calo di un decimo di punto circa). Maglia nera per Milano, che ha chiuso in calo dello 0,44%, attorno ai minimi di giornata. Il mercato aspetta il simposio di Jackson Hole, in calendario nel fine settimana, e guarda alle evoluzioni della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina, mentre sono scattati i dazi reciproci per 16 miliardi di dollari già annunciati in precedenza. Tra l'altro la Bce, nei verbali dell'ultima riunione, ha sottolineato che la maggiore minaccia per l'economia è proprio il rischio di atteggiamenti protezionistici. A rallentare Piazza Affari è anche il fatto che l'agenzia di rating Moody's ha tagliato le stime di crescita per l'Italia (da +1,5% a +1,2% per il 2018 e da +1,2% a +1,1% per il 2019).

Sul Ftse Mib svetta Ferragamo, rimbalza Pirelli
Sul Ftse Mib ha svettato Salvatore Ferragamo (+4,14%) che, come anche Moncler (+0,89%), trae vantaggio dal rafforzamento del dollaro, cosa che impatta positivamente sui bilanci delle società che realizzano una parte consistente del fatturato negli Stati Uniti. Inoltre, il peggioramento dello spread, salito sopra quota 275 punti, penalizza le banche, oggi in generale deboli. Da segnalare il rimbalzo di Pirelli & C (+1,52%). Il gruppo della Bicocca è premiato dalla conferma dei target 2018 nonostante i segnali negativi arrivati dalla concorrente tedesca Continental. In coda al listino Telecom Italia (-1,67%), sui minimi da settembre 2013, dopo indiscrezioni di stampa sul fatto che il fondo Elliott potrebbe mettere alla porta l'amministratore delegato Amos Genish e non avrebbe intenzione di monetizzare parte della quota dell'8,8% di Tim coperta da un derivato che gli consente di guadagnare nonostante i ribassi in Borsa.

Ancora focus su Atlantia mentre si accende lo scontro con il Governo
Resta sotto i riflettori Atlantia, che ha tentato il recupero chiudendo in rialzo del 2,48%. Il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, si è detto «ogni giorno sempre più sconcertato dall'atteggiamento di Autostrade per l'Italia e dalla holding, Atlantia, che invece di tacere e mettere soldi» hanno detto di stare «valutando le esternazioni, come se l'impatto sui titoli ci sia stato non per il crollo del ponte» Morandi a Genova «ma per le dichiarazioni di Salvini, Di Maio». Salvini commentava l'esito del cda di Atlantia, che ieri ha annunciato di aver «avviato le verifiche relative all'impatto» della lettera di contestazione formulata dal ministero delle Infrastrutture nei confronti di Autostrade per l'Italia «in merito agli strumenti finanziari del gruppo», nonché agli «effetti delle continue esternazioni e della diffusione di notizie sulla società, avendo riguardo al suo status di società quotata, con l'obiettivo di tutelare al meglio il mercato e i risparmiatori». Ieri, inoltre, l'agenzia di valutazione Moody's ha avviato la revisione del rating per un possibile downgrade, come già fatto in precedenza da S&P. Il taglio del giudizio, hanno sottolineato gli analisti di Equita, «avrebbe impatti negativi per il gruppo», così come l'eventuale termine della concessione autostradale, dato che «un gruppo Atlantia senza Autostrade sarebbe comunque una soluzione negativa».

Pirelli rimbalza, conferma target nonostante Continental
Sul Ftse Mib rimbalza Pirelli dopo lo scivolone di ieri. Ieri Continental ha spaventato il mercato tagliando le stime su ricavi e margini per il 2018, penalizzando l'intero settore. Già ieri sera a mercato chiuso, tuttavia, Pirelli è intervenuta sottolineando di non rilevare «cambiamenti significativi nei mercati in cui opera che abbiano impatti sulle proprie previsioni relative all'esercizio in corso». Un commento, riferito «alle ipotesi, circolate e riprese dalla stampa, di possibili deterioramenti del mercato tyre per il 2018» proprio alla luce del warning di Continental, che di fatto è una conferma dei target per l'anno in corso. «A sorpresa ieri Continental ha fatto il secondo profit warning dell'anno», rilevano gli analisti di Equita sim, che in ogni caso sottolineano che il taglio delle stime è dovuto prevalentemente a «motivi company specific». In ogi caso, aggiungono «il read across settoriale è ovviamente negativo, più per Michelin che ha una parte rilevante di car standard e truck (oltre un terzo del fatturato) che per Pirelli (solo auto e focalizzata sul premium)».

Bene i titoli esposti al dollaro, deboli le banche
In evidenza Tenaris, su cui gli analisti di Jefferies hanno avviato la copertura con raccomandazione «buy» e target price a 18 euro. Nel resto del listino si mettono in evidenza Pininfarina, Carraro e la Juventus Fc, mentre perdono terreno Stefanel, Damiani e Notorious Pictures. In Europa, continua a perdere terreno Continental a Francoforte, dove i titoli del gruppo cedono un altro 2,36% dopo lo scivolone di quasi il 14% accusato ieri. Sul listino tedesco deboli anche Deutsche Bank (-1,6%) e Lufthansa (-0,98%). A Parigi bene Capgemini (+1,4%) e Atos (+0,89%), mentre perdono terreno Peugeot (-0,58%) e ArcelorMittal (-0,54%). A Londra, infine, bene Crh (+2,72%) grazie ai conti semestrali in crescita. Giù Dixons Carphone (-3,6%).

Dollaro in rafforzamento, petrolio prende fiato
Sul mercato dei cambi, l'euro resta sotto quota 1,16 dollari, soglia toccata alla vigilia: la moneta unica vale 1,1576 dollari, contro gli 1,1578 dollari dell'apertura e gli 1,1591 di ieri in chiusura e 128,655 yen, contro i 128,25 yen dell'apertura e i 128,57 della chiusura di ieri, mentre il rapporto dollaro/yen è a 111,239. Rallenta il petrolio dopo la corsa di ieri: il future ottobre sul Wti segna un -0,16% a 67,76 dollari al barile, mentre l'analoga consegna sul Brent si attesta in calo dello 0,12% a 74,7 dollari.

Usa, calano oltre le attese le richieste di sussidio di lavoro
Nei sette giorni conclusi il 18 agosto scorso il numero di lavoratori che per la prima volta hanno fatto richiesta per ricevere sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti è sceso battendo le stime degli analisti e mantenendosi a livelli minimi storici. Secondo quanto riportato dal dipartimento del Lavoro, le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione sono calate di 2.000 unita' a 210mila unita'. Gli analisti attendevano un dato a quota 215.000 unita'. La media delle ultime quattro settimane, un dato più indicativo e meno volatile, e' scesa di 1.750 unita' a 213.750. Il numero complessivo dei lavoratori che ricevono sussidi di disoccupazione per più di una settimana - relativo alla settimana terminata l'11 agosto, l'ultima per la quale e' disponibile il dato - è sceso di 2.000 unita' a 1,727 milioni.

Spread con Bund risale a 276 punti
I BTp italiani cancellano i progressi delle prima due sedute della settimana nelle quali avevano beneficiato dalla notizia del rinvio all'autunno della decisione di Moody's sul rating della Repubblica italiana, una volta resi noti i termini della legge di bilancio. Sulla volatilità dei corsi dei BTp pesano anche gli scambi sottili di queste sedute estive. Lo spread oggi è risalito di 8 punti a dimostrazione di un diverso apprezzamento del mercato per i Bund tedeschi, pur in lieve calo, mentre i rendimenti dei titoli italiani a dieci anni risalgono ampiamente sopra il 3%, un movimento condiviso dagli altri titoli sovrani periferici dell'Eurozona come ad esempio i Bonos. Al closing lo spread tra il BTp benchmark decennale (Isin IT0005323032) e il pari scadenza tedesco è indicato a 276 punti base dai 268 punti dell'apertura (271 punti base il finale di mercoledì) mentre il rendimento risale al 3,10% (3,03% in apertura e 3,06% al closing della vigilia). Male anche i Bonos spagnoli con rendimenti in risalita all'1,44% e spread con i Bund a 109 punti base. Sulla parte più breve della curva, i BTp a cinque anni mostrano uno spread di 253 punti base con un rendimento del 2,33 per cento (2,27%).

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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