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La tela di ragno di Lande e l’odissea dei risarcimenti

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La tela di ragno di Lande e l’odissea dei risarcimenti

(Ansa)
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Il caso di Gianfranco Lande oltre che il paradigma della stangata all'italiana (Ponzi's scheme) apparecon ilsennodi poicomeundepistante gioco di specchi. La vicenda del finanziere sardo, impropriamente ribattezzato il «Madoff dei Parioli», al di là dei suoi risvolti penali immediatamente percepibili, presenta infatti molteplici sfaccettature di carattere civilistico, tributario, internazionale e fallimentare, che lorendonodi arduadecifrazione.

Partiamo dai numeri. La galassia riferibile a Lande si articola in almeno trenta società sparse in tutto ilmondo.Di queste le operative, quelle cioè che più hanno contribuito al dissesto, sono undici (le prime indicate in colore scuro nella tabella a fianco). Gli ammanchi accertati nel corso del processo di primo grado (rito ordinario per abusivismo finanziario) che ha vistoLande condannatoa nove anni, parlano di 225 milioni di euro e sonosparsi in varia misurasu investimenti allocati sulle diverse entità del gruppo. Deriva proprio da questo la grande difficoltà nell'orientarsi tra i meandri delle procedure in corso. Alcune di queste sono aperte in Francia (EgpFundset Géstions, Egp Courtage), altre stanno in Italia: la prima è gravante sulla EgpItalia, labranch italiana sottoposta a commissariamento (commissario Gianluca Brancadoro), le altredueprocedure (contrassegnate rispettivamente con il numero 589/11 e 606/11 edentrambeseguite dal giudice delegato Maria Luisa DeRosae dalcuratore FedericoMarengo) riguardano la Dharma Holdings e la Eim Inc, la Eim Management Ltd e la società di fatto esistente tra i quattro principaliimputati: oltre al Lande, Raffaella Raspi e il fratello Andrea, Giampiero Castellaccidi Villanova eRobertoTorregiani, questi ultimi due erano i principali procacciatori d'affari della rete.

A carico di Torreggiani si è agito con il rito immediato che ha portato alla condanna del procacciatore a cinque anni per abusivismo e ostacolo alla vigilanza. Mentre gli altri tre hanno chiesto e ottenuto di patteggiare con pene variabili tra i dueanni e ottomesi e i tre anni e quattro mesi. Sul caso Torregiani, in particolare c'è una querelle in corsochecontribuisce arimarcare la generale confusione che insiste sulla vicenda. Tra inumerosirisparmiatori coinvolti nella truffa alcuni si sono costituiti parti civili nei confronti del solo consulente.

Di qui il busillis. A chi andranno i soldi sequestrati al Torregiani? Per fareunsolo esempio: a chi andrà la polizza assicurativa da sei milioni e500mila euro della CaliEuroperitrovata in Lussemburgo e intestata al consulente? Alle parti civili? al commissario liquidatore? Ai curatori fallimentari?

Esiste poiunversante fiscale tuttodaapprofondire. Tra i clienti della Egp insieme a molti investitori «in chiaro», pare ve nefossero altri che proprio in chiaro non erano e che, anzi, avrebbero scoperto di essere stati vittime di una truffa, solo nelmomentoin cui avevanoaderito allo scudo fiscale ter. Di costoro si è già occupato il Nucleo speciale di polizia valutaria che ora ha girato le notizie all'Agenziadelle Entrate.

Che sta iniziando a lavorarle.

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