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Piazza Affari schiacciata da A2A e Atlantia. Euro riconquista quota 1,17

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la giornata dei mercati

Piazza Affari schiacciata da A2A e Atlantia. Euro riconquista quota 1,17

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I venti di ottimismo che spirano da Wall Street non contagiano Milano. Piazza Affari ha chiuso in rosso, con il FTSE MIB e il Ftse All Share entrambi in calo dello 0,85%, schiacciata dalle performance negative di Atlantia, A2a e dei bancari, quando l'onda lunga dell'accordo tra Messico e Usa raggiunto ieri ha riportato il Dow Jones a un passo dal record storico raggiunto il gennaio scorso. Le persistenti tensioni sulle concessioni pubbliche che il governo italiano vuole rivedere e sullo spread hanno tenuta alta la pressione sulla Piazza milanese, intanto a Parigi il Cac40 è salito dello 0,11%, a Francoforte il Dax30 è scivolato dello 0,09%, con il Ftse100 a Londra che ha fatto meglio, guadagnando lo 0,52%, anche se c'è da precisare che ieri aveva osservato un giorno di chiusura per festività.

Atlantia e A2A guidano al ribasso il Ftse Mib
Dopo aver toccato un minimo già in avvio, Atlantia (-3,15%) ha risentito delle parole degli esponenti di governo che hanno ribadito le proprie posizioni attraverso post sul blog dei Cinque Stelle e su Facebook. Oggi Di Maio, è tornato ad attaccare pesantemente la famiglia Benetton, azionista di riferimento di Atlantia, che controlla Autostrade per l'Italia. Di Maio ha parlato di regalo fatto ai Benetton con la concessione, chiamando in causa i precedenti governi che hanno firmato gli accordi e dicendo che verranno denunciati alla Corte dei Conti per danno erariale. E il ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli, ha rincarato la dose scrivendo che «con il Governo del cambiamento stiamo togliendo loro (riferendosi ad Autostrade, ndr) la mucca da mungere. La gallina sta smettendo di fare le uova d’oro a beneficio di pochi». Per quanto riguarda A2A (-3%), anche la multiutility lombarda ha sofferto della possibile revisione delle concessioni pubbliche minacciata dal governo, soprattutto alla luce delle parole del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti. L'esponente della Lega aveva fatto riferimento alle concessioni per la produzione idroelettrica con particolare richiamo a quelle in Valtellina che chiamano in causa A2A. «A2A ha 788 MW gestiti (su 1832 MW totali) in regime di proroga con concessioni scadute tra il 2010 e il 2016», ha fatto notare una casa di investimento.

Bancari ko, Tria rassicura: Non è detto che supereremo 3% deficit/Pil
Le tensioni su spread e conti pubblici hanno mandato al tappeto i titoli bancari italiani. Ne hanno fatto le spese soprattutto Ubi Banca (-2,95%), Unicredit (-2,61%), Banco Bpm (-2,24%), e Bper Banca (-1,61%). Non sono serviti a molto i messaggi rassicuranti lanciati dal ministro dell’Economia, Giovanni Tria, nel corso del suo viaggio in Cina. Tria ha detto che il governo «continuerà a ridurre il rapporto debito/Pil», mentre il tetto del 3% del deficit/Pil «è stato criticato, ma è molto diverso dal dire che lo supereremo», dopo che oggi in un'intervista il vicepresidente del Consiglio, Luigi Di Maio, ha evocato la possibilità di sforare il tetto del 3% nel 2019 per una Legge di Bilancio espansiva. Inoltre, Tria ha affermato che l'andamento dello spread tra BTp e Bund decennali «si restringerà quando il governo chiarirà i suoi propositi per la Legge di Bilancio», spiegando che «l'Italia non peggiorerà la situazione strutturale del debito che è pienamente sostenibile ed è su un sentiero di riduzione».

Acquisti sull'auto in tutta Europa dopo intesa su Usa-Messico
L'intesa Usa-Messico, che potrebbe aprire la strada a un nuovo Nafta ma che per il momento non prevede il coinvolgimento del Canada, riguarderebbe principalmente il settore auto e quello dell'agricoltura con accordi - secondo quanto riferito dalla stampa americana - sulla produzione: ad esempio, salirebbe al 75% la quota di componenti auto che devono essere di provenienza Usa e Messico mentre e' previsto che il 40-45% della componentistica sia prodotta da lavoratori con uno stipendi di almeno 16 dollari l'ora. L'accordo ha spinto il settore auto in tutta Europa e performance vivaci per Volkswagen, Bmw, Daimler, Renault e Peugeot. Fca, invece, in chiusura non è riuscita a mantenere i guadagni iniziali e ha terminato poco sotto la parità. Nella galassia Exor hanno fatto meglio Cnh Industrial (+1,67%) e Ferrari (+0,36%).

Fincantieri in rialzo, Maire Tecnimont premiata da contratti in India
Nel listino milanese, si è messa in evidenza Fincantieri (+2,26% in chiusura) che potrebbe essere impegnata nella costruzione del nuovo ponte di Genova che dovrà sostituire il "Morandi" crollato alla vigilia di Ferragosto. Gli acquisti hanno premiato anche Maire Tecnimont (+2,50%) che ha annunciato contratti in India per un valore complessivo di 225 milioni di dollari. Tra i bancari, guardando fuori dal segmento principale, le battaglie alle porte per il rinnovo dei rispettivi consigli di amministrazione tengono i riflettori puntati su Carige (invariata) e Credito Valtellinese (-0,51%). Per la banca ligure è già conto alla rovescia per l'assemblea del 20 settembreprossimo da cui uscirà il nuovo board: l'esito è tutt'altro che scontato visto che si profila un testa a testa tra Malacalza Investimenti e l'alleanza Mincione-Volpi-Spinelli per eleggere presidente e vicepresidente ma soprattutto per avere un numero di consiglieri in grado di indicare l'amministratore delegato prescelto. Quasi in fotocopia il caso Creval. Il cda straordinario di domani convocherà l'assemblea per il prossimo 12 ottobre per la revoca e il rinnovo del cda come richiesto qualche settimana fa da Dgfd, holding di Denis Dumont titolare del 5,78% del capitale della banca di Sondrio. In manovra c'è anche il Credit Agricole (al 5% ma potenzialmente in fase di rafforzamento) mentre occorrerà capire come si muoveranno i fondi di investimento a cominciare da Algebris.

BTp, spread chiude lieve calo a 281 punti, rendimento decennale al 3,19%
Chiusura in calo frazionale per lo spread tra BTp e Bund. Sul mercato secondario Mts, il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (Isin IT0005323032) e il pari scadenza tedesco ha segnato l'ultima posizione a 281 punti base, in flessione di 1 centesimo rispetto al riferimento precedente. Poco mosso anche il rendimento del BTp decennale benchmark, indicato al 3,19% dal 3,20% della chiusura di ieri.

Euro ai massimi da fine luglio sul dollaro
Sul fronte dei cambi, la moneta unica è tornata a salire, arrivando ai massimi da fine luglio sul dollaro, per una rinnovata propensione al rischio sui mercati internazionali. L'euro passa di mano a 1,1714 dollari (1,167 alla vigilia), e 130,179 yen (129,72), con il dollaro che vale 111,128 yen (111,08). Infine, il petrolio è poco mosso. In chiusura dei mercati europei, il contratto sul Wti consegna Ottobre sale dello 0,06% a 68,91 dollari al barile.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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