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Brunello Cucinelli soffre in Borsa dopo i conti, Jefferies taglia rating

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Brunello Cucinelli soffre in Borsa dopo i conti, Jefferies taglia rating

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Giornata da dimenticare per Brunello Cucinellia Piazza Affari: il titolo della casa di moda ha chiuso in calo di oltre il 3% dopo essere arrivata a scendere del 9% circa, a un minimo di giornata di 35 euro e al livello più basso da metà luglio, all'indomani della pubblicazione dei conti del primo semestre. Anche se utile netto e fatturato sono aumentati e l'outlook resta positivo grazie al buon sell-out delle collezioni autunno/inverno, l'indebitamento è calato meno di quanto atteso dagli analisti. Inoltre, gli analisti di Jefferies hanno tagliato il rating da 'buy' a 'hold', nella convinzione che la crescita potrà continuare, ma il titolo non è più sottovalutato.

Brunello Cucinelli ha chiuso il periodo al 30 giugno 2018 con un utile netto di 25,78 milioni, in rialzo del 29,9% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso (l'utile netto normalizzato è salito del 19,7% a 23,8 milioni). I ricavi netti sono cresciuti del 9% a 269,486 milioni a cambi correnti (+11,9% a cambi costanti), con un incremento sia in Italia (+4,8%) sui mercati internazionali (+9,9%, con +12% in Europa, +2,4% in Nord America, +35,3% in Greater China). Gli investimenti sono stati pari a 25,2 milioni di euro (18,1 milioni di investimenti commerciali e 7,1 milioni per produzione, logistica e It/digital), all'interno del piano di investimenti del periodo 2018-2020, mentre l'indebitamento finanziario netto è calato da 59,4 a 44 milioni di euro, contro i 39,1 milioni attesi dagli analisti.

Secondo Equita, «l'indicazione di debito per l'anno fiscale 2018 è peggiorata per il riacquisto delle minoranze in Russia e tempi di incasso più lunghi concessi ai clienti russi, che normalmente pagavano 30% in anticipo». Inoltre, «nella fase attuale le tipiche caratteristiche difensive di Brunello Cucinelli sono accentuate dalla minore esposizione all'eventuale rallentamento cinese (consumatori cinesi a circa 10% del fatturato) e dalla maggiore esposizione agli Stati Uniti (32% contro la media del 20% dei concorrenti)». Gli analisti sottolineano anche che «a 50 volte il price/earning 2019, il premio rispetto ai concorrenti ha raggiunto un picco di 100% che non toccava dal 2014 e il profilo di generazione di cassa rimane inferiore ai peer», motivo per cui è «possibile una presa di profitto nel breve». Per gli esperti di una primaria Sim milanese, «i risultati sono sostanzialmente in linea con le attese», ma il giudizio resta «poco interessante, con un obiettivo di prezzo a 25,50 euro per azione». Più severo il giudizio di Jefferies, che ha tagliato il rating da 'buy' a 'hold', con obiettivo di prezzo alzato da 32 a 39 euro per azione: secondo gli analisti, il rally del 35% che il titolo ha registrato negli ultimi quattro mesi lo ha portato a un livello già adeguato. «Il primo semestre 2018 è stato in linea con le aspettative», con buone prospettive per il 2019, ma «nell'anno fiscale 2018 l'impatto delle fluttuazioni valutarie è superiore a quanto anticipato».

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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