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La tv di Facebook sbarca anche in Italia

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La tv di Facebook sbarca anche in Italia

Per Facebook Watch arriva il momento dello sbarco anche in Italia. È passato un anno da quando il “servizio” è stato annunciato negli Stati Uniti. Ora, come spiegato da Fidji Simo, la manager a capo della divisione Video di Facebook, in un post sul blog ufficiale della piattaforma di Menlo Park, «chiunque potrà usare Watch in tutto il mondo». Un’espansione globale che «comporta anche nuove opportunità per i creator e gli editori in tutto in mondo».

Si tratta evidentemente di un passaggio chiave per tutto il mercato audiovisivo nel mondo. Certo, Facebook Watch per come è oggi non si può considerare tanto in concorrenza con la tv tradizionale. Ma un domani chissà. Per ora il guanto di sfida è lanciato in particolar modo contro Youtube. Ma anche player come Netflix o Amazon con la sua Prime Video finiscono inevitabilmente nel cono ottico.

Andando con ordine, la prima cosa da rilevare è che anche in Italia – per ora solo su dispositivi mobile – per gli iscritti a Facebook c’è un pulsante in più: quello di Watch. Cliccando, si accede a una selezione di video presi della rete, ma solo fra quelli pubblici e quindi presi da pagine (che di default sono pubbliche). Negli Stati Uniti su Facebook Watch vengono mostrate anche serie tv acquisite o cofinanziate e in più è tramite Facebook Watch che negli Usa si può fruire dei contenuti sportivi di cui il colosso guidato da Mark Zuckerberg detiene i diritti per gli Stati Uniti, come il baseball. Altro esempio: in America Latina Facebook si è assicurata i diritti per la Champions League 2018-21 e le partite saranno così disponibili in quei Paesi sulla pagina Facebook della Uefa Champions League, ma anche visibili su Watch.

Il post del capo della divisione video di Facebook cita, fra i contenuti che gli iscritti Facebook hanno potuto vedere negli Usa, «Red Table Talk con Jada Pinkett Smith» insieme «al programma dietro le quinte del magnate del settore della cosmesi Huda Kattan, Huda Boss» e «alle partite in diretta della Major League Baseball».

In Italia al momento, oltre ai video suggeriti delle pagine (seguiti o molto popolari), risultano visibili anche tutti i contenuti fruiti negli Usa (ovviamente tranne quelli con limitazioni territoriali). Fra queste alcune serie tv (le principali sono state citate nel blogpost) ma in lingua inglese. Facebook sta comunque lavorando per sottotitolare queste serie, progressivamente, nei vari Paesi.

Per i produttori è comunque importante sapere che con “Ad Break” si possono trarre guadagni permettendo a Facebook di inserire degli annunci pubblicitari sui nostri video con una remunerazione che segue questa divisione percentuale: 55% al creatore del video e 45% a Facebook.

In Italia se ne riparlerà di questa possibilità di monetizzazione con Ad Break. Ma di sicuro il modello di remunerazione non può che rendere evidente la competizione diretta con piattaforme come Youtube. «Ogni mese più di 50 milioni di persone negli Stati Uniti vengono a guardare video per almeno un minuto in Watch e il tempo totale trascorso a guardare video in Watch è aumentato di 14 volte dall’inizio del 2018», viene spiegato nel post dal capo della divisione video di Facebook.

Numeri che fanno capire le potenzialità di questa “tv social” che fa un passo in avanti importante lasciandosi alle spalle lo stato embrionale, ma che già l’anno scorso, al momento del lancio, aveva fatto suonare più di un campanello d’allarme. Chiaro che tutto è in prospettiva. Ma è altrettanto lampante che si parla pur sempre di una piattaforma con oltre 2 miliardi di iscritti, una community in cui circolano contenuti, anche pregiati come serie tv e sport. Tutto per far spendere il maggior tempo possibile sulla piattaforma, senza aver bisogno di “uscire” per trovare altro. In fondo, è il sogno di Mark Zuckerberg . Ultimo ma non ultimo: si sta parlando di una Facebook che nella pubblicità digitale fa la parte del leone insieme con Google. Serve altro?

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