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Astaldi scivola ai minimi storici sul rebus Ponte Bosforo

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Industria

Astaldi scivola ai minimi storici sul rebus Ponte Bosforo

Le indiscrezioni su possibili ritardi nella cessione del Terzo Ponte sul Bosforo pesano sul titolo Astaldi, che oggi ha ceduto più del 7% e aggiorna al ribasso il minimo storico a 1,5 euro per azione (il precedente era stato fissato nel 2003). Secondo quanto riportato dal Messaggero, ci sarebbero ulteriori ritardi nella formalizzazione delle offerte vincolanti per il Terzo Ponte sul Bosforo e per questo motivo le principali banche creditrici avrebbero chiesto ulteriori garanzie alla società. Il ritardo sarebbe dovuto al peggioramento della crisi turca e alla continua svalutazione della lira turca. Il titolo è tra i peggiori di Piazza Affari, al momento in calo più contenuto (segui qui l’andamento dei principali indici).

L’ulteriore rallentamento della cessione delle quote della joint venture che ha in concessione il Terzo Ponte sul Bosforo influisce sull’intero piano di rafforzamento patrimoniale di Astaldi (aumento di capitale e rifinanziamento del debito), essendo tra le clausole sia per l’ingresso del gruppo Ihi nel capitale sia per la formazione del consorzio di garanzia. «Sul titolo manteniamo una visione cauta perché anche in caso di cessione dell'asset, rimarranno le altre incertezze che caratterizzano l'equity story», ha sottolineato Equita. Anche Mediobanca Securities ricorda che le offerte vincolanti «sono la condizione principale richiesta da JPMorgan per garantire l'aumento di capitale già approvato alcuni mesi fa».

Astaldi: trattative in fase avanzata
Le trattative relative alla vendita degli asset legati alla Concessionaria del Terzo Ponte sul Bosforo in Turchia «proseguono e sono in fase avanzata». Astaldi con una nota replica alle indiscrezioni. «Ci sono stati incontri tra le parti nei mesi di luglio ed agosto con la finalità di definire un'offerta vincolante in tempi ragionevoli, pur tenendo conto dei recenti accadimenti che stanno interessando la Turchia» precisa la nota. In relazione agli effetti dell'inevitabile allungamento della tempistica relativa al prospettato aumento di capitale, la società spiega di aver «già attivato interlocuzioni con le banche di riferimento. In tale contesto è previsto a breve un nuovo incontro con le stesse». La società, aggiunge la nota, «non ha ricevuto alcuna richiesta di operare ai sensi dell'art.67» della legge fallimentare.

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