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Argentina e Turchia spaventano i listini. Il tasso sui BTp sale al…

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la giornata dei mercati

Argentina e Turchia spaventano i listini. Il tasso sui BTp sale al 3,20%

Andamento titoli
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L'aggravarsi della crisi finanziaria argentina e la nuova caduta della lira turca (-4,5% a 6,3 per un dollaro) sulle voci di dimissioni del vice governatore della banca centrale turca, all'indomani del downgrade di Moody's sugli istituti di credito locali, hanno penalizzato tutte le Borse europee che hanno chiuso la giornata in rosso: le vendite hanno colpito soprattutto le banche e le tlc e per questo Piazza Affari e Madrid hanno registrato le performance peggiori con cali superiori a un punto percentuale.

A Milano il FTSE MIB ha chiuso in calo dell'1,28%. Di Tenaris e Telecom Italia le perdite più rilevanti. Il gruppo dei tubi per l'industria petrolifera ha perso il 5,6% pagando la forte esposizione in Argentina ma anche le ipotesi di dazi Usa più leggeri sull'acciaio coreano. Il calo di Tim (-3%), che alcuni analisti associano alle tensioni sull'Italia, aggiorna nuovi minimi da settembre 2013 sotto 57 centesimi per azione.

L'altro caso del giorno a Piazza Affari sono il crollo di Astaldi sui rumors di tempi lunghi nella cruciale vendita del Ponte sul Bosforo, operazione chiave nel riassetto finanziario del gruppo romano: le azioni sono scese del 7,4% mentre il bond da 750 milioni con scadenza 2020, il cui rifinanziamento rientra nel piano di rafforzamento patrimoniale, ha perso il 20% sul mercato secondario. Balzo per Sogefi (+3,7%) che ha risolto con un accordo definitivo i contenziosi con Peugeot e Bmw su un componente difettoso del sistema di raffreddamento. Sul FTSE MIB la seduta dei bancari è andata via via peggiorando con la discesa dei titoli di Stato italiani (3,2% il rendimento del decennale e spread allargatosi sopra 280 punti): Bper(-3,8%) la peggiore mentre Ubi Banca, Intesa Sanpaolo e Banco Bpm hanno perso oltre il 2%. In controtendenza Brembo (+2,2%) e Pirelli nel settore auto che si è difeso in tutta Europa nell'attesa dei possibili accordi commerciali nel fine settimana tra Usa e Canada dopo l'intesa tra Washington e Città del Messico.

Astaldi scivola ai minimi storici
Le indiscrezioni su possibili ritardi nella cessione del Terzo Ponte sul Bosforo mettono il freno al titolo di Astaldi, che ha perso oltre il 7% e aggiornato al ribasso il minimo storico (il precedente era stato fissato nel 2003). Secondo quanto riportato dal Messaggero, ci sarebbero ulteriori ritardi nella formalizzazione delle offerte vincolanti per il Terzo Ponte sul Bosforo e per questo motivo le principali banche creditrici avrebbero chiesto ulteriori garanzie alla società. Il ritardo sarebbe dovuto al peggioramento della crisi turca e alla continua svalutazione della lira turca. L'ulteriore rallentamento della cessione delle quote della joint venture che ha in concessione il Terzo Ponte sul Bosforo influisce sull'intero piano di rafforzamento patrimoniale di Astaldi (aumento di capitale e rifinanziamento del debito), essendo tra le clausole sia per l'ingresso del gruppo Ihi nel capitale sia per la formazione del consorzio di garanzia. In serata Astaldi ha precisato in una nota che le trattative
relative alla vendita degli asset legati alla Concessionaria del Terzo Ponte sul Bosforo in Turchia «proseguono e sono in fase avanzata». Un'offerta vincolante - ha aggiunto la società - è attesa in tempi «ragionevoli», pur tenendo conto dei recenti accadimenti che stanno interessando la Turchia. IL gruppo di costruzioni ha invece negato di aver ricevuto richieste da parte di qualche creditore di avviare una procedura secondo l'articolo 67 della Legge Fallimentare.

Telefonici male in tutta Europa: cadono Iliad e Vodafone
Nel resto d'Europa, Madrid ha chiuso le contrattazioni con un calo dell'1,06% su cui ha pesato nuovamente la flessione di Inditex(-2%), ieri scivolata dopo un report negativo di Morgan Stanley, ma soprattutto il malumore sul settore bancario (-2,7% Bbva esposta in Turchia -1,9% Santander) e le vendite su Telefonica(-2,1%). Francoforte, Londra e Parigi hanno invece limitato a circa mezzo punto percentuale la flessione. Il listino inglese ha chiuso a -0,62% nell'indice Ftse 100 mentre la sterlina e' tornata a 0,8962 per un euro (da 0,8987) proseguendo nel rafforzamento avviato ieri pomeriggio dopo l'apertura del capo negoziatore Ue sulla Brexit, Michel Barnier, a una partnership ad hoc tra Londra e Bruxelles: sul listino azionario, in calo molti titoli minerari e giù di oltre il 3% Vodafone nel giorno in cui e' stato annunciato l'accordo in Australia per l'alleanza tra Tpg Telecom e Vodafone Hutchinson Australia(jv paritetica tra Vodafone e Hutchinson Telecommunications). A Parigi (-0,4% il Cac40) balzo di Bouygues (+47,4%) dopo i conti semestrali che sono stati sostenuti dai risultati della divisione di telecomunicazioni. Nel comparto, Iliad ha perso il 7% e Orange l'1,5%. A Francoforte (-0,5%) pesante Fresenius Medical.

Petrolio in rialzo, il dollaro in recupero
Il petrolio è salito in area 69,7 dollari al barile nel Wti ottobre all'indomani delle scorte Usa e in area 77,5 nel Brent ottobre. Nella settimana conclusa il 25 agosto scorso le scorte di petrolio negli Stati Uniti hanno registrato un calo superiore alle stime. Il dato è sceso di 2,566 milioni di barili a 405,792 milioni di unità mentre gli analisti attendevano una contrazione di 1 milione di barili dopo la flessione nei sette giorni precedenti pari a 5,836 milioni di barili. Sul mercato valutario, il cambio euro/dollaro ha ripiegato a 1,1650 (1,1714 ieri) con il biglietto verde in generale recupero vista la minore propensione al rischio.

Spread s'impenna a 285 punti, rendimento balza al 3,2%
Risale di 15 punti lo spread tra BTp e Bund, tornando oltre la soglia dei 280 punti base. Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (Isin IT0005323032) e il pari scadenza tedesco, che ieri aveva chiuso alleggerito a 270 punti base, mantenendosi a questo livello stamattina, è peggiorato da metà seduta, con il calo di Wall Street il mega rialzo dei tassi argentini. Lo spread segna in chiusura 285 punti base e il rendimento del decennale italiano, dal 3,12% della vigilia, è schizzato al 3,20%.

In Usa salgono richieste sussidi lavoro, su redditi e spese
Nei sette giorni conclusi il 25 agosto scorso il numero di lavoratori che per la prima volta hanno fatto richiesta per ricevere sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti è salito meno delle stime degli analisti e mantenendosi a livelli minimi storici. Secondo quanto riportato dal dipartimento del Lavoro, le richieste sono aumentate di 3.000 unità a 213mila unità. Gli analisti attendevano un dato a quota 215.000 unità. Inoltre, nel settimo mese in cui la riforma fiscale Usa è entrata in vigore, gli americani hanno visto crescere i loro salari e hanno speso di più. Secondo quanto riportato dal dipartimento del Commercio, le spese per consumi sono salite dello 0,4% sul mese precedente, esattamente quanto atteso dagli analisti. I redditi personali sono aumentati dello 0,3%, come previsto. Infine, l'inflazione ha continuato a rafforzarsi. La misura preferita dalla Federal Reserve per calcolarla, il dato Pce (personal consumption expenditures price index), è cresciuta dello 0,1% a luglio su base mensile, mentre su base annuale è salita del 2,3%, massimo di sei anni.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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