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Cfa Italy Radiocor Sentiment Index: in settembre crolla a -34 pt

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Il sondaggio

Cfa Italy Radiocor Sentiment Index: in settembre crolla a -34 pt

Gli investitori professionali italiani certificati Cfa sono fortemente negativi sulle prospettive dell’economia domestica: il Cfa Italy Radiocor Sentiment Index è infatti sceso da -2,9 punti ad agosto a -34, un dato che rappresenta un minimo nella serie storica (da gennaio 2015). Nel dettaglio delle principali asset class, i tassi di interesse sono previsti in ascesa in tutte le principali aree, mentre vi sono aspettative di ribassi sui mercati azionari italiani e per la borsa degli Stati Uniti. Il dollaro americano è atteso apprezzarsi contro euro dagli attuali livelli mentre si ipotizza un ribasso del petrolio dalle attuali quotazioni.

Situazione negativa per il 40% degli operatori
Nello specifico, il 47% circa degli operatori finanziari ritiene sostanzialmente stabile, rispetto al mese passato, la situazione attuale dell’economia Italiana, mentre il 40% ritiene che la situazione attuale sia negativa, a fronte di un 13% di positivi. In termini di aspettative sui prossimi sei mesi, aumenta la percentuale di coloro che si attendono un peggioramento delle condizioni
macroeconomiche, pari al 44,7% del totale, mentre una percentuale
identica stima condizioni invariate ed un 10,6% si attende un
miglioramento. La differenza tra coloro che risultano ottimisti sulle
prospettive dell’economia italiana, rispetto ai pessimisti, è pari a -34, un
valore che rappresenta appunti il “Cfa Italy Radiocor Sentiment Index” per il
mese di settembre 2018.

Si riaccendono i timori sulle prospettive
"I risultati del sondaggio - ha commentato Annalisa Usardi, Cfa, economist di Amundi Sgr - evidenziano il riaccendersi di timori legati alle prospettive economiche italiane nei prossimi sei mesi: laddove la maggioranza degli intervistati si attende un andamento economico stabile, ancorché più modesto rispetto all’anno passato, la distribuzione dei rischi si è ulteriormente e nettamente sbilanciata al ribasso. Benché in modo meno marcato, sulla base del sondaggio, anche Eurozona e Stati Uniti sembrano dover affrontare maggiori rischi negativi nei prossimi mesi, un probabile riflesso delle preoccupazioni legate alle retoriche protezionistiche, ai rischi geopolitici e al potenziale impatto su crescita e commercio globali che si ripresentano giornalmente alla nostra attenzione".

Preoccupa l'allargamento dello spread
Se però gli operatori - spiega l'economista - partono da una valutazione delle condizioni macroeconomiche attuali estremamente ottimista per Stati Uniti (dove il momentum viene caratterizzato da un forte bias positivo) e prevalentemente stabile per l’Eurozona, per l’Italia anche la valutazione della fase economica corrente, oltre a quella futura, sembra essere generalmente considerata da stabile a negativa. "Buona parte del rischio sull’Italia - argomenta Usardi - appare legato all’incremento atteso nei prossimi mesi dei tassi sia sulla parte a lunga che sulla parte a breve della curva, in modo molto più marcato rispetto a quanto atteso per la media dell’Eurozona e riconducibile verosimilmente in primo luogo ai rischi di un ulteriore allargamento dello spread in assenza di una maggiore chiarezza sugli obiettivi di finanza pubblica del Governo e, in secondo luogo, associato alla graduale uscita dal Quantitative Easing annunciato dalla Bce e a come questo potrebbe impattare sui rendimento dei titoli di stato italiani". Attese al rialzo della curva emergono anche per gli Stati Uniti, ma in un contesto macroeconomico molto diverso, caratterizzato da una banca centrale che continua nel suo graduale percorso di rialzi e da un tasso a lunga scadenza che aumenta, stando al sondaggio, in maniera meno che proporzionale, rischiando di produrre un ulteriore appiattimento della curva.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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