Finanza & Mercati

Ripartono le trivellazioni offshore e Transocean cresce: rilevata…

  • Abbonati
  • Accedi
acquisizione da 2,7 miliardi di dollari

Ripartono le trivellazioni offshore e Transocean cresce: rilevata Ocean Rig

  • –di

La ripresa delle quotazioni del petolio ha rilanciato anche le esplorazioni offshore. L’ennesimo segnale è arrivato con l’annuncio di una nuova acquisizione da parte di Transocean. La società svizzera, numero uno al mondo nelle perforazioni in acque profonde, rileverà per 2,7 miliardi di $ in azioni e contanti l’americana Ocean Rig, uscita solo un anno fa dalla bancarotta.

Il settore era quello che aveva sofferto di più per il crollo degli investimenti durante il ciclo negativo sui mercati petroliferi. Ma adesso si sta risollevando. E le prospettive sembrano essere brillanti.

Il ceo di Transocean, Jeremy Thigpen, prevede che i prezzi di noleggio per gli impianti adatti alle acque ultra-profonde raddoppieranno entro il 2020. Dopo la fusione con Ocean Rigs, il gruppo ne avrà a disposizione ben 57.

«La combinazione tra prezzi del greggio più alti e stabili per diversi trimestri, costi più snelli per i progetti offshore e un’innegabile sfida per rimpiazzare le riserve di idrocarburi – spiega Thigpen – ha condotto a un notevole aumento dell’attività contrattuale nell’offshore».

I costi per estrarre il petrolio dagli abissi del mare scesi così tanto secondo Shell da essere competitivi con lo shale oil: «Stiamo parlando di un breakeven a 30 dollari al barile per il deepwater», aveva dichiarato ad agosto Andy Brown, il responsabile E&P della compagnia, intervistato dall’Ft.

Quest’anno hanno già ottenuto via libera 45 progetti offshore, afferma Rystad Energy, più che in tutto il 2016. Per l’intero 2018 la società di consulenza prevede investimenti nel settore per 93 miliardi di dollari, +50% dal 2017 e un record dal 2013.

© Riproduzione riservata