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ingegneria

Saipem, ecco la fase due del riassetto: piena autonomia alle cinque divisioni

Il primo passo a marzo 2017 con la riorganizzazione di Saipem su base divisionale, articolata in una corporate, con ruolo di indirizzo e controllo, e in cinque divisioni dotate di piena responsabilità di risultato sul business assegnato (Costruzioni offshore e onshore, Drilling offshore e onshore, e una quinta dedicata a servizi e attività di ingeneria ad alto valore aggiunto e denominata Xsight by Saipem). Ora la società guidata da Stefano Cao si prepara a completare la fase due del riassetto: il disco verde definitivo arriverà il prossimo 23 ottobre, quando è in programma una riunione del cda - la seconda dopo la pausa estiva e quella in agenda il 25 settembre a bordo della Saipem 7000 - con l’obiettivo di chiudere entro l’anno l’intero processo. In quell’occasione i consiglieri saranno così chiamati ad accordare a Cao l’autorizzazione a procedere al nuovo step con il trasferimento ai responsabili delle singole divisioni di tutti i poteri necessari ad assicurare piena autonomia strategica, commerciale e operativa.

Non una vera e propria societarizzazione, quindi, come previsto nei piani del precedente management, corretti e riveduti però da Cao, ma un assetto meno centralizzato che consentira alla società, laddove si presentassero nel futuro opportunità di eventuali joint venture o, ancora, di acquisizioni o dismissioni, di potersi muovere agevolmente e agilmente considerando sostanzialmente le divisioni alla stregua di entità legali separate. Nel dettaglio, i responsabili dei cinque segmenti avranno responsabilità piena su sei versanti (strategia, partnership, politica commerciale, approvvisionamento ed esecuzione progettuale, investimenti, tecnologia e ricerca&sviluppo), mentre in capo a Cao rimarranno la strategia del portafoglio di gruppo e, ovviamente, la finanza. «Questo nuovo approccio - aveva spiegato lo stesso Cao agli analisti, a fine luglio, illustrando i risultati semestrali - consentirà il miglior sfruttamento di ogni potenziale aziendale con responsabilità significativamente maggiori per ciascun capo divisione, al fine di fornire risultati aziendali in linea con gli obiettivi e il posizionamento a lungo termine».

Obiettivi e priorità strategiche. come si ricorderà, sono stati approvati a fine luglio dal cda. Che ha identificato il business E&C offshore (ingegneria e costruzione) come «core» con l’obiettivo di rafforzarne la posizione di leadership anche tramite investimenti mirati, mentre l’E&C onshore si focalizzerà sul completamento del turnaround volto al recupero della marginalità, anche attraverso un riposizionamento del portafoglio delle attività. Che, come ha avuto modo di chiarire il ceo in conference call, significa individuare nuove opportunità in segmenti più complessi e meno legati al prezzo del petrolio (come il Gnl, il petrolchimico e le raffinerie, e ancora le infrastrutture), come pure diversificare ulteriomente il business per includere il segmento delle energie rinnovabili. Quanto al drilling onshore e offshore, la rotta è puntata sulla prosecuzione degli sforzi di sforzi di efficientamento, ma saranno altresì valutate eventuali opzioni strategiche, in un’ottica di massimizzazione del valore dei singoli business. Scenari differenti, dunque, per le divisioni che Saipem, forte anche dell’upgrade appena incassato da Morgan Stanley - che ha confermato la raccomandazione “overweight” sulla società e alzato il prezzo obiettivo da 5,80 a 6,70 euro - è pronta a intercettare sfruttando appunto i vantaggi del riassetto.

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