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Spread, ad agosto deflussi record: passivo a 492 miliardi

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Spread, ad agosto deflussi record: passivo a 492 miliardi

(Bloomberg)
(Bloomberg)

L’altro volto dello spread si chiama Target2, che ha aggiornato ad agosto il record storico. Secondo i dati sugli aggregati di bilancio di Bankitalia le passività del Paese sul sistema di pagamento dell’Eurosistema (è questo che misura il saldo Target 2) sono ammontate il mese scorso a 492,527 miliardi di euro, contro i 471,087 miliardi di luglio. Il balzo delle passività riflette evidentemente i deflussi di capitali dall’Italia e per questo motivo è strettamente collegato alle tensioni sul debito sovrano, rilevate giornalmente dallo spread tra BTp e Bund.

Non a caso ad agosto si è registrato un nuovo picco di vendite sui BTp con i tassi del biennale balzati all’1,5% e quelli del decennale al 3,25%. I dati Target 2 ci danno qualche informazione aggiuntiva in proposito: ovvero che a vendere non sono stati solo investitori italiani (in questo caso non si registra un deflusso di capitali dal Paese) ma: 1) investitori stranieri; 2) fondi di investimento italiani con sede all’estero.

La sostanza non cambia: quando il passivo Target 2 si gonfia il risultato dell’equazione è che masse di capitale hanno lasciato il Paese. Tra maggio e giugno - epicentro della prima tensione del 2018 sul debito pubblico a seguito della nascita del nuovo governo Lega-M5s e dell’approvazione del “Contratto” di governo - il saldo Target2 italiano è peggiorato di quasi 55 miliardi balzando a quota 480 miliardi. A luglio, mentre le tensioni si allentavano (confermate anche da una distensione a 210 punti base dello spread rispetto ai 260 di giugno) il “passivo” dell’Italia verso l’Eurosistema è sceso a 471 miliardi.

Agosto invece si è rivelato un mese turbolento tanto per le azioni quanto per i bond. Piazza Affari ha perso l’8% e lo spread ha sfiorato i 300 punti base (291 come non accadeva dal 2013): questo spiega come mai il passivo Target 2 è cresciuto di 21 miliardi in un mese, toccando appunto il massimo di tutti i tempi (almeno da quando esiste l’Eurozona ed esiste questa sorta di stanza di compensazione dei pagamenti che riflette le dinamiche della bilancia dei pagamenti) a 492 miliardi di euro. Nel complesso, dalla nascita del nuovo governo (maggio) agli ultimi dati a disposizione (fine agosto) il passivo Target 2 è cresciuto di 66 miliardi.

I dati però non tengono conto della prima (ottima) settimana finanziaria di settembre per il debito pubblico italiano, reduce da cinque sedute consecutive di acquisti e di conseguente sgonfiamento dei rendimenti e delle preoccupazioni annesse alla sostenibilità futura dei conti pubblici. Il tasso del decennale è passato dal 3,24% di fine agosto al 2,87% di ieri (-37 punti); ancora più significativa la riduzione dei tassi sulla parte breve (e più sensibile) della curva. I rendimenti del biennale sono scesi dall’1,49% allo 0,92% (57 punti base in meno). È evidente che gli investitori sono tornati a comprare la carta italiana e che quindi, nella parte che prevede acquisti di investitori stranieri o di fondi nostrani basati all’estero, questo si rifletterà inevitabilmente in meglio nei prossimi dati Target2 (che però saranno resi noti da Banca d’Italia fra un mese).

Di questo passo quindi il record di agosto difficilmente verrà aggiornato al rialzo, a meno che dal Def del 27 settembre (da cui gli investitori attendono la misura del deficit/Pil che il governo intenderà iscrivere nella prossima legge di Bilancio) non arrivino cattive sorprese e cioè aria di scontro tra il governo e la Commissione europea sui vincoli.

Un altro fattore che potrebbe contribuire nei prossimi mesi al miglioramento delle passività Target2 dell’Italia è la fine del quantitative easing, il programma di aiuti della Bce che chiuderà i battenti a fine anno. Lo ha ricordato a luglio lo stesso governatore Mario Draghi spiegano dinanzi al Parlamento europeo che i saldi Target2 dei Paesi della zona euro si ridurranno significativamente dopo la fine del programma di acquisto asset della Bce. Il Qe infatti - offrendo più liquidità alle banche italiane - ha stimolato per certi versi un aumento delle passività Target 2 nel momento in cui ha spinto le stesse a diversificare i portafogli investendo in titoli stranieri.

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