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Balzo petrolio riporta Borse in pareggio. Milano chiude debole

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la giornata dei mercati

Balzo petrolio riporta Borse in pareggio. Milano chiude debole

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Con un finale in recupero, supportato dal balzo dei prezzi del petrolio sulle tensioni geopolitiche (l'attacco alla compagnia petrolifera di stato libica e il calo dell'export iraniano), le Borse europee hanno terminato le contrattazioni vicine alla parità mentre Piazza Affari, ieri protagonista di un forte rialzo, ha chiuso con un calo limitato allo 0,38% per quanto riguarda l'indice FTSE MIB. Se il tema dei dazi americani, che ha fatto soffrire le Borse asiatiche, si è fatto sentire anche in Europa dove auto e materie prime sono stati i comparti più penalizzati, gli energetici sono stati il settore più in vista: il prezzo del barile di petrolio del resto è tornato a 68,71 dollari nel Wti ottobre (+1,7%) e a 78,5 dollari nel Brent novembre (+1,5%) nonostante un dollaro in generale rafforzamento (1,1583 il cambio euro/dollaro). Parigi e Madrid hanno chiuso in rialzo, Francoforte appena sotto la parità. A Piazza Affari la migliore è stata Ferrari (+1,5%) che ha raggiunto un accordo con l'Agenzia delle Entrate per la tassazione agevolata previsto dal cosiddetto Patent Box. Dopo una seduta in discesa, si è riscattato il titolo Atlantia(+1,3%) sulla possibilità che gli azionisti di Autostrade per l'Italia possano ottenere un indennizzo in caso di nazionalizzazione. In mattinata il titolo era stato sotto pressione dopo che il ministro delle Infrastrutture Toninelli ha annunciato per venerdì il decreto legge su Genova e sull'affidamento dei lavori a Fincantieri per il nuovo ponte dopo il crollo del Morandi. E' rientrata la speculazione su Mediaset (-3,3%) all'indomani della smentita da parte del gruppo di un progetto per salire al 100% della controllata Mediaset Espana (-7,5% a Madrid). Prese di beneficio sulle banche in parallelo al lieve calo dei Btp italiani (con conseguente rialzo del rendimento a 10 anni in area 2,74%): -1,5% Unicredit e Intesa Sanpaolo.

Wall Street in calo: tensioni Usa-Cina e uragano Florence preoccupano
Wall Street sta vivendo una seduta sostanzialmente con pochi spunti: le tensioni commerciali tra Washington e Pechino,con la Cina pronta a chiedere al Wto il permesso di sanzionare gli Usa, sembrano penalizzare i listini ma l'attenzione degli operatori guarda anche all'uragano, che dovrebbe colpire giovedì notte gli Stati del North e South Carolina dove e' stato chiesto a oltre un milione di persone di andarsene visto che l'uragano potrebbe essere il peggiore in 60 anni. In una serie di tweet, ieri il presidente americano Donald Trump ha detto che il governo federale e' pronto ad aiutare. Intanto i titoli assicurativi restano sotto pressione mentre quelli come Lowe's avanzano: i primi temono i costi legati ai quasi certi disastri; i secondi sono sostenuti dalla prospettiva dei lavori per la ricostruzione.

A Milano spicca Ferrari dopo accordo con Entrate
Ferrari ha raggiunto un accordo con l'Agenzia delle Entrate per il Patent Box. 'Ferrari N.V. comunica che Ferrari S.p.A., societa' interamente controllata da Ferrari, ha siglato con l'Agenzia delle Entrate italiana l'accordo preventivo per accedere al regime di tassazione agevolata previsto dal Patent Box', e' scritto in una nota del gruppo, che ricorda che il Patent Box in Italia prevede un regime agevolato per un periodo di cinque anni dal 2015 al 2019. 'Il beneficio fiscale stimato per il triennio 2015-2017 ammonta a circa 139 milioni di euro e sara' interamente riportato nei risultati del terzo trimestre 2018 del gruppo, come rettifica sulle imposte sul reddito per gli anni precedenti. I vantaggi fiscali per il 2018 e il 2019 saranno quantificati e inseriti nel bilancio del gruppo dei rispettivi esercizi finanziari',
è precisato ancora nel comunicato.

Btp, rendimento 10 anni risale a 2,77%. Spread a 234 punti
Prezzi in calo per i titoli di Stato sul mercato secondario telematico con la conseguenza che i rendimenti tornano a risalire. Cedono terreno sia i Bund che i BTp decennali con la conseguenza che lo spread tra i due titoli resta in un range stretto e termina a 234 punti base, sui livelli di lunedì. Si interrompe così, dopo sei sedute, il rally dei corsi dei titoli di Stato italiani che ha permesso di richiudere la forbice dei rendimenti di 50 punti base. Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark febbraio 2028 (Isin IT0005323032) e il decennale tedesco con scadenza agosto 2028 termina a 234 punti base dai 230 punti segnati in apertura(234 punti anche la chiusura di lunedì). Il rendimento dei BTp risale al 2,77% (2,72% stamani e 2,74% il finale di lunedì). Il rendimento sui titoli italiani resta più alto di quello pagato dai bond sovrani portoghesi, pari all'1,89%, nonostante l'Italia abbia un rating medio migliore, pari a BBB, mentre il Portogallo uno pari a BBB- ad un solo 'gradino', come nota uno studio Ambrosetti pubblicato nel weekend, dall'essere considerati junk bond. Secondo lo studio il rendimento più alto dell'Italia ingloba rischio del downgrade della Repubblica in vista del prossimo aggiornamento del rating di Standard&Poor's previsto per fine ottobre e di quello di Moody's posticipato a dopo la pubblicazione del Def.

Parigi e Madrid in rialzo. Deboli Francoforte e Londra
In attesa delle statistiche dell'American Petroleum Institute sulle scorte Usa, e domani quelle ufficiali del dipartimento dell'Energia Usa, i movimenti delle quotazioni del petrolio - con l'attenzione degli investitori anche all'evoluzione dell'uragano Florence in avvicinamento in North e South Carolina - hanno determinato il finale dei mercati azionari europei facendo aumentare gli acquisti sul comparto petrolifero/energetico: Parigi è stata la migliore (+0,27%
il Cac40) grazie all'allungo di Total (+2,1%) e di TechnipFmc(+2%); anche Madrid (+0,1%) ha beneficiato del +2% di Repsol; Londra (-0,08%) ha compensato il consolidamento della sterlina (rimasta a 1,3008 dollari e a 0,8908 pound per un euro) grazie ai rialzi superiori all'1% per Bp e Shell anche se la performance migliore e' stata quella del gruppo di costruzioni Ashtead (+5,2%) che ha visto crescere i ricavi del 22% nel primo trimestre a 1,047 miliardi di sterline. Francoforte ha terminato le contrattazioni con un calo dello 0,13% determinato dalle vendite su Bayer, Infineon e sul settore automotive.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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