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Saipem in calo dopo dimissioni Cfo Bozzini, pesa anche ribasso petrolio

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Saipem in calo dopo dimissioni Cfo Bozzini, pesa anche ribasso petrolio

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Seduta di forti cali per Saipem, che è maglia nera sul FTSE MIB dopo le dimissioni del direttore finanziario Giulio Bozzini. Il titolo è penalizzato anche dall'odierno calo del petrolio ed è arrivato a cedere anche più del 3%, facendo peggio del listino di riferimento (segui qui l'andamento degli indici). Saipem ha avuto un andamento altalenante da inizio anno: partito a gennaio da 3,924 euro, a marzo era sceso a 3,081 euro a inizio aprile, il minimo del 2018, e, salvo alcune oscillazioni giornaliere, è risalito fino ai valori attuali. Complessivamente, da inizio anno il titolo guadagna il 21%.

La società ha fatto sapere che Giulio Bozzini, Cfo e strategy officer, «ha deciso di intraprendere una nuova esperienza professionale e pertanto lascerà la società con decorrenza dal 15 ottobre». Il nome del suo successore sarà annunciato a completamento del processo di selezione già avviato. Gli analisti di Equita sottolineano che «Bozzini non detiene azioni della società e aveva assunto il ruolo di Cfo a giugno 2016. Non si vedono impatti rilevanti dall'uscita». Sul titolo del colosso petrolifero incide anche il rallentamento del petrolio, con i contratti a novembre del Wti e il Brent in ribasso rispettivamente dell'1,72% e dell'1,12%. A pesare sul greggio sono i timori sulla solidità della crescita economica, dopo che l'allarme dell'Opec che ha tagliato ieri le previsioni sulla crescita della domanda globale di petrolio per il 2019, citando proprio una serie di rischi economici.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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