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Carige, Bankitalia «congela» al 9,9% il patto Mincione-Volpi-Spinelli

Nuovo capitolo nello scontro tra azionisti di Carige che vede schierati, da un lato, la Malacalza Investimenti (col 27,55% del capitale) e, dall'altro, i soci Raffaele Mincione, Gabriele Volpi e Aldo Spinelli (con un complessivo 15,198%), che hanno stretto un patto di voto in vista dell'assemblea dell'istituto genovese del 20 settembre prossimo. Nella tarda serata di ieri Banca d'Italia ha comunicato ai pattisti, attraverso una nota emessa dalla stessa Carige, che devono chiedere alla Vigilanza l'autorizzazione a superare la soglia del 10% del capitale. Bankitalia dà anche ai pattisti un termine di 15 giorni per notificare la richiesta. “In mancanza di autorizzazione – aggiunge – non possono essere esercitati i diritti di voto e gli altri diritti che consentano di influire sulla società” per la quota eccedente “la soglia del 10%” del capitale.

La lettera di Bankitalia, inviata a Carige e indirizzata a Mincione e ai suoi alleati, precisa che la quota vincolata al patto eccede, appunto, il 10% del capitale e perciò “comporta l'avvio del procedimento autorizzativo”, ai sensi della normativa del testo unico bancario, e che “la competenza ad adottare il relativo provvedimento spetta alla Bce su proposta della Banca d'Italia”.
“In relazione a quanto precede – dice la missiva - d'accordo con la Banca centrale europea, si invitano gli aderenti al patto parasociale a inviare a questo istituto, entro il termine di 15 giorni dal ricevimento della presente nota, l'istanza di autorizzazione relativamente alla partecipazione congiunta” nella banca, “accludendo la documentazione necessaria a dimostrare il possesso dei requisiti previsti” dalla normativa, che mira ad assicurare che chi acquista partecipazioni qualificate in una banca sia un soggetto affidabile, trasparente, solido e in grado di assicurare una prudente e sana gestione. Senza istanza di autorizzazione Bankitalia, conclude la comunicazione, “avvierà il procedimento amministrativo di ufficio”.

Stamattina è arrivata la risposta di Mincione, il quale comunica agli altri pattisti che Bankitalia “ha invitato gli aderenti al patto parasociale del 25 agosto 2018 (Pop 12 di Mincione, Lonestar di Volpi e Spininivest di Spinelli, ndr) a inviare l'istanza di autorizzazione relativamente alla partecipazione posseduta nel capitale di Banca Carige”, sottolineando che, fino a quando l'autorizzazione “non sarà stata ottenuta, i diritti di voto potranno essere esercitati” solo “entro la soglia del 9,999% del capitale sociale”.
Mincione scrive anche che “la Lista presentata dalla Pop 12 rimane in corsa per il rinnovo del cda della Banca Carige e potrà essere votata da tutti gli azionisti di minoranza alla prossima assemblea”.

Il 5 settembre scorso la Malacalza Investimenti aveva presentato riscorso al Tribunale di Genova contro il patto di Mincione, chiedendo l'inibizione, nell'assemblea del 20, dell'ammissione della lista di candidati al cda stilata dal patto stesso. L'istanza di Malacalza ipotizzava una “violazione della disciplina bancaria in materia di autorizzazioni agli acquisti di concerto di partecipazioni che comportino la possibilità di esercizio di influenza notevole sulla banca o attribuiscano una quota dei diritti di voto almeno pari al 10%”. L'udienza in tribunale è prevista per domani.

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