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Nio, la rivale cinese di Tesla salita del 76% in Borsa in un giorno

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AUTOMOTIVE

Nio, la rivale cinese di Tesla salita del 76% in Borsa in un giorno

NEW YORK - La storia della settimana a Wall Street è stata la quotazione di Nio. Start up di auto elettriche cinesi che è entrata nel listino dei titoli tecnologici Nasdaq, attraverso un American depositary receipt (Adr). Modalità con la quale una società straniera viene scambiata sui mercati finanziari Usa con il tramite di diverse banche americane depositarie. In questo caso Morgan Stanley, Goldman Sachs e JPMorgan.

Ipo partita male
L'Ipo di Nio da un miliardo di dollari è partita maluccio – è la terza cinese quest'anno alla Borsa americana - con il prezzo delle azioni all'inizio della quotazione a 6,26 $, nel punto più basso della forchetta di prezzo stimata tra i 6,25 e gli 8,25 dollari. A fine seduta il valore di mercato della start up è arrivato a 6,4 miliardi di dollari di market cap, rispetto agli 8-10 attesi. Ha pesato, secondo la società, il periodo poco fortunato per le turbolenze dei mercati legate alla guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina. Ma il secondo giorno di contrattazioni le azioni Nio hanno avuto una fiammata del 76%, con un massimo intraday del 92%. La capitalizzazione è quasi raddoppiata a 12 miliardi di dollari. Venerdì il titolo della matricola cinese ha chiuso di nuovo sulle montagne russe, con un calo del 14,6%. Nelle chat si sprecano i commenti dei trader: «E' come giocare alla roulette russa e premere il grilletto». Un altro: «E' una bolla. Oltre il 50% delle'Ipo cinesi degli ultimi 5 anni a Hong Kong sono prezzate oggi per il 20-40% del valore iniziale».

Tencent primo azionista
Dietro questa società c'è Tencent come principale azionista, e garante in certo senso dell'operazione, pontente e ricco conglomerato cinese di Internet. Questo ha spinto molti investitori a comprare nonostante le incertezze legate alla start up che vuole puntare ad essere l'alternativa cinese di Tesla. Per ora Nio è accomunata alla società di Elon Musk dal fatto di produrre pochissime auto, seppur di grande impatto in termini di design, prezzo e prestazioni. Come Tesla ha accumulato una montagna di perdite per partire, a fronte di vendite limitate. E ha diversi problemi aperti con le autorità cinesi che rischiano di ostacolare le mirabolanti promesse di sviluppo.

Mister Li, l'”Elon Musk cinese”
Un passo indietro. Nio è stata fondata nel 2014 dall'imprenditore William Li, 43 anni, soprannominato: l'”Elon Musk” cinese. Con una laurea in sociologia, si è buttato nel mondo dell'automotive qualche anno prima con Bitauto, società che forniva contenuti web ai siti dei costruttori cinesi di auto. Dai servizi alle auto vere e proprie con Nio, conosciuta anche come NextEV, ossia la prossima auto elettrica, quella del futuro.

La prima auto il Suv ES8
Lo scorso anno mister Li ha presentato la prima auto elettrica a marchio Nio: l'ES8, un Suv full electric come il Model X di Tesla, ma che costa la metà. Gli ordini sono partiti a dicembre 2017. Nei prospetti per la quotazione, la società cinese rivela di avere consegnato finora solo 1.600 vetture del modello ES8. Ha altri 15.778 Suv già ordinati, che deve riuscire a produrre prima o poi. Proprio come Tesla, Nio non riesce a far fronte alla domanda. Il difficile passaggio per le società che arrivano dall'hi-tech e si affacciano nel settore automotive è riuscire a trasformare un prototipo in un'auto vera e propria da produrre in catena di montaggio. Una sfida industriale enorme. Come se non bastasse Nio ha in programma di lanciare presto un secondo modello elettrico, l'ES6, entro dicembre, più economico come il Model3 di Tesla.

Una montagna di perdite e pochi ricavi
Nel primo semestre 2018 Nio ha registrato i primi ricavi della sua storia, per 6,95 milioni di dollari. Per produrre i suoi primi 1.600 suv a batteria però ha accumulato un rosso di ben 502,6 milioni di dollari. Più di mezzo miliardo. La quotazione a Wall Street ha portato denaro fresco nelle disastrate casse dell'ambiziosa start up cinese, che utilizzerà la liquidità - ha fatto sapere - per sviluppare nuovi prodotti, investire nella guida autonoma e nelle tecnologie per le nuove batterie.

Per ora, a fronte delle montagne russe del titolo, chi ci guadagna è il suo giovane fondatore, mister Li, che in due-tre giorni è entrato a far parte della classifica di Forbes dei cinesi più ricchi, con un patrimonio stimato al momento di 1,1 miliardi di dollari, grazie al suo pacchetto azionario nella start up appena quotata. Nio non è l'unica start up cinese che si affaccia sul mercato dei produttori di auto elettriche: Byton e Xpeng Motors Technology sono altre due società che si preparano a produrre e-car, favorite dagli incentivi governativi.

Cina primo mercato elettriche
La Cina è diventata il primo mercato per la vendita di auto elettriche e il centro di riferimento per la produzione e le tecnologie legate alla nuova propulsione. Grazie soprattutto ai robusti finanziamenti che il governo cinese da otto anni elargisce alle aziende che decidono di entrare nel settore. Incentivi destinati anche ai consumatori che decidono di acquistare un'auto Ev (che consentono in Cina un abbattimento del prezzo finale di circa il 30% sul listino). «Siamo ottimisti sulle prospettive dei produttori cinesi di auto elettriche», dice Xu Dalai, ceo di Shunwei Capital, tra gli investitori della prima ora di Nio.

Nio non ha uno stabilimento suo
Mister Li, l'Elon Musk cinese, promette di riuscire a produrre 10mila Suv entro fine anno. Ma Nio per arrivare a break even deve produrre almeno 100mila auto all'anno, stando ai calcoli di Sanford C. Bernstein & Co. Un altro problema è che Nio non ha ancora la licenza per produrre auto, che deve essere ancora rilasciata dai regolatori cinesi. Per costruire le sue auto si appoggia a un “fasonista”: Anhui Jianghuai Automobile Group. Nel prospetto informativo Nio afferma che prevede di riuscire a ricevere le licenze produttive dalle autorità cinesi nei prossimi 2-3 anni e di voler realizzare un suo stabilimento produttivo a Shanghai. Per ora, a parte la quotazione e il boom del titolo del 76% nel secondo giorno di contrattazioni, Nio ha accumulato 1,6 miliardi di perdite dal 2016. E, come detto, ha cominciato a generare ricavi solo nel primo semestre 2018 per poco meno di 7 milioni. Qualcuno ci crede. Tencent, il conglomerato che la controlla, ha le spalle forti.

La Cina prevede di vendere 7 milioni di auto elettriche nel 2025. Nel 2040 più della metà delle auto vendute nel mondo saranno elettriche, secondo l'ultimo global outlook New Energy Finance di Bloomberg. Per ora è una scommessa. Ma era una scommessa anche Tesla: quando nel 2010 si quotò a Wall Street raccolse 2 miliardi con la sua Ipo. Oggi la società di auto elettriche di Elon Musk ha un valore di mercato di 47,7 miliardi di dollari. Nonostante il forte calo del titolo di questi ultimi mesi per i tanti problemi della società e le intemperanze digitali del suo fondatore.

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