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China UnionPay prepara lo sbarco in Europa: prima tappa Regno Unito

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China UnionPay prepara lo sbarco in Europa: prima tappa Regno Unito

Una campagna pubblicitaria di China UnionPay: la società approda in Europa partendo dalla Gran Bretagna
Una campagna pubblicitaria di China UnionPay: la società approda in Europa partendo dalla Gran Bretagna

China UnionPay, unica società autorizzata a emettere carte di credito in Cina nonché maggiore player di settore al mondo, si prepara a lanciare i propri servizi in Gran Bretagna, primo passo di un più ampio piano di espansione in Europa, finalizzato a sfidare i big player americani Visa e Mastercard nei loro mercati di riferimento. Una mossa che può essere letta anche come una risposta alla concorrenza che China UnionPay adesso si trova ad affrontare in casa dopo il debutto dei sistemi di pagamento digitale Alipay e WeChat Pay.

Chissà come la prenderanno Visa e Mastercard, che da anni provano invano a ottenere le autorizzazioni per operare nella Repubblica popolare. Da quello che si apprende, il gruppo cinese controllato dallo Stato si unirà a una società britannica già il mese prossimo per iniziare a emettere carte prepagate virtuali per i clienti aziendali del Regno Unito, da mettere a disposizione del proprio personale come portafoglio mobile quando si viaggia in Asia.

A dicembre nuovi mercati europei
A questo seguiranno altri accordi per l’emissione di carte di credito con il marchio UnionPay in altre parti d’Europa già a partire da dicembre. «In Europa vogliamo rivolgerci ai clienti locali nel mercato interno, non solo alle persone che viaggiano in Asia» ha dichiarato al Financial Times Zhihong Wei, responsabile di UnionPay in Europa.

Fondata nel 2002 sulla base di uno statuto della Banca popolare cinese, UnionPay ha un monopolio virtuale sui pagamenti con carta bancaria nel proprio mercato interno, dove ha emesso 6 miliardi di carte, più di quanto abbiano fatto Visa e Mastercard messe assieme. Negli ultimi anni il gruppo cinese si è espanso a livello internazionale, soprattutto in Asia e le sue carte sono accettate da più di 41 milioni di esercizi e 2 milioni di bancomat in 170 Paesi. La prima sede europea è stata aperta una decina di anni fa, a supporto dei turisti cinesi: adesso, nel Vecchio continente, le sue carte UnionPay sono accettate dal 60% dei commercianti e dei bancomat dell’area. L’azienda di Stato ha sedi a Parigi, Londra, Madrid, Madrid, Milano, Francoforte e Budapest, alle quali a breve si aggiungerà quella di Stoccolma.

Timone alla Banca popolare cinese
UnionPay opera con un modello di business simile a quelli di Visa e Mastercard, guadagnando una commissione su ogni «strisciata». La Banca popolare cinese è il suo maggiore azionista, mentre il capitale rimanente è detenuto principalmente da istituzioni finanziarie statali. Ma l’aumento dei pagamenti mobili in Cina - dominata da Alipay di Ant Financial e WeChat Pay di Tencent - ha allontanato UnionPay dalla sua posizione dominante nei pagamenti elettronici. Oltre alla perdita di introiti da commissioni, il gruppo sta perdendo anche l’accesso a preziosi dati sulle transazioni da parte dei consumatori che si stanno spostando sui telefoni cellulari.

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