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La rivista Time passa ancora di mano: Benioff la compra per 190 milioni

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La rivista Time passa ancora di mano: Benioff la compra per 190 milioni

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Il miliardario statunitense Marc Benioff, proprietario del gruppo dell’hi-tech Salesforce, acquisirà con la moglie Lynne la storica rivista Time per 190 milioni di dollari in contanti. Lo annuncia dagli Stati Uniti l’attuale proprietario della rivista, il gruppo dei media Meredith.

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L’acquisto della coppia Benioff, definito entro un mese, sarà a titolo personale e non rientrerà nelle attività di Salesforce, si legge nel comunicato, così come il nuovo acquirente non entrerà nella gestione quotidiana nè nelle scelte editoriali del settimanale fondato nel 1923 che resteranno nelle mani dell’attuale staff dirigente della rivista.

Meredith vende a meno di un anno dall’acquisizione
Meredith, società di pubblicazioni specializzate in lifestyle e reti di Tv locali, a novembre dell’anno scorso aveva rilevato l’intero gruppo Time Inc per complessivi 2,8 miliardi di dollari. Operazione finanziata dal fondo di private equity Koch controllato dagli omonimi fratelli. Fino al 2014 Time Inc faceva parte del gruppo Time Warner: quell’anno ci fu uno spinoff affinché Time, Fortune, People e Sports Illustrated si focalizzassero di più sul proprio business di riferimento. Al momento dell’acquisizione da parte di Meredith, i media americani annunciavano probabili tagli al personale del gruppo editoriale. Ma a quanto pare si sta andando a una soluzione «spezzatino», con la vendita a pezzi delle testate di Time Inc.

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Nessuna interferenza sulla linea editoriale
«Siamo lieti di aver trovato acquirenti appassionati come Marc e Lynne Benioff per il marchio Time», ha detto in una nota Tom Harty, presidente e ceo di Meredith. «Per oltre 90 anni, Time è stato all’avanguardia nei fatti più significativi con storie d’impatto in grado di condizionare il dibattito globale». Meredith, editore di riviste come People o Better Homes & Gardens, aveva messo in vendita nel marzo scorso quattro pubblicazioni della Time Inc. Entro un mese dovrebbe essere perfezionata anche la vendita delle altre tre: Fortune, Money e Sports Illustrated, per le quali sono già in corso trattative. Marc Benioff ha commentato su Twitter l’operazione: «Il potere di Time - ha scritto - è sempre stato nella sua narrazione unica delle persone e dei problemi che ci riguardano e ci collegano tutti. Un tesoro della nostra storia e della nostra cultura. Abbiamo un profondo rispetto per la loro organizzazione e siamo onorati di essere custodi di questo marchio iconico».

Tutti come Bezos (col Washington Post)
In una intervista al Wall Street Journal, Benioff aveva affermato che lui e sua moglie stavano investendo in «una società con un impatto enorme sul mondo» che rappresentava un «affare incredibilmente solido», ideale per un «investimento di famiglia». L’acquisto di Time da parte di Benioff rappresenta l’ennesima acquisizione di storici mezzi di informazione da parte di ricchi giganti dell’hi-tech. Il quotidiano Washington Post è stato per esempio acquistato nel 2013 dal fondatore di Amazon Jeff Bezos per 250 milioni di dollari. Il segmento dei magazine, in particolare, è interessato da frequenti passaggi di mano. A dicembre del 2017, per esempio, il gruppo editoriale Penske Media rilevò la storica rivista Rolling Stone dal direttore e fondatore Jann Wenner. Time, come altre testate, ha dovuto far fronte a un declino inesorabile della pubblicità su carta stampata e dei canali di vendita. Fondata dai laureati all’università di Yale Henry Luce and Briton Hadden, la rivista uscì per la prima volta in edicola nel marzo del 1923. Inconfondibile il suo stile, a partire dalle copertine: tutte centrate su un personaggio. Il primo numero, per esempio, ritraeva il potentissimo politico repubblicano Joseph Gurney Cannon. E poi, a partire dal 1927, la nomina della «Person of the year», la persona che nell’anno più si è distinta. Si cominciò con l’aviatore Charles Lindbergh e si è arrivati alle «Silence brakers», le donne che hanno rotto il muro di silenzio sulle molestie sessuali subite, insignite del riconoscimento nel 2017. Passando per Hitler e Gorbaciov, Churchill e Kennedy, Bezos, Zuckerberg e un unico italiano: Angelo Roncalli, papa Giovanni XXIII, l’uomo che rivoluzionò la chiesa. Tanta storia è passata sulle colonne del Time.

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