Finanza & Mercati

Ferrari: ibrido il 60% delle auto in 4 anni. Suv Purosangue…

  • Abbonati
  • Accedi
IL PIANO

Ferrari: ibrido il 60% delle auto in 4 anni. Suv Purosangue “pensato” per la Cina

Il doveroso ricordo di Sergio Marchionne, l’impegno della famiglia Agnelli perché la Ferrari del futuro sia «all’altezza del suo passato», il debutto su un palco d’eccezione per il nuovo ceo, Louis Camilleri, sono solo alcuni degli elementi che hanno fatto da cornice al capital market day della Rossa. Un incontro con il mercato organizzato per tracciare le nuove linee di sviluppo del Cavallino che costruirà la crescita del futuro facendo leva su due elementi chiave: il lancio di 15 nuovi modelli al 2022 e un significativo incremento del prezzo medio.

Mai prima di oggi Ferrari ha messo in pista così tante vetture come quelle ora in programma. Frutto tra l’altro di una riorganizzazione della gamma prodotti che si fonderà su quattro pilastri chiave: auto sportive, gran turismo, serie speciale e Icona.

Quattro segmenti dalle personalità distinte e destinati da un lato ad ampliare la famiglia di clienti della Rossa, grazie alle gran turismo, e dall’altro a soddisfare i compratori storici del Cavallino, con il settore Icona. Per tutti è prevista una forte trasformazione in termini di motorizzazione considerato che l’intenzione è quello di mettere sul mercato entro fine piano un 60% di auto ibride. Con particolare attenzione al segmento sport che sarà completamente ibrido al 2022. La novità chiave per le Gran Turismo sarà invece il progetto Purosangue, il primo Suv marchiato Ferrari, con un Dna totalmente integrato nelle mappe della Rossa e del quale Camilleri si è detto «completamente entusiasta». Arriverà per fine piano e probabilmente sarà anche capace di modificare le geografie di vendita del gruppo considerato che, come ha sottolineato Camilleri, «piacerà soprattutto al mercato cinese».

Quanto alla serie speciali sarà limitata in termini di tempi e volumi e permetterà a Ferrari di agire sulla leva del prezzo. Tutto questo consentirà alla compagnia di raggiungere al 2022 ricavi appena inferiori ai 5 miliardi di euro, una ebitda compresa tra 1,8 e 2 miliardi e un free cash flow industriale tra 1,10 e 1,25 miliardi. «Il piano è ambizioso ma è fattibile», ha dichiarato il ceo della Rossa non prima di aver migliorato i target di fine anno con investimenti previsti in aumento a 650 milioni rispetto ai 450 milioni iniziali e un debito industriale netto inferiore ai 350 milioni che verrà azzerato nel 2020.

Nel dettaglio, sul fronte del giro d’affari, Ferrari non ha fornito dati sulle unità che saranno vendute nell’arco del business plan, il trend legato al mix tra prezzo e volumi garantirà una ripartizione dei ricavi che vedrà la gamma sportiva contribuire per il 50% mentre il 40% arriverà dal Gran Turismo, il 5% dalle serie speciali e altrettanto dal segmento icona. Il mix permetterà così di raddoppiare l’Ebitda che passerà da 1 miliardo dello scorso anno a 1,8-2 miliardi al 2022 con un margine che salirà dal 30% al 38%. Rispetto dunque alle attese il piano appare più conservativo. Marchionne, prima della sua scomparsa, aveva infatti annunciato un raddoppio secco del margine operativo lordo a 2 miliardi.
Nel corso dei prossimi 5 anni gli investimenti si attesteranno a 3,6 miliardi, di cui l’83% nei prodotti. In particolare il picco del capex si registrerà nel 2019 per poi tornare a livelli normali nel 2021 e 2022. In questo quadro Ferrari sarà in grado di registrare un free cash flow industriale cumulato tra 2,4 e 2,8 miliardi, contro gli 1,5 miliardi del periodo 2013-2017. Quanto basta per incrementare la remunerazione degli azionisti: i dividendi saranno aumentati e saranno pari al 30% dell’utile netto. Nello stesso tempo è stato deliberato un piano di acquisto di azioni proprie di 1,5 miliardi in quattro anni.

© Riproduzione riservata