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Carige: rinnovo del Cda, ammesse tutte le liste

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assemblea per il nuovo cda

Carige: rinnovo del Cda, ammesse tutte le liste

(Reuters)
(Reuters)

Il tribunale di Genova «accoglie il ricorso» avanzato da Malacalza Investimenti e «dispone che Carige, o il presidente dell'assemblea ordinaria degli azionisti ammetta la lista presentata da Pop 12 come rappresentativa di diritti di voto» pari «al solo 9,99% del capitale sociale», anziché al 15,198%, previsto in origine dal patto.

Ultima rimescolata di carte prima dello showdown fra azionisti che si consuma all’assemblea di Carige, convocata per il rinnovo del cda. A dettare le regole che faranno da cornice allo scontro, ci ha pensato il tribunale di Genova, dopo il ricorso avanzato da Malacalza Investimenti (col 27,55% delle quote) che chiedeva l’inibizione dell’ammissione al voto per la lista di candidati amministratori espressione del patto tra i soci creato sotto l’egida di Pop 12 (che fa capo al finanziere Raffaele Mincione), di cui fanno parte anche Compania Financiera Lonestar (Gabriele Volpi) e Spininvest (Aldo Spinelli).

Ieri il giudice Lorenza Calcagno ha scritto nella sentenza che «accoglie il ricorso» di Malacalza e «dispone che Carige, o il presidente dell’assemblea ordinaria degli azionisti »,fissata per oggi, «ammetta la lista presentata da Pop 12 come rappresentativa di diritti di voto» pari «al solo 9,99% del capitale sociale», anziché al 15,198%, previsto in origine dal patto.

La decisione è in linea con l’indicazione data, nei giorni scorsi, da Bankitalia, in una lettera indirizzata a Carige, in cui si dice che i pattisti dovranno chiedere a Bce l’autorizzazione a superare la soglia del 10% del capitale, senza la quale potranno essere esercitati i diritti di voto solo fino al 9,99%.

Il tribunale ha dato ragione a Malacalza che evidenziava come la mancata richiesta di autorizzazione a Bce rappresenti «una violazione della disciplina bancaria». Ma ha anche rigettato, come spiegano gli avvocati della Lonestar, Stefano Piovani e Carmine Celenza, la domanda del ricorrente che chiedeva l’inibizione della lista presentata da Pop 12 e la sospensione dei diritti di voto dei pattisti con riferimento all’intera partecipazione da questi complessivamente detenuta. La lista di Mincione, dunque, ricorda il legale, «in quanto ammessa potrà essere votata anche da tutti gli altri azionisti della banca, senza alcuna limitazione».

A questo punto, congelato il 5,2% circa di quote del capitale detenuto dal patto, bisogna vedere quali mosse hanno in serbo i pattisti per garantire voti extra alla loro lista. Secondo fonti finanziarie, a favore del patto potrebbero andare le quote cedute a suo tempo, in parte sul mercato in parte ai blocchi, da Chenavari (8%) e Unipol (3,9%), pari a circa il 12%. Quote che, insieme forse ad altre, sarebbero in mano a fondi e legal entity pronti ad appoggiare Mincione, il quale si è servito di Morrow Sodali per raccogliere deleghe.

All’assemblea di oggi si sarebbe iscritta, tra gli altri, una persona fisica originaria di Lodi che detiene il 2% di Carige. Bisognerà anche valutare in quanti voteranno la lista di Assogestioni, favorevole a Mincione (che ha il 2,9%). A questo proposito, i proxy adviser Iss e Glass Lewis ieri hanno consigliato ai fondi d’investimento presenti in Carige di votare a favore di Assogestioni.

La lista Assogestioni, presentata da Alleanza, Generali, Intesa Sanpaolo Vita e Anthilia, propone come membri del cda Giulio Gallazzi, Angelo Busani e Sonia Peron e ha bisogno di superare il 5% per ottenere consiglieri.

Entrambi i proxy advisor suggeriscono, inoltre, agli investitori di esprimersi a favore di una composizione del cda a 15 membri, in linea con la proposta che farà Pop 12. “La dimensione proposta per il board – dice Iss - è in linea con quella fissata a marzo 2106 e favorisce la rappresentatività del board”.

A fronte di delle tre liste presentate (da Malacalza Investimenti, da Pop e da Assogestioni) e della terza di Coop Liguria (col 2% e scarse chance di avere consiglieri), si dovrà attendere il voto di oggi per capire come si distribuiranno gli equilibri in cda. I consiglieri, infatti, vengono stabiliti in base a un sistema proporzionale a scatti progressivi, i quali vengono conteggiati dividendo i voti che ciascuno ottiene per quozienti che, nel caso di un cda con 15 membri, progrediscono, appunto, da 1 a 15.

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