Finanza & Mercati

Ocse taglia a +1,2% le stime di crescita 2018 per…

  • Abbonati
  • Accedi
DI MAIO: NON SI INTROMETTA

Ocse taglia a +1,2% le stime di crescita 2018 per l’Italia, non disfare riforma Fornero

L’Ocse ha abbassato a +1,2% le stime di crescita del Pil italiano per il 2018 dal +1,4% indicato a fine maggio e ha confermato a +1,1% le previsioni per il 2019. Si tratta del ritmo di espansione più lento del G7 e il penultimo nel G20, dove la maglia nera è di gran lunga l'Argentina (-1,9% e +0,1%). Nell’Interim Economic Outlook, che fornisce un aggiornamento del quadro economico dei maggiori Paesi rispetto ai due rapporti semestrali, gli economisti dell’Ocse rilevano che in Italia «è probabile un rallentamento della crescita. L’incertezza sulle scelte della politica, l’aumento dei tassi d’interesse e la minore creazione di posti di lavoro stanno frenando i consumi delle famiglie».

La Penisola viene chiamata in causa anche per il suo peso sui timori sulla Ue e sulla zona euro. «Persistono le preoccupazioni sulla stabilità finanziaria e fiscale dell’Europa per effetto delle incertezze sulle scelte politiche, incluse quelle dell’Italia e sui futuri accordi tra il Regno Unito e il resto della Ue», indica lo studio, aggiungendo che «il recente aumento dello spread sui titoli governativi italiani e il calo delle quotazioni di Borsa delle banche italiane ad esso collegato forniscono una dimostrazione della velocità con cui possono riemergere le fragilità dell’area euro». Le previsioni dell’Ocse sono uguali a quelle dell’Fmi e di Moody’s. La Commissione Ue è leggermente più positiva, prevedendo +1,3% quest’anno, seguita da +1,1% il prossimo. Il Tesoro nel Def dello scorso aprile puntava a +1,5% e +1,4 per cento. Nel 2017 il Pil italiano è aumentato dell’1,6 per cento.
Ocse a Italia: «Non disfare la riforma Fornero»
Sulla questione previdenza sono poi arrivate le dichiarazioni di Laurence Boone, capoeconomista dell’Ocse: «Quando parliamo di riforma delle pensioni, penso sia importante non disfare la riforma Fornero» ha detto rispondendo a una domanda sull’Italia . «Se si tratta di ridurre l’età pensionabile - ha affermato - sappiamo che questo non crea occupazione, non sono i giovani che rimpiazzano gli anziani». Inoltre, per Boone, sarebbe anche «ingiusto da un punto di vista di equità intergenerazionale, perché costa necessariamente di più alle finanze pubbliche ed è un fardello che si fa pesare sui giovani». E ha aggiunto: «Nel periodo un po’ incerto che stiamo vivendo, chi ha un po’ di reddito, ha piuttosto tendenza a risparmiarlo, quindi non è nemmeno certo che serva ad accelerare i consumi». Non si è fatta attendere la replica del vicepremier Luigi Di Maio, «L’Ocse non deve intromettersi nelle scelte di un Paese sovrano che il governo democraticamente legittimato sta portando avanti. Il superamento della legge
Fornero è nel contratto e verrà realizzato. Quasi due terzi degli italiani sono con noi. I burocrati se ne facciano una ragione. Siamo stati eletti anche per questo e manterremo l'impegno preso» ha scritto su Facebook il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico.

Più basse stime crescita globale, rischi da tensioni commerciali
A livello globale, l’Ocse stima che «l’espansione dell’economia» forse sia «arrivata all’apice» e quest’anno e il prossimo il pianeta crescerà un po’ meno del previsto, mentre «si stanno intensificando i rischi di un peggioramento». A fronte di una crescita che si è fatta meno diffusa nel mondo, con prospettive divergenti tra le economie avanzate, ma ancor più tra le emergenti, sullo sfondo del rallentamento del commercio internazionale minato dalle tante tensioni, delle persistenti fragilità dei mercati finanziari, in breve tenendo conto della «grande incertezza che pesa sulla crescita globale», l’Ocse ha rivisto al ribasso le stime sul Pil mondiale a +3,7% sia per il 2018 (-0,1 punti rispetto a maggio), sia per il 2019 (-0,2 punti), dopo il +3,6% del 2017. Per il G20 le previsioni puntano per quest’anno a +3,9% (-0,1 punti rispetto alle precedenti) e per il prossimo a +3,8% (-0,3%).

A Eurozona servono altre riforme fiscali e bancarie
La prognosi per l’area euro scende a +2% nel 2018 dal +2,2% di fine maggio e all’1,9% per il 2019 (-0,2 punti), dopo il +2,5% del 2017. L’Ocse non manca di sottolineare che «sono necessarie ulteriori riforme fiscali e bancarie per rafforzare la resilienza» dell’Eurozona. La Germania potrà avvalersi dell’allentamento fiscale e della forte domanda interna, ma peserà la minore domanda esterna e le stime di crescita vengono ridotte a +1,9% (-0,2 pti) quest’anno e +1,8% (-0,3 pti) il prossimo. Per la Francia si prospetta +1,6% (-0,3 pti) e +1,8% (-0,1 pti), anche se le riforme della tassazione e del mercato del lavoro stanno migliorando le prospettive dell’occupazione. Le stime del Regno Unito sono sforbiciate di 0,1 punti in entrambi gli anni a +1,3% e +1,2% rispettivamente. Neppure gli Usa, che pure beneficiano delle politiche espansive dell’amministrazione Trump, sfuggono al ritocco all’ingiù delle previsioni, perché l’aumento dei dazi e l’incertezza sulle future mosse politiche probabilmente freneranno gli investimenti: se il 2018 resta confermato a +2,9%, il 2019 viene previsto ora a +2,7% (-0,1 p).

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

© Riproduzione riservata