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la giornata dei mercati

Wall Street da record spinge ancora l’Europa, Piazza Affari (+0,7%) snobba Fitch

Seduta positiva per l'Europa, quando a Wall Street Dow Jones e S&P 500 hanno messo a segno una nuova apertura da record, aggiornando i massimi e chiudendo in maniera contrastata con il Dow Jones che ha guadagnato lo 0,26% a 26.725,66 punti, ai massimi di sempre, e il Nasdaq che ha perso lo 0,51% a 7.986,96 punti. In territorio negativo anche l'indice S&P500, scivolato dello 0,05% a 2.929,25 punti.

Il mercato è sembrato prendersi una pausa dalle preoccupazioni sulle tensioni commerciali e intanto lunedì entreranno in vigore i nuovi dazi annunciati in settimana da Usa e Cina. Resta alta la tensione sulla Brexit, con la premier britannica, Theresa May, che ha parlato di «impasse» nelle trattative, dopo che i leader europei hanno bocciato la sua proposta per il divorzio di Londra dall'Unione europea durante il summit di Salisburgo, in Austria. A Piazza Affari, il Ftse Mib ha guadagnato lo 0,69%, in una giornata in cui Fitch ha abbassato all'1,2% dall'1,3% le stime di crescita sull'Italia. A Parigi il Cac40 è salito dello 0,78%, a Francoforte il Dax30 dello 0,85% e a Londra il Ftse100 dell'1,67%, sostenuta soprattutto dai minerari, saliti sulla scia del rialzo dei prezzi delle materie prime

Spread in calo, finanziari a Milano in ordine sparso
Chiusura in calo per lo spread tra BTp e Bund. Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (Isin IT0005323032) e il pari scadenza tedesco ha infatti concluso le contrattazioni a 221 punti base, dai 224 punti della chiusura di ieri. Scende anche il rendimento del decennale italiano di riferimento, al 2,67%, dal 2,72% del closing di ieri. A Piazza Affari i titoli finanziari hanno avuto un andamento contrastato. Se da una parte Banca Mediolanum e Ubi Banca hanno registrato rialzi superiori al 2%, Bper Banca ha perso l'1,92% e Azimut un punto percentuale. Fuori dal segmento principale, Banca Carige ha chiuso invariata tra scambi elevati, sono passati di mano oltre 340 milioni di pezzi. Ieri l'assemblea ha decretato la vittoria della lista Malacalza per il cda. Come sottolineano gli analisti di Equita, che hanno confermato il rating "hold" e l'obiettivo di prezzo a 0,01 euro per azione, «la priorità del Cda a questo punto è di definire un nuovo piano strategico che dovrà essere presentato entro il 30 novembre per consentire, come da richieste di Bce, il rispetto - fra l'altro - di un total capital ratio del 13,125% (contro il 12,23% del primo trimestre) con misure da attuare entro il 31 dicembre». Si teme però un nuovo aumento di capitale.

Cnh Industrial sotto i riflettori, in evidenza Enel
In una seduta in cui Cnh Industrial (+2,83%), ha messo a segno la migliore performance del Ftse Mib, il resto della galassia Agnelli è rimasto più indietro. Exor ha chiuso con un guadagno di un punto percentuale, Ferrari poco mossa (+0,2%) e Fca in lieve calo (-0,28%), quando per la prossima settimana si aspetta la nuova squadra di Michael Manley, amministratore delegato che ha preso il posto di Sergio Marchionne. Da svelare il nuovo capo dell'area Emea, uno nuovo responsabile dei marchi Jeep e Ram e se - come il manager italo-canadese - Manley vorrà tenere per sé la delega sull'area Nafta. In evidenza Enel (+1,87%), dopo che Green Power Espana ha deciso di costruire il più grande parco eolico in Spagna e che il responsabile di Enel X, Francesco Venturini, ha sottolineato che il Governo crede nella mobilità elettrica e agirà per sostenerla, con Enel che entro l'anno porterà a 2.500 le colonnine elettriche installate in Italia.

Atlantia in buon rialzo, Stm recupera e chiude piatta dopo seduta in rosso
Atlantia ha guadagnato l'1,84%. Come scrive Il Sole 24 Ore, si starebbe lavorando per una soluzione alternativa alla revoca della concessione ad Autostrade per l'Italia, dopo il crollo del ponte Morandi di Genova dello scorso 14 agosto, assegnando i poteri all'Autorità dei trasporti e modificando i contratti, ma ridimensionando il ruolo di Atlantia. Una soluzione meno dura per il gruppo, che vede il favore degli analisti. Stm (+0,12%) ha recuperato sul finale dopo aver passato in rosso gran parte della seduta. A spingere in negativo il titolo erano state le indicazioni sul quarto trimestre dell'anno arrivate dalla "concorrente" Micron. Anche se l'allarme lanciato dalla società non riguarda direttamente prodotti di Stm, l'attesa di un calo della produzione dei Pc e la guerra commerciale Usa-Cina potenzialmente sono negativi anche per il gruppo italo-francese.

Bene Ferragamo con conferma impegno famiglia
Mentre entra nel vivo la Fashion Week, la settimana della moda milanese, Salvatore Ferramo ha chiuso il progresso dell'1,37%. L'amministratore delegato, Micaela Le Divelec Lemmi, ha spiegato in un'intervista che la nuova strategia è chiara e deve solo essere messa in atto. Gli analisti di Mediobanca Securities sottolineano che «la famiglia Ferragamo sta attivamente partecipando al rilancio del brand», cosa che trova riscontro nella parole del Ceo, che ha ribadito l'intenzione di non vendere le attività. Tra gli altri titoli della moda, Moncler +0,29%, Brunello Cucinelli -0,29% e Aeffe +0,84%.

La sterlina perde terreno , euro resta sopra 1,17 $
Sul mercato dei cambi, la sterlina ha perso terreno sulla scia delle parole di Theresa May: euro su sterlina a 0,8983 e sterlina su dollaro a 1,3067. Per la premier le trattative sulla Brexit «sono in stato di impasse» e «non è accettabile che una proposta sia semplicemente respinta, senza spiegazioni», parlando dopo che i leader europei hanno bocciato la sua proposta per il divorzio di Londra dall'Unione europea durante il summit di Salisburgo, in Austria. «Durante questo processo ho trattato l'Unione europea sempre con rispetto. Il Regno Unito si aspetta lo stesso trattamento. Il fatto che i rapporti si mantengano buoni dopo la Brexit dipende da questo», ha aggiunto May. Infine, la moneta unica passa di mano a 1,1744 dollari (1,1793 in avvio e 1,1769 alla vigilia), e 132,2335 yen (133,014 e 131,98). Il biglietto verde vale 112,59 yen (112,77 in avvio). In chiusura dei mercati europei il petrolio ha perso slancio sulla scia di voci di un possibile aumento della produzione Opec. Il Wti consegna novembre sale dello 0,37% a 70,58 dollari al barile.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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