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Luxottica al closing con Essilor, parte la newco e via al delisting

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la maxi-fusione

Luxottica al closing con Essilor, parte la newco e via al delisting

Leonardo Del Vecchio (Imago - Telefoto)
Leonardo Del Vecchio (Imago - Telefoto)

A distanza di quasi due anni dall’annuncio ufficiale, il matrimonio tra Luxottica e la francese Essilor sembra in dirittura d’arrivo. Secondo indiscrezioni, la prossima settimana, al massimo nei primi giorni di ottobre, è atteso il closing dell’operazione che avvierà il riassetto proprietario dei due gruppi. La chiusura dei contratti darà vita a un gigante, EssilorLuxottica, con un fatturato annuale pari a 16 miliardi, una capitalizzazione di Borsa superiore a 50 miliardi e oltre 130mila dipendenti. Si lavora, dunque, in questa direzione e salvo colpi di scena improvvisi i board saranno convocati a breve.

Manca all’appello solo il nulla osta della Turchia, ma il passaggio in questione non risulta sostanziale in quanto non rappresenta una condizione sospensiva. Detto ciò l’attesa è che anche questa autorizzazione possa arrivare in tempi rapidissimi. I due gruppi sono così al lavoro per avviare il complesso riassetto che seguirà alla stipula definitiva della fusione. Tutto questo mentre si inizia a ragionare sulla figura di un direttore generale che vada ad affiancare il vertice già definito nei patti parasociali del colosso italo francese e che vede Leonardo Del Vecchio nel ruolo di presidente esecutivo e Hubert Sagnieres, attuale numero uno di Essilor, come vice presidente esecutivo.

Verso l’Opa
Con il closing in arrivo si apriranno per Luxottica ed Essilor le fasi più delicate dell'operazione. I prossimi passi prevedono infatti il conferimento della quota del 62% di Luxottica in capo a Delfin, la holding del fondatore Leonardo Del Vecchio, il conferimento di tutte le attività di Essilor a una controllata, l'emissione di nuove azioni EssilorLuxottica che saranno offerte come concambio agli azionisti Luxottica , la cancellazione dei diritti di voto doppi.

L’operazione porterà al delisting del gruppo italiano, che rimarrà comunque una società controllata da EssilorLuxottica ma di diritto e attività italiane, come ha sempre sottolineato Del Vecchio. Nel dettaglio, l’intesa prevede il conferimento in Essilor da parte di Delfin dell'intera partecipazione in Luxottica nel rapporto 0,461 azioni del gruppo francese per ogni azione del gruppo guidato da Del Vecchio. A seguire Essilor lancerà un'offerta pubblica di acquisto (Opa) sulla totalità delle azioni Luxottica in circolazione, al medesimo rapporto di 0,461 a 1, per arrivare al delisting della società da Piazza Affari. Come cambieranno i pesi nell'azionariato del nuovo gruppo? Attualmente Essilor è una public company, che vede l'associazione dei dipendenti azionisti all'8,3%, con diritto di voto attorno al 14%. La quota, post operazione, scenderà a circa il 4% del nuovo gruppo.

Verso la nomina di un dg
Sul fronte italiano, invece, Delfin passerà dal controllo del 61,90% del capitale della società italiana ad essere il primo socio del nuovo gruppo con una quota tra il 31 e il 38 per cento. Una posizione che pone l'imprenditore italiano e i suoi eredi a capo di un colosso mondiale. Tanto che proprio Del Vecchio sarà il presidente esecutivo della società e amministratore delegato con pari poteri rispetto al vicepresidente e ad, Hubert Sagnieres, attuale numero uno di Essilor. Piena parità anche in cda, con otto membri per parte.

Un cda che si insedierà contestualmente al closing, sarà formato da 16 membri, 8 a nomina Delfin, e 8 a nomina Essilor già individuato negli scorsi mesi e in cui siederà anche l'attuale ceo di Luxottica Francesco Milleri, braccio destro del patron di Luxottica e manager designato a prendere il posto del fondatore in presenza di qualsiasi impedimento. L'impressione è che a stretto l'assetto al vertice potrebbe però subire modifiche. Indiscrezioni riferiscono che si sta ragionando sulla nomina di un direttore generale che possa “sintetizzare” e gestire da vicino le decisioni strategiche che saranno prese dal board. Una decisione su questo punto, che in passato ha rappresentato un elemento di confronto tra il fronte italiano e quello francese, non è stata ancora presa.

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