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Multa Consob da oltre mezzo milione di euro per Sofia Sgr

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Multa Consob da oltre mezzo milione di euro per Sofia Sgr


Ben 515mila euro. A tanto ammonta l’importo complessivo delle sanzioni che Consob ha previsto per Sofia Sgr (in particolare per amministratori, manager e soci) che hanno gestito in modo non rispettoso regole e norme a tutela dei clienti e dei patrimoni da loro affidati. Tra le altre c’è per esempio quella che portava alla trasmissione di ordini a condizioni meno favorevoli per i clienti oppure scelte d’investimento non improntate a correttezza e diligenza, né orientate al perseguimento del miglior interesse dei patrimoni gestiti.

La storia di Sofia Sgr

Attiva da diversi anni nei servizi di gestione collettiva del risparmio, di gestione su base individuale di portafogli di investimento per conto terzi, di gestione in regime di delega e di consulenza in materia di investimenti, la milanese Sofia Sgr era già nota alle cronache per certe importanti “leggerezze” compiute dai suoi amministratori. Nel 2015 a multarla era stata Banca d’Italia sempre per un importo più o meno analogo di 500 mila euro. Insomma, un caso classico del lupo che perde il pelo ma non il vizio. Peccato che a farne le spese siano stati molti ignari clienti. La società, proprio a seguito di molte irregolarità accertate dalle authority, era finita in amministrazione straordinaria nel settembre 2017.

Il conto delle sanzioni lo paga Azimut Sgr?

Azimut Holding ha rilevato qualche mese fa un ramo della Sgr. La società guidata da Sergio Albarelli, tramite la controllata Azimut Sgr, aveva sottoscritto in febbraio con Sofia Sgr e Sofia Partners, quale socio di maggioranza di Sofia Sgr, un accordo che prevedeva l’acquisto da parte di Azimut Sgr delle attività di Sofia Sgr. In particolare nella nota diffusa il 20 febbraio scorso si diceva che: «Per effetto dell'operazione, Azimut Sgr subentrerà nella gestione, tra l'altro, di quattro fondi comuni di investimento aperti istituiti, promossi e attualmente gestiti da Sofia SGR, e incrementerà la propria rete con i 47 consulenti finanziari di Sofia Sgr ai quali al 31 dicembre 2017 erano riconducibili assets under management pari a circa 800 milioni di euro». Ricordiamo che in maggio, sempre secondo una nota diffusa da Azimut Sgr, è avvenuto il closing dell’operazione: i consulenti trasferiti sono scesi da 47 a 40, mentre le masse sono passate da 800 a 950 milioni.

A seguito delle sanzioni di Consob, Azimut Sgr ha precisato che: «Azimut ha acquistato un ramo d'azienda di Sofia Sgr in luogo del capitale sociale e pertanto non deve farsi carico dell'esborso delle sanzioni irrogate da Consob e Banca d'Italia nei confronti di Sofia Sgr. L’irrogazione delle sanzioni da parte di Consob non ha alcun riflesso su Azimut Holding e la sua controllata Azimut Capital Management SGR che sono del tutto estranee a tale procedimento». Ricordiamo che, in concomitanza con il passaggio, Azimut Sgr ha corrisposto a Sofia Sgr 3 milioni di euro, con l’accordo di pagare, passati 24 mesi, l’eventuale residua parte variabile del prezzo determinata in base all’andamento degli asset under management trasferiti ad Azimut Sgr e alla loro redditività netta.

Le violazioni contestate da Consob.

Qui di seguito riportiamo le violazioni motivate da Consob e contestate a Andrea Ferrerio, consigliere e responsabile della funzione di revisione interna, Alberto Gotti, Davide Visentin, Luca Zaccagnini, consiglieri; Alberto Crespi, direttore generale; Daniele Bevacqua, consulente della società; Luigi Capitani, collaboratore della società; Pier Paolo Marongiu, responsabile della Business Unit Asset Management & Institutional Advisory; Maurizio Scazzina, presidente del Collegio Sindacale; Gianfrancesco Santucci e Massimo Roveda, sindaci effettivi; Massimiliano Forte, responsabile della funzione di compliance.

1) Violazione A perché la società si è dotata di un processo decisione di investimento inidoneo ed inefficace, in quanto privo della capacità di indirizzare e controllare le scelte di investimento effettuate per conto dei patrimoni gestiti su base individuale e collettiva, nonché influenzato dall'ingerenza di soggetti a cui le procedure aziendali non assegnavano alcun ruolo, nel cui contesto sono state assunte scelte gestorie non improntate a correttezza e diligenza né orientate al perseguimento del miglior interesse dei patrimoni gestiti;
2) Violazione B per avere la società omesso di adottare misure idonee a garantire la corretta identificazione e gestione dei conflitti di interessi potenzialmente pregiudizievoli per la clientela, con conseguente inadeguata identificazione e gestione dei conflitti insiti in talune operazioni poste in essere per conto dei patrimoni gestiti;
3)Violazione C per avere la società omesso di adottare misure efficaci per la trasmissione degli ordini di compravendita di strumenti finanziari alle controparti, con conseguenti condotte irregolari sostanziatesi nella trasmissione degli ordini a condizioni meno favorevoli per i clienti, in un contesto caratterizzato peraltro da una carenza di verifiche, dovuta altresì all'ingerenza di soggetti estranei alle funzioni di controllo interno;
4) Violazione D per avere la Società omesso di dotarsi di procedure e presidi idonei a garantire il corretto svolgimento della verifica di adeguatezza connessa alla prestazione del servizio di consulenza e allo svolgimento dell'attività di gestione individuale di portafogli;
5) Violazione E per avere la Società omesso di adottare procedure idonee ad assicurare una sollecita trattazione dei reclami presentati dai clienti, favorendo il realizzarsi di comportamenti non corretti in tema di registrazione dei reclami e delle relative informazioni.

Responsabilità per colpa e per dolo

Come precisa la Consob, le violazioni risultano ascrivibili a titolo di colpa per Capitani, Bevacqua, Visentin, Zaccagnini e Marongiu (in relazione alla violazione A) mentre per Crespi e Capitani (in relazione alla violazione C) appaiono ravvisabili gli estremi del dolo. L’authority rileva ancora che : «Per i soggetti nominativamente indicati – rispetto alle violazioni pure sopra indicate – l'incisione rilevante delle relative condotte sulla complessiva organizzazione della SGR. Quanto alla capacità finanziaria della Sgr, il patrimonio netto al 31 dicembre 2016 (ultimo bilancio disponibile) risulta pari a circa 1.812.460 euro e nel bilancio del relativo esercizio la Sgr ha registrato una perdita pari a 1.139.654 euro». Alberto Crespi (al quale è stata comminata una sanzione di complessivi 135mila euro) , Davide Visentin (al quale è stata comminata una sanzione amministrativa di complessivi 115.000 euro) e Luca Zacagnini (al quale è stata comminata una sanzione amministrativa pecuniaria di complessivi euro 98.000 euro) sono i manager passati in Azimut Sgr. I loro nomi, come precisa la stessa società, sono compresi nel ramo di azienda trasferito ad Azimut Sgr.

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