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Asta BoT a sei mesi, rendimenti in calo

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Asta BoT a sei mesi, rendimenti in calo

Rendimento in calo per i BoT semestrali assegnati oggi dal Tesoro. Nel collocamento odierno il Tesoro ha emesso 6 miliardi di Buoni a 6 mesi scadenza 28/03/2019 spuntando un rendimento pari allo 0,206%, in flessione di 23 centesimi rispetto all'asta del mese precedente. Buona la domanda, che si è attestata a 9,857 miliardi di euro, con un rapporto tra domanda e offerta pari a 1,64.

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Il costo di rifinanziamento dei titoli di Stato a brevissima scadenza è calato rispetto ad agosto ma resta decisamente alto rispetto ai livelli medi dell’ultimo anno. Basti pensare che a inizio anno sul mercato secondario il rendimento dei BoT semestrali era negativo per lo 0,45 per cento. Questo significa che il Tesoro poteva rifinanziare questo debito in asta senza sostenere costi ma anzi guadagnando la commissione implicita dettata dai tassi di interesse negativi.

Il paradosso dei tassi di interesse negativi sui titoli di Stato è una conseguenza della politica monetaria ultraespansiva della Bce e in particolare della scelta di portare in negativo a -0,4% la remunerazione sui depositi. Insieme al piano di acquisti di titoli di Stato (Quantitative easing) la decisione di portare in negativo il tasso sui depositi, motivata dall’interesse a spronare le banche a prestare i soldi a famiglie e imprese, è stata decisiva nel calmierare i rendimenti delle obbligazioni governative.

L’Italia ha potuto godere del beneficio dei tassi negativi fino a maggio di quest’anno quando, con l’impennata di rendimenti e spread che si è vista tra maggio e giugno in occasione della formazione del governo, i tassi sulla parte breve della curva sono tornati ad essere positivi. L’effetto concreto di questa impennata dei tassi è che per lo Stato è diventato più oneroso indebitarsi. I rendimento che lo Stato italiano deve garantire ai sottoscrittori dei nostri BoT semestrali sono gli stessi che la Francia paga per rifinanziare il proprio debito a cinque anni. Anche per via di questo maggior capitale di fiducia da parte dei mercati la Francia si può permettere di aumentare il rapporto deficit Pil fino al 2,8% senza avere eccessive ripercussioni.

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