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Dbrs contro corrente: «L’Italia migliora la capacità di…

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Dbrs contro corrente: «L’Italia migliora la capacità di crescere»

«Italia e Portogallo: migliorano le prospettive di crescita». Mentre tutti attendono con ansia e timore le pagelle in arrivo dalle tre grandi agenzie di rating mondiali, Dbrs (la quarta big del rating usata anche dalla Bce come punto di riferimento per l’acquisto di bond) lancia un messaggio rassicurante e positivo sull’Italia: «La capacità di crescita della sua economia è aumentata negli ultimi anni - scrive in un report -. La crescita arriva da un utilizzo migliore delle capacità esistenti e da un’espansione dell’output potenziale». Non è una promozione (Dbrs tra l’altro è già la più generosa tra le agenzie di rating nei confronti dell’Italia), ma di certo è il riconoscimento dei progressi e dei sacrifici fatti in questi anni. Attenzione però: anche Dbrs guarda con una certa apprensione il futuro. «Nel lungo termine - scrivono i suoi economisti - la sua abilità di crescita è incerta. In Italia il rischio di un rallentamento dell’agenda delle riforme o di una sua parziale inversione è aumentato di recente, specialmente nel contesto di incertezza politica».

Questo è il vero succo del report pubblicato da Dbrs: l’aumento della capacità di crescita è dovuto in parte alle riforme realizzate negli anni passati. «Per esempio - scrivono gli economisti di Dbrs - l’implementazione di una riforma del mercato del lavoro in questi anni ha aiutato a migliorare il livello occupazionale. Il Governo ha anche esteso gli incentivi fiscali al 2018 per stimolare la crescita. I progetti infrastrutturali potrebbero aiutare gli investimenti e supportare la ripresa. L’Italia ha anche fatto progressi nelle riforme strutturali: non solo sul mercato del lavoro, ma anche nella giustizia civile, nella pubblica amministrazione, nell’educazione e nel sistema bancario». Per questo Dbrs vede positivo sul futuro. Ma solo nel breve termine, quando «la capacità di crescere continuerà a migliorare». Poi? «Nel lungo termine aumenta l’incertezza». Sta al Governo, impegnato ora nella legge di Bilancio, diradarla.

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