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Terremoto Tesla, Musk deve dimettersi da presidente

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40 milioni di multa

Terremoto Tesla, Musk deve dimettersi da presidente

NEW YORK - Alla fine ha accettato di fare un passo indietro. Elon Musk non sarà più presidente di Tesla, resterà amministratore delegato della società di auto elettriche che ha fondato.

Una decisione presa nella giornata di sabato, dopo l'azione legale avviata giovedì dalla Sec con l'accusa di «frode e dichiarazioni false e fuorvianti agli investitori» per il tweet con il quale il 7 agosto Musk, senza preavviso agli azionisti e nessuna comunicazione alle autorità, annunciò l’intenzione di togliere Tesla dalla Borsa cedendo la società al fondo sovrano saudita Pif a 420 dollari ad azione. Prezzo calcolato con un premio del 20% rispetto alle quotazioni di quei giorni.

GUARDA IL VIDEO: Tesla, tutte le dichiarazioni che hanno costretto Musk a lasciare la presidenza

Un tweet da 20 miliardi
Il valore delle azioni Tesla da allora è sceso attorno a quota 270 dollari. Musk ha messo da parte frettolosamente il piano di delisting, travolto dalle polemiche e dal crollo dei corsi azionari. Diversi top manager hanno lasciato la società. Il titolo Tesla ha perso il 30% in un mese e mezzo con una perdita di market cap di 20 miliardi di dollari (da 65 miliardi $ ai circa 45 attuali).

L’accordo con la Sec
Come parte dell'accordo extragiudiziale con la Sec, Musk pagherà una multa di 20 milioni di dollari. Tesla pagherà separatamente altri 20 milioni di multa. Nel board della società californiana entreranno due amministratori indipendenti a far da contraltare allo strapotere del suo fondatore: nel cda è presente anche il fratello di Musk.

Da mesi gli investitori istituzionali chiedevano un avvicendamento per migliorare la governance della società. Per i tanti problemi legati ai ritardi produttivi, e alle intemperanze del suo fondatore degli ultimi mesi: la mancata risposta alle richieste degli analisti all'investor day, lo spinello fumato in diretta video durante un'intervista, le polemiche con i soccorritori dei ragazzi thailandesi bloccati nella caverna, l'intervista di pentimento al New York Times.

Nuovo presidente e comitato di controllo
Tesla dovrà nominare un presidente indipendente oltre ai due componenti indipendenti nel cda, e un comitato di controllo che dovrà supervisionare ogni comunicazione di Musk, secondo i termini dell'accordo. «La veloce risoluzione del caso è la migliore soluzione per il mercato e gli investitori, compresi gli azionisti di Tesla», ha scritto in una nota il presidente della Sec Jay Clayton. Oltre il 60% del capitale di Tesla è in mano a investitori istituzionali; Musk ha la quota di maggioranza con il 20% di azioni. Il miliardario imprenditore dovrà dimettersi dalla carica di presidente nei prossimi 45 giorni. E non potrà essere rieletto chairman per i prossimi tre anni. Né Tesla né Musk hanno commentato l'accordo che ora dovrà essere approvato dal Tribunale.

Le accuse della Sec
La Securities and Exchange Commission nell'esposto presentato in un Tribunale federale di New York giovedì scorso scriveva che «Musk ha prodotto dichiarazioni false e fuorvianti usando il suo smartphone durante le contrattazioni, a mercati ancora aperti. Non ha discusso con nessuno del contenuto dell'annuncio prima di diffonderlo ai 22 milioni di follower su Twitter. E non ha nemmeno informato il Nasdaq, come previsto dalle regole».

Musk si era detto “rattristato e deluso” per “l'azione ingiustificata” avviata dall'Autorità americana che regola i mercati. Rischiava la rimozione d'ufficio da tutte le cariche esecutive, quella di ceo e anche come componente del cda di una società quotata. Oltre a pesanti multe e risarcimenti per le perdite subite dagli azionisti.

La prima proposta di patteggiamento
La Sec prima di presentare l'esposto aveva già avanzato una proposta di patteggiamento a Musk, ma lui aveva rifiutato. Gran parte degli analisti nella giornata di venerdì aveva sostenuto la necessità di un passo indietro da parte del miliardario imprenditore. Ci sono volute 48 ore, ulteriori pesanti perdite in Borsa (-14% venerdì, maggiore calo intraday da tre anni) per convincerlo ad accettare il patteggiamento annunciato nella serata di sabato. Un accordo che evita a Tesla il peso di una lunga e complessa battaglia giudiziaria che andava ad aggiungersi, come un macigno incombente, ai tanti problemi produttivi e finanziari che affliggono il car maker californiano.

Ritardi produttivi e problemi finanziari
A partire dai ritardi nelle consegne del Model3, l'auto che avrebbe dovuto allargare il bacino di utenza della Tesla al mass market, con l'obiettivo di 5mila vetture prodotte a settimana, annunciato da mesi ma non ancora raggiunto: probabilmente verrà annunciato a fine ottobre con la trimestrale. ll sito specializzato sulle auto elettriche Electrek sostiene che Tesla ha prodotto 51mila Model3 ed è vicina all'obiettivo delle 55mila auto previsto per il 30 ottobre.
Tesla brucia cassa per questa rincorsa produttiva continua e non ha mai prodotto utili in 15 anni di storia. Alla fine del secondo trimestre aveva un indebitamento di 10 miliardi di dollari con 2,2 miliardi di liquidità. Davanti a sé ha due importanti scadenze finanziarie: due maxi bond convertibili da ripagare, in scadenza a novembre e a marzo per 230 milioni $ e 920 milioni $. Guai finanziari che aggiunti a quelli giudiziari – oltre alla Sec anche il Dipartimento di Giustizia indaga Musk con l'accusa di frode sempre per il tweet del delisting – hanno spinto un analista di Barclays venerdì scorso a ipotizzare addirittura un rischio bancarotta per Tesla nel 2019.

La pressione degli investitori
I legali di Tesla dello studio Cahill Gordon & Reindel, e l'avvocato di Musk Steven Farina dello studio Williams & Connolly, in questi giorni hanno avuto contatti continui con i funzionari della Sec per tentare di arrivare a una soluzione. La decisione del passo indietro di Musk è stata quasi una scelta obbligata per la pressione degli investitori secondo Michelle Krebs, analista di Autotrader: «In fondo Musk è stato fortunato perché se la cava con una multa di 20 milioni di dollari per un tweet che ha causato miliardi di perdite agli investitori. Una goccia in un vaso considerando il suo patrimonio multi miliardario», ha scritto. «È una buona soluzione per gli azionisti - scrive Ben Kallo, analista di Robert W. Baird &co. – l'equivalente di un bollino buy sulle azioni Tesla».

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