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Borsa giapponese ai massimi da 27 anni

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Borsa giapponese ai massimi da 27 anni

La Borsa giapponese ha avviato la settimana superando i picchi di inizio anno: così l’indice Nikkei (+0,52% a 24.245,76) ha toccato i massimi dal novembre 1991. La spinta principale è arrivata dall’indebolimento dello yen appena sotto quota 114 nei confronti del dollaro (vicino ai minimi da quasi 11 mesi), che fa presagire robusti utili aziendali. Il contesto generale vede inoltre una schiarita sul fronte delle tensioni commerciali internazionali: l’intesa tra Usa e Canada appare indirettamente positiva a più largo raggio, mentre settimana scorsa il premier Shinzo Abe è riuscito quantomeno a guadagnare tempo con lo scalpitante Donald Trump.

Tokyo ha infatti accettato negoziati bilaterali con gli Usa - come che in precedenza aveva escluso -, evitando così l’imposizione dei temutissimi dazi sul settore auto e strappando anche limiti alle concessioni che dovrà fare nel settore agricolo (saranno contenute entro i limiti di altri Free Trade agreement stipulati dal Giappone). La recente rielezione di Abe alla guida del partito consente inoltre una stabilità politica apprezzata da vari investitori. Quello stranieri, ad esempio, hanno aumentato la loro esposizione sul mercato nipponico (l’ultimo dato disponibile evidenzia acquisti settimanali di azioni nipponiche per un ammontare ai massimi dal 2014).

Così è stato ignorato il leggero indebolimento della fiducia delle grandi imprese evidenziato dall’ultimo rapporto Tankan rilasciato dalla Banca del Giappone (+19 rispetto al +21 dello scorso giugno). Anche nel settore non manifatturiero l’indicatore risulta un po’ meno brillante rispetto a tre mesi fa (+22 rispetto a +24). «La lieve flessione è dovuta all'incertezza legata ai dazi doganali di metà settembre, momento in cui è stata effettuata l’indagine. Ora che il presidente Trump e il premier Abe hanno deciso di avviare colloqui commerciali pro-attivi, riteniamo che questa minaccia sia stata attenuata - osserva Jesper Koll di Wisdom Tree - . Le piccole e medie imprese non manifatturiere hanno registrato un graduale e continuo miglioramento con un +10, in crescita rispetto al +8 di tre mesi fa, mentre le piccole e medie imprese manifatturiere sono rimaste stabili al +14. Riteniamo quindi che la fase rialzista per le small cap giapponesi sia destinata a perdurare» .

A guidare oggi il mercato sono stati comunque i titoli difensivi, a partire dai farmaceutici, mentre hanno sofferto quelli del comparto dei trasporti sulla scia del tifone che ha investito il paese nel weekend. Dal recente minimo degli inizi di settembre, il Nikkei è in rialzo di quasi il 9 per cento.

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