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Pirelli: scade lock-up ma Camfin non si scioglie, manterrà…

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Escono Acutis e Manzoni srl

Pirelli: scade lock-up ma Camfin non si scioglie, manterrà poco più del 10%

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Scade oggi il lock-up sulle azioni Pirelli per tutti i soci tranne i russi di Lti (con una quota del 6,2% di Pirelli) per i quali è già scaduto 6 mesi fa. Camfin , la holding dei soci italiani, deteneva l'11,35% del gruppo ma il veicolo non si scioglierà e, dopo l'uscita di Carlo Acutis e di Manzoni Srl (come anticipato questa mattina dal Sole 24 Ore), continuerà a detenere direttamente «una quota leggermente superiore al 10%». In base agli accordi esistenti, allo scadere del lock up, i soci di Camfin avevano il diritto di chiedere l'attribuzione delle rispettive quote di azioni Pirelli da detenere direttamente. Il primo socio di Pirelli, che nei mesi scorsi ha confermato il suo impegno, è il gruppo cinese ChemChina, con una quota del 45,5% e lock up in scadenza oggi.

Camfin in una nota di questa mattina ha informato che i soci Marco Tronchetti Provera, Fidim, Massimo Moratti e Finanziaria Alberto Pirelli hanno comunicato l’impegno a rimanere all’interno dell’azionariato di Camfin e a proseguire negli assetti societari a oggi esistenti, per un periodo di tre anni. Unicredit ha manifestato la propria disponibilità ad avviare un confronto con gli attuali azionisti che hanno già manifestato il proposito di valutare la prosecuzione degli assetti societari. Escono invece Yura International e Vittoria Assicurazioni (entrambe società controllate da Carlo Acutis), ottenendo da Camfin la liquidazione monetaria della propria partecipazione e quindi non azioni Pirelli. Invece Manzoni, società detenuta da NB Renaissance Partners Holding (Neuberger Berman/Intesa Sanpaolo, ndr) e dal fondo di Private Equity International S.A. completerà il suo percorso di uscita entro fine anno mediante attribuzione di azioni Pirelli.

Il titolo Pirelli & C a Piazza Affari sta soffrendo, secondo un analista per i «timori di carta sul mercato». Tuttavia, l'impatto effettivo è «marginale, con rischio di cessione poco superiore all'1% del capitale». Le azioni, quotate a 6,5 euro, alla chiusura di ieri avevano guadagnato il 10%, in controtendenza rispetto ai principali competitor e al settore di riferimento. A pesare sul titolo oggi, c'è anche il giudizio di Ubs che ha ridotto il rating sul titolo da buy a neutral con target price a 7,60 da 8,50 euro.

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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