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Facebook: in arrivo la pubblicità su Whatsapp

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ey capri digital summit

Facebook: in arrivo la pubblicità su Whatsapp

Reuters
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«L’instant messaging è la prossima frontiera del business. E parlo non solo di advertising, ma anche di Crm», quindi di servizi di customer care che un domani potrebbero passare attraverso Whatsapp. A dirlo è Luca Colombo, country manager di Facebook Italia nel corso del suo intervento alla giornata conclusiva dell'EY Capri Digital Summit, alla sua 11esima edizione. Il colosso di Menlo Park, che in Italia ha 31 milioni di account attivi – «un campione rappresentativo di tutta la popolazione italiana», ha specificato Colombo – aveva già comunicato questa innovazione, della quale ultimamente ha anche parlato in un’intervista a Forbes Brian Acton, cofondatore di Whatsapp, che ha abbandonato la sua creatura, acquisita nel 2014 da Facebook, a settembre 2017.

Dall’anno prossimo, per la prima volta nella sua storia, Whatsapp ospiterà pubblicità e lo farà all’interno delle “stories”. Che sono sempre più utilizzate dagli utenti della galassia Facebook. Basti pensare che a fronte di 2,2 miliardi di utenti del social, le stories sono quotidianamente 300 milioni, che salgono a 400 milioni per il miliardo di utenti di Instagram e a 450 milioni per il miliardo e mezzo di utenti Whatsapp. Un cambio importante, che in Italia andrà a incidere in un mercato italiano dell’advertising in cui - numeri ufficiali non ce ne sono e quindi si tratta di stime - la “torta” pubblicitaria dei colossi (Google e Facebook in testa e poi anche gli altri da Twitter in giù) varrebbe circa 3,1 miliardi.

Di questi una cifra superiore agli 800 milioni viene attribuita a Facebook. Anche se, precisazione importante, non sono cifre confermate. In questo quadro però c’è tutto un mercato delle Pmi, ha detto Colombo, particolarmente ricettivo. Anche perché il digitale ben si sposa con la velocità dei processi decisionali di cui possono avvantaggiarsi le piccole realtà. E quindi, numeri alla mano (questa volta ufficiali perché dati dal palco da Colombo) su Facebook ci sono 80 milioni di pagine business corrispondenti ad altrettante aziende e di queste 6 milioni spendono in advertising e si tratta prevalentemente di piccole aziende.

Intanto in Italia, specifica il country manager di Facebook, il social di Menlo Park sta per lasciare i panni della creatura tout court virtuale per avviare uno «spazio fisico di formazione». La prossima settimana ci sarà l’avvio ufficiale di “Binario F”, iniziativa di formazione. Assieme a quelli di Spagna e Polonia – e ai 10 milioni di investimento in innovazione in Francia nel centro di ricerca sull'Intelligenza artificiale – con “Binario F” Facebook punta a far crescere le conoscenze digitali delle imprese dell'Unione Europea e fornirle a chi è già (o presto entrerà) nel mondo del lavoro. Con un obiettivo: formare 1 milione di persone e imprenditori Ue entro il 2020. I target di riferimento sono essenzialmente otto: aziende; start-up; istituzioni; scuola; no profit e Ong; studenti e genitori; fondazioni ed enti culturali; mondo della comunicazione e dell'editoria.

Nel corso della mattinata è stata presentata una ricerca sulle competenze professionali per la trasformazione digitale, condotta da EY nell'ambito del progetto Alleanza per il Lavoro del Futuro. Stando ai risultati – l’indagine è stata condotta su 250 aziende, il 76% delle quali di grandi dimensioni, che operano in tutti i settori economici - solo il 35% delle imprese intervistate considera le competenze tecnologiche disponibili adeguate alle proprie necessità. Il gap appare particolarmente rilevante per le imprese manifatturiere: oltre il 50% dichiara di non avere in azienda le necessarie skills sociali, quali comunicazione, negoziazione, teamwork e leadership, e tecnologiche. Circa 1 azienda su 3 lamenta anche un'insufficienza di formazione negli ambiti Data Management, Social Media Management e Digital Marketing. Nonostante il 63% delle aziende collabori con le maggiori Università, solo il 30% ha al suo interno un’academy per la formazione del personale. Nell’advisory board che avrà il compito di verificare l'andamento del progetto ci sarà l'ex ministro Francesco Profumo, attuale presidente della Compagnia di San Paolo.

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