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Londra, flop per la quotazione di Funding Circle

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Londra, flop per la quotazione di Funding Circle

Non è andata proprio come previsto. C'era molta attesa per il listing alla Borsa di Londra di Funding Circle questa settimana, la prima quotazione di una società britannica del settore fintech. Funding Circle, pioniera del «peer to peer lending», i prestiti concessi a piccole società da investitori privati bypassando il sistema bancario, società fondata da tre giovani imprenditori, sperava di diventare un «unicorno» con una valutazione tra gli 1,5 e i 2,5 miliardi di sterline. All’Ipo la quotazione iniziale è stata di 1,5 miliardi, o 440 pence per azione, ma nonostante la riduzione della valuatazione subito dopo il listing il titolo è crollato, arrivando a calare del 24%. Oggi viene scambiato a 337 pence al London Stock Exchange.

Al termine di una settimana poco felice per le Ipo a Londra, che ha visto anche Aston Martin scendere oltre il livello previsto, i banchieri sono ora sotto accusa per avere forzato la mano, consigliando quotazioni troppo ambiziose e poco realistiche.

Goldman Sachs, Bank of America Merrill Lynch, Morgan Stanley e Numis hanno fatto da advisor a Funding Circle. Il prezzo di listing era oltre cinque volte i ricavi del gruppo, multipli troppo ottimistici secondo alcuni analisti. Secondo altri invece il vero problema è l’incertezza dovuta a Brexit che pesa anche sulla Borsa.
I tre fondatori di Funding Circle puntano ora al lungo termine e intendono finanziare un'ulteriore espansione all’estero. «Abbiamo intenzione di tenere la maggior parte delle azioni perché siamo molto fiduciosi sul potenziale di lungo termine del gruppo, - ha detto il chief executive Samir Desai. – Il settore del peer to peer lending è solo agli inizi e continuerà a crescere».

Heartland, la holding privata del danese Anders Holch Povlsen, diventato miliardario con brand di abbigliamento come Asos e Zalando, ha acquistato una quota del 10 per cento. Il gruppo ha già raccolto 321 milioni di sterline da investitori istituzionali come BlackRock e Baillie Gifford. Il maggiore azionista di Funding Circle è la società di venture capital Index Ventures con una quota del 20%, mentre le società rivali Accel e Union Square hanno quote consistenti.

La società era stata fondata nel 2010 da tre amici che si erano conosciuti da studenti a Oxford e che avevano deciso di trovare un'alternativa al sistema bancario in fase di lenta e faticosa ripresa dopo la grande crisi finanziaria.
Avendo visto che per le piccole imprese era sempre più difficile ottenere prestiti dalle banche tradizionali, Desai assieme agli amici James Meekings e Andrew Mullinger aveva pensato a creare una piattaforma per metterle in contatto direttamente con investitori privati disposti a finanziare le loro idee.
“E' un business molto semplice, - ha spiegato Desai. – Consentiamo a chiunque di concedere prestiti alle Pmi, tagliando fuori le banche. Per le banche non conta molto, ma per le imprese in questione e per la società in generale è una cosa importante.” Il business è “semplice”, ma il gruppo utilizza sistemi sofisticati di analisi dei dati.

Oggi, otto anni dopo, Funding Circle è il maggiore peer to peer lender alle pmi negli Stati Uniti, in Gran Bretagna, Olanda e Germania. Ha concesso finora oltre 5 miliardi di sterline a 50mila Pmi, (un miliardo solo quest'anno), utilizzando i fondi di 80mila investitori alla ricerca di proposte interessanti e rendimenti più alti in una fase di tassi di interesse ai minimi storici. I rendimenti previsti per gli investitori sono attualmente tra il 4,6% e il 7,6 per cento.

Tre anni fa il gruppo ha avviato Funding Circle Sme Income, una società di investimento che ha concesso dividendi del 6%, mentre nel dicembre scorso ha lanciato un fondo di investimento individuale, con una scelta tra fondi “bilanciati” con rendimenti del 6-7% e fondi «conservatori» con rendimenti del 5-5,5%, raccogliendo oltre 120 milioni di sterline dagli investitori. Nel primo semestre di quest'anno i ricavi del gruppo sono aumentati a 63 milioni di sterline dai 41 milioni dello stesso periodo del 2017. Lo scorso anno però ha registrato una perdita al lordo delle tasse di 36,3 milioni. Secondo Desai le perdite sono inevitabili a causa dei continui investimenti per far crescere il business e si ridurranno nel tempo, come dimostra il fatto che in Gran Bretagna il gruppo è già in attivo.

Funding Circle è in grado di sopravvivere a un’eventuale crisi finanziaria, ha detto Desai, perché utilizza gli stessi criteri di stress test usati dalla Prudential Regulatory Authority per verificare lo stato di salute delle banche.

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