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Svizzera, il segreto bancario non si estende alle filiali estere. La sentenza della Corte suprema

Le norme sul segreto bancario svizzero non si applicano al di fuori dei confini della Confederazione elevetica. Lo ha stabilito il Tribunale federale di Losanna, la più alta autorità giuridica della Svizzera, che ha confermato l'assoluzione dell'ex banchiere e whistleblower Rudolf Elmer dall'accusa di violazione del segreto bancario.

La decisione dei giudici elvetici è particolarmente importante perché stabilisce un principio generale su quel che resta del segreto bancario svizzero, e cioé che se la fuga di notizie avviene in una giurisdizione estera, le leggi della Confederazione non si possono applicare anche se la banca è Svizzera.

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Il caso oggetto della sentenza è quello che riguarda Rudolf Elmer, ex dipendente della Julius Baer nelle Isole Cayman, che nel 2011 consegna pubblicamente al fondatore di Wikileaks, Julian Assange, due cd rom con nomi e dati sul sistema organizzato nella Julius Baer per permettere ai clienti di evadere le tasse. Elmer - che era stato licenziato nel 2002 - viene arrestato, poi rilasciato e sottoposto a stalking e a pressioni psicologiche che coinvolgono pesantemente anche la sua famiglia. Ha raccontato il suo “inferno” nel libro “Tax Heavens. The demonization of a Swiss whistleblower” e la sua storia è diventata un film, “A leak in paradise“, del regista David Leloup.

Il 23 agosto 2016 il Tribunale cantonale di Zurigo lo condanna a 14 mesi di prigione (pena sospesa) con la condizionale per falsità in documenti e minacce ma stabilisce anche che la legge sul segreto bancario non si applica a Elmer, poiché era dipendente di una filiale caraibica e non della casa madre di Zurigo.
I pubblici ministeri di Zurigo si erano opposti alla sentenza e avevano chiesto al Tribunale federale di interpretare la legge in modo che l'obbligo di segretezza fosse ampliato per includere anche i lavoratori delle filiali all'estero. La legge sulle banche svizzere obbliga infatti i dipendenti degli istituti di credito regolamentati dalla Confederazione al segreto più totale sulle informazioni che riguardano i clienti.

La massima autorità giuridica svizzera ha invece confermato la sentenza del 2016 respingendo il ricorso della procura. I giudici hanno però contemporaneamente anche respinto il ricorso di Elmer, che chiedeva di essere assolto dall'accusa di minacce e di essere risarcito per i 188 giorni passati in detenzione preventiva.
Elmer, che era in aula, ha espresso sollievo per il verdetto. «La mia reazione è positiva, sicuramente», ha affermato, definendo la sentenza come un duro colpo per gli evasori fiscali che cercano di nascondersi dietro il segreto bancario svizzero. «Soprattutto i dipendenti stranieri si sentiranno molto più tranquilli di non essere coinvolti in nessun caso legale di violazione del segreto bancario svizzero», ha aggiunto.

Per il suo avvocato, Ganden Tethong «è stato chiarito dalla Corte che la legge sul segreto bancario non è applicabile alle banche in Paesi al di fuori della Svizzera. Penso che sia stato molto chiaro oggi e sono contento che ora sia chiaro per tutti».

I pubblici ministeri avevano sostenuto nel loro appello che se non si poteva applicare la legge sul segreto bancario anche ai dipendenti legati alle banche svizzere al di fuori del paese, questo avrebbe privato il segreto bancario della sua sostanza «con conseguenze di vasta portata che non possono essere accettate».
La decisione di confermare l'assoluzione di Elmer è stata presa con tre voti contro due. La maggioranza è arrivata alla conclusione che l'imputato non lavorava per una banca svizzera, ma per la filiale indipendente alle Isole Cayman: impossibile quindi condannarlo per violazione del segreto bancario svizzero. Soltanto due giudici hanno appoggiato la tesi secondo cui la filiale alle Cayman operava su incarico della banca Julius Baer di Zurigo e che per questo motivo andava applicata la legge svizzera sulle banche.

Negli ultimi anni il segreto bancario svizzero ha subito una profonda mutazione. Oggi la Svizzera aderisce al programma di scambio automatico di informazioni e dunque lo scenario è molto cambiato rispetto ai tempi del caso Elmer.

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