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Crollano le Borse asiatiche dopo Wall Street: Tokyo -3,9%,…

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LA GIORNATA DEI MERCATI

Crollano le Borse asiatiche dopo Wall Street: Tokyo -3,9%, Shanghai -5%

Foto AP
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Pesano sui mercati azionari i commenti duri del presidente degli Usa Donald Trump sulla Federal Reserve e i troppo frequenti rialzi dei tassi: «La Fed è impazzita - ha detto il presidente degli Stati Uniti - non abbiamo un problema di inflazione». La debolezza registrata a Wall Street - contagia anche l'Asia dove la Borsa di Tokyo chiude con un pesante ribasso. Al termine delle contrattazioni l'indice Nikkei dei titoli guida cede il 3,89% fermandosi a 22.590,86 punti e il più ampio indice Topix ha perso il 3,52% a 1.701,86 punti.

Contagio in tutta l’Asia
Non solo. L'ondata di vendite partita alla vigilia da Wall Street ha travolto anche gli altri in mercati asiatici. Oltre al tonfo dei tecnologici del Nasdaq, a favorire le vendite sono i timori per l'impatto della guerra commerciale Usa-Cina sui risultati delle aziende e la presa di coscienza dei mercati che è ormai terminata l'epoca delle politiche monetarie espansive. Un contesto che contagia le piazze della Cina continentale: si sono attestate ai livelli più bassi da quattro anni.

La chiusura di Shanghai
L'indice composito della Borsa di Shanghai ha ceduto il 5,22% fermandosi a 2.583,46 punti, il suo livello più basso di chiusura da novembre 2014. La Borsa di Shenzhen ha perso il 6,45% chiudendo a 1.293,9 punti. Lo Shanghai Composite ha perso il 24% negli ultimi 12 mesi con la maggior parte del calo che si verifica quest'anno. Pesanti le azioni tech e tlc con Zte e 360 Security Technology crollate di oltre il 9%. Anche la borsa di Hong Kong cede il 3,54%.

Il mercoledì nero di Wall Street
La seduta di ieri a Wall Street è finita in forte calo e sui minimi intraday, colpa di un sell-off dei titoli tech, di rinnovati timori per un aumento dei rendimenti dei Treasury e di un rischio di guerra commerciale tra Usa e Cina. Per il Dow Jones Industrial Average e l'S&P 500 è stata la giornata peggiore dall'8 febbraio scorso, quando i due indici entrarono in correzione (status definito da un calo di almeno il 10% dai record precedenti); per il Nasdaq Composite, bisogna tornare al giugno 2016 - quando ci fu il referendum dall'esito shock sulla Brexit - per avere una seduta così brutta. Il sell-off - già intenso - si è ampliato nell'ultima ora di scambi, quando le vendite si sono accentuate sul settore tecnologico (-4,77%), che ha vissuto la giornata peggiore dal 2011.

Il report Barclays sui tecnologici
A pesare su questo comparto è stata una nota degli analisti di Barclays, secondo cui i gruppi internet deluderanno con i loro conti trimestrali. Titoli come Facebook, Twitter e Netflix hanno perso il 20% dai loro record. I prezzi dei Treasury - che recentemente si sono mossi al ribasso di pari passo con l'azionario - hanno virato al rialzo di fronte all'accentuarsi dell'avversione al rischio; tuttavia la corsa dei rendimenti, giunti a massimi pluriennali, continua a preoccupare.

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