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Manovra, Draghi «ottimista su una soluzione di compromesso»

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«discussione su euro ha causato danni»

Manovra, Draghi «ottimista su una soluzione di compromesso»

BALI - «Sono ottimista, alla fine un compromesso si troverà. Ma tutti devono abbassare i toni, tutti, non solo l’Italia». Il presidente della Bce, Mario Draghi, interviene sulla manovra economica italiana da Bali, dove ha partecipato ai lavori del meeting annuale del Fmi e del G20.

«Una manovra espansiva in un Paese ad alto debito diventa molto più complicata se qualcuno comincia a mettere in questione l’euro», ha ricordato Draghi. Un riferimento esplicito al “piano B” per l’uscita, dalla moneta unica. «Queste parole hanno causato un danno reale e c'è piena evidenza che lo spread si è alzato in relazione a queste affermazioni», ha detto Draghi. Il risultato è che famiglie e imprese pagano costi più alti sui prestiti, ha detto Draghi, che ha anche invitato ad aspettare che l’iter della manovra economica si completi per vedere che assetto finale avrà.

Dopo le tante preoccupazioni espresse sull’Italia da Fmi e Commissione Ue e dopo il richiamo della stessa Bce a rispettare il Patto di stabilità e crescita, «fondamentale per Paesi fortemente indebitati», Draghi ha voluto essere rassicurante. Soprattutto, ha voluto sgombrare il campo dal rischio di una crisi tale da contagiare gli altri Paesi Ue: «Non voglio nemmeno prendere in considerazione questa ipotesi. Quello che sta succedendo in Italia è una questione che interessa solo l’Italia».

Il presidente della Bce ha però respinto le accuse che tendono ad addossare l’impennata dello spread alla decisione della Banca centrale di chiudere il programma acquisto dei titoli di Stato. Non c'è relazione, secondo Draghi: «Vi faccio un esempio, la Bce non compra titoli greci, che non hanno i requisiti, eppure lo spread tra Italia e Grecia si è ristretto».

Draghi ha ricordato «che non è la prima volta che si verificano deviazioni dalle regole Ue e non sarà l'ultima, ma nei trattati sono stati inseriti meccanismi pensati proprio per gestire queste situazioni». Il presidente della Bce ha infine sottolineato che rispetto a prima della crisi dell'euro, l’istituto di Francoforte è più attrezzato per affrontare le crisi. Anche grazie alle cause vinte dalla Bce davanti alla Corte di giustizia, che ne ha accertato la legittimità.

Sulla congiuntura internazionale, Draghi ha affermato che i lavori del Fmi hanno individuato tre fattori di rischio politico che potrebbero innescare un balzo improvviso e brusco dei tassi d’interesse. «La messa in discussione del sistema multilaterale, la messa in discussione delle regole dell’Ue e la messa in discussione dell'indipendenza delle banche centrali». Sul punto, ha ricordato che ci sono leader politici che chiedono interventi sui tassi e altri che chiedono di comprare bond. E ha citato espressamente il caso Erdogan, che si è dichiarato nemico dei tassi di interesse. Ma il rifermento può valere anche per il presidente statunitense Donald Trump, che ha appena accusato la Fed di essere impazzita.

Il meeting del Fmi

I lavori del meeting si chiudono ufficialmente domani. Oggi il Fondo ha diffuso il suo comunicato finale. La crescita mondiale è robusta e resta superiore alla media degli ultimi 10 anni, ma si sta appiattendo e all’orizzonte si scorgono nuvole, nella forma delle incertezze politiche, delle tensioni commerciali e del livello record del debito pubblico e privato e della vulnerabilità dei Paesi emergenti di fronte a una eventuale stretta del credito. Per questo è importante adottare misure favorevoli alla crescita, costruendo cuscinetti fiscali dove serve, avere politiche monetarie basate sui dati e ben comunicate e continuare la riforma del sistema finanziario.
L’Fmi raccomanda poi il superamento delle tensioni commerciali, mentre le Banche centrali si impegnano a non ricorrere a svalutazioni competitive. Questo il messaggio dal meeting di Bali, che si era aperto con un monito: l’economia mondiale è più forte di 10 anni fa, ma forse non abbastanza forte da saper reagire a una nuova Grande Depressione.

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