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Mercati, il sovranismo non piace: grandi investitori pronti a vendere a Londra e a Milano

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Nonostante le quotazioni a sconto il rischio politico continua a tenere lontani i grandi investitori dalla Borsa di Milano. Il 25% dei grandi gestori europei che hanno partecipato all’ultimo sondaggio Bank of America Merrill Lynch ha dichiarato di essere pronto a ridurre l’esposizione sul mercato azionario italiano nel 2019. Un peggioramento rispetto al mese di settembre quando il 20% degli intervistati aveva dato questa risposta.

Su tutti gli altri mercati continua a prevalere un favore maggiore. Oltre il 20% dei gestori intervistati ha infatti dichiarato di voler aumentare l’esposizione sul mercato tedesco e su quello spagnolo. L’unico altro mercato azionario da cui i grandi gestori hanno dichiarato di voler vendere è il Regno Unito. In questo caso la quota di investitori che ha dichiarato di voler disinvestire è pari al 40 per cento. Un primato negativo che si giustifica con l’incertezza sull’esito delle trattative sulla Brexit tra Regno Unito e Unione europea.

Lo sfavore verso Regno Unito e Italia che è un chiaro segnale di come i grandi gestori non guardino con favore le spinte sovraniste che arrivano dai due Paesi. Il primo che si è democraticamente espresso per uscire dall’Unione con il referendum sulla Brexit. Il secondo che, sebbene formalmente non abbia espresso intenzione di uscire, è guidato da un esecutivo che non si è fatto troppi problemi a sfidare Bruxelles varando una legge di bilancio ad alto rischio bocciatura comunitaria.

Se tuttavia l’impatto sulla Borsa di Milano è stato evidente, come dimostra il -18,85% messo a segno dal FTSE MIB dal 15 maggio (data di pubblicazione del contratto di governo), su Londra lo è meno, dato che il saldo dell’indice Ftse 100 dal giorno del referendum sulla Brexit è positivo per il 15 per cento.

Che il populismo in Europa sia un elemento di instabilità tuttavia è indubbio. Tanto è vero che circa il 10% degli investitori censiti ha indicato Italia e Brexit come maggior elemento di rischio sui mercati globali. Il populismo è il quarto fattore di maggior rischio oggi sui mercati dopo la guerra commerciale (la minaccia più grave secondo il 35% dei gestori), la stretta monetaria (31%) e il rallentamento dell’economia cinese (16%).

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