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Piazza Affari (-1,9%) paga tensioni nel Governo. Spread al top da 5 anni

Andamento titoli
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Chiusura debole per le Borse europee, con Milano in caduta libera nel finale, sulle nuove tensioni nella maggioranza in relazione al decreto fiscale. Lo scontro tra Lega e M5S sul condono fiscale ha fatto impennare lo spread a livelli mai visti da cinque anni e ha fatto cadere Piazza Affari, che nell'ultima mezz'ora ha visto accumulare le perdite al l'1,9%, facendo ancora una volta peggio di tutta Europa. Il rendimento dei decennali italiani, inoltre, si è spinto al 3,67% (il livello mai toccato da inizio 2014). In questo quadro di alta tensione si è innestata l'attesa per il giudizio delle autorità europee sulla manovra economica: il commissario Ue, Pierre Moscovici, questa sera consegnerà personalmente la lettera di Bruxelles al ministro dell’economia,

Giovanni Tria, preludio per una quasi certa bocciatura della legge di bilancio a fine mese. Oltreoceano, invece, è tornato in primo piano il dibattito sulle future mosse della Fed, soprattutto dopo che ieri le minute relative alla riunione del Fomc di fine settembre hanno rivelato che i vertici dell’istituto centrale ritengono «appropriata» una normalizzazione della politica monetaria, a dispetto delle recenti critiche mosse dal presidente Usa, Donald Trump. A questo punto il mercato dà per scontato il quarto ritocco del costo del denaro entro fine anno. A riprova sono di nuovo saliti i rendimenti dei Treasury, soprattutto quelli a due anni balzati sopra il 2,9%, come non accadeva dal 2008. Per altro un appiattimento della curva dei rendimenti è considerata di cattivo presagio per Wall Street.

Banche in balia dello spread, giù Buzzi
A Piazza Affari le banche hanno risentito dell'andamento dello spread e delle vendite sui titoli di stato. Banco Bpm ha guidato i ribassi cedendo il 5,7%, Ubi Banca, Intesa Sanpaoloe Unicredit hanno lasciato sul parterre oltre il 3%. Ed ancora, Banca Pop Er ha registrato un calo del 2% La performance peggiore del Ftse Mib è stata quella di Buzzi Unicem, in ribasso del 6,4% sulla scia delle azioni europee del cemento, penalizzate dal peggioramento dell'outlook per il 2018 da parte della tedesca Heidelberg Cement, quella che ha rilevato anni fa l’italiana Italcementi. Nel dettaglio il gruppo teutonico ha tagliato le previsioni per il 2018 citando le difficoltà climatiche che si sono verificate negli States, oltre che l'aumento dei prezzi dell'energia superiore alle attese.

Telecom in evidenza, in controtendenza anche la moda
Si sono messe in evidenza le Telecom Italia(+0,7%),.mentre tra gli investitori si fa largo l’ipotesi che il gruppo di tlc risenta meno di altri gruppi della concorrenza di Iliad, sbarcata in Italia la scorsa primavera. Nei giorni scorsi sia un report di S&P, sia un report di Deutsche Bank hanno sottolineato che la compagnia ha perso meno utenti rispetto ad altri gruppi nel terzo trimestre del 2018. Ad ogni modo per i numeri effettivi sarà necessario attendere fino al prossimo 8 novembre. Intanto gli analisti di Mediobanca continuano a essere positivi sulle azioni di Telecom, per le quali stimano un target di prezzo a 1,08 euro. Da inizio anno, però, le azioni perdono circa il 30% del proprio valore. Sono andate in controtendenza anche le Salvatore Ferragamo (+0,9%) e le Moncler (+0,19%), dopo i recenti cali e mentre si avvicinano le date della pubblicazione delle trimestrali. La società del piumino aprirà le danze delle trimestrali del settore moda mercoledì prossimo.

Perde quota St, occhi puntati su Poste
Dopo la buona performance della vigilia, hanno perso quota anche le Stmicroelectronics (-4,98%), anche sul contraccolpo delle indicazioni fornite da parte della società di chips, Tsmc. Indicazioni giudicate deludenti dagli esperti. Il gruppo stima vendite comprese tra 9,35 e 9,45 miliardi di dollari per il trimestre in corso, livello inferiore a quello delle attese del mercato. In più i vertici di Tsmc hanno mostrato prudenza anche per il 2019, visto che sembra rallentare l’andamento della domanda di smarthphone.

Poste Italiane ha invece perso il 2,8% mentre è tornato di attualità il tema di un’aggregazione tra BancoPoste e Banca Mps(-2,59%). Gli analisti di Equita hanno tuttavia definito tale ipotesi «molto difficile da attuare, non priva di rischi per BancoPosta». Secondo gli esperti una fusione comporterebbe un cambio radicale del business model di BancoPosta, che attualmente opera senza rischio di credito visto che non eroga prestiti. Anche Mediaset ha accusato un calo del 4% e Finecobank del 4,67%.

Sap brucia 7 miliardi di capitalizzazione
Nel resto d'Europa è da segnalare il forte ribasso della tedesca Sap, che scivolando del 5,9% ha bruciato circa 7 miliardi di capitalizzazione. Il gigante tecnologico ha pubblicato una trimestrale giudicata dagli analisti poco convincente. E' così passato in secondo piano anche l'annuncio della revisione degli obiettivi per fine anno.

L'euro sopra 1,15dollari, debole il greggio
Sul mercato valutario l'euro ha recuperato terreno contro il dollaro ed è tornato a viaggiare sopra la soglia di 1,15, dopo un tuffo nella notte sotto tale soglia, inescato dalle indicazioni contenute nelle minute della Fed rivelate ieri.Il petrolio Wti è ancora in calo dopo la forte correzione di ieri, sotto quota 70 dollari al barile, ai minimi da un mese.

Negli Usa chiusura in forte calo per Wall Street
Negli Stati Uniti chiusura in forte calo per Wall Street. Il Dow Jones perde l'1,26% a 25.383,39 punti, il Nasdaq cede il 2,06% a 7.485,14 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno l’1,42% a 2.769,26 punti.

Sul fronte del mercato del lavoro, invece, sempre negli Stati Uniti continuano a calare le richieste alla disoccupazione. Nei sette giorni conclusi il 13 ottobre scorso il numero di lavoratori che per la prima volta hanno fatto richiesta per ricevere sussidi di disoccupazione è sceso di 5.000 unità a 210mila unità. Gli analisti attendevano esattamente quel dato. All'inizio del mese scorso il totale aveva raggiunto i minimi del 1969 per poi tornare a salire leggermente per via dell'uragano Florence che a fine settembre mise in ginocchio North e South Carolina. Il dato odierno è il primo a dare un'indicazione dell'impatto di un altro uragano, quello chiamato Michael, che ha toccato terra in Florida il 10 ottobre scorso. La media delle ultime quattro settimane, un dato più indicativo e meno volatile, ha registrato un rialzo di 2mila unità a 211.750. Il numero complessivo dei lavoratori che ricevono sussidi di disoccupazione per più di una settimana – relativo alla settimana terminata il 6 ottobre, l'ultima per la quale è disponibile il dato – è sceso a 1,640 milioni, minimo del 1973. Sempre oggi è emerso che le condizioni del settore manifatturiero nell'area di Philadelphia hanno rallentato il passo a ottobre battendo comunque le stime degli analisti. L'indice di riferimento calcolato dalla Federal Reserve di Philadelphia è sceso a 22,2 da 22,9 punti di settembre. Il dato è migliore delle previsioni degli analisti, che si aspettavano un calo a 20 punti.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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