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L’Orso di Piazza Affari prosciuga lo sconto dell’Ipo Piovan

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L’Orso di Piazza Affari prosciuga lo sconto dell’Ipo Piovan

Piovan debutta venerdì 19 ottobre sul segmento Star di Piazza Affari. Un'altra matricola che arriva in listino senza essere passata da un collocamento aperto al pubblico, bensì riservato ai soli investitori istituzionali. Il “vantaggio” per il retail è che la società debuttante diventa disponibile per tutto il mercato con un prezzo già stabilito da soggetti professionali che hanno a disposizione maggiori strumenti di valutazione. Lo “svantaggio” è quello di perdere l'opportunità di comprare con lo sconto che normalmente viene praticato in sede di Ipo, ammesso che ci sia.

In teoria Piovan è stata prezzata a sconto sui comparabili, fissando il prezzo iniziale a 8,3 euro per azione, al minimo cioè della forchetta indicativa che arrivava fino a 10,1 euro. I multipli riportati sul prospetto informativo fanno riferimento ai dati “storici”, quelli dell'ultimo bilancio chiuso il 31 dicembre 2017, ma il prezzo di Borsa dei comparabili è fermo al 18 settembre scorso. Secondo i dati riportati sul prospetto, a 8,3 euro per azione il multiplo Ev/Ebitda di Piovan è pari a 13,2 volte, il rapporto prezzo /utili (p/e) a 21,6 volte.

Questi valori si confrontano con un panel di titoli comparabili (non necessariamente dello stesso settore specifico) che, aggiornati al 18 settembre scorso, risultano superiori. L'Ev/Ebitda 2017 medio per il comparto dei comparabili di automazione industriale è di 14,1, il p/e di 24,2. In questo basket sono compresi i seguenti titoli: Ag Growth (quotato a Toronto), Alfa Laval (Stoccolma), Ats (Toronto), Bobst (Zurigo), Gea Group (Francoforte), Hillenbrand (New York), John Bean (New York), Krones (Francoforte). La media dei titoli di società di engineering italiane esprime invece, sempre al 18 settembre scorso, un multiplo Ev/Ebitda di 14,1 e un p/e di 26,3 volte. Di questo secondo basket fanno parte tutte società quotate a Piazza Affari: Biesse, Carel, Datalogic. ElEn, G.I.M.A.TT, Ima, Interpump, Prima industrie.

Nel frattempo, nell'ultimo mese, i mercati sono scesi (il segmento Star per esempio ha perso più dell'11%) e dunque di riflesso lo sconto si è prosciugato. Una stima di mercato sul multiplo Ev/Ebitda di Piovan rispetto alle previsioni di bilancio 2018 è di 10,5 volte, sostanzialmente allineato con il multiplo medio delle società comparabili di Piazza Affari secondo le stime di consensus degli analisti, e dunque senza sconto.

Piovan comunque è un titolo da cassettisti e non per “speculatori”, nel senso che il controllo non è contendibile e la società va in Borsa con l'obiettivo di accelerare la crescita, tramite acquisizioni, che già negli ultimi dieci anni, con il fatturato triplicato, è stata notevole. L'azienda veneta – ha sede a Santa Maria di Sala, in provincia di Venezia – è leader mondiale nel suo settore con una quota di mercato stimata nell'8-10%: si occupa principalmente di produzione di impianti e sistemi di automazione per la lavorazione della plastica (inclusi impianti automatizzati per il riciclaggio della plastica), mentre la diversificazione nell'area food (sistemi ausiliari di automazione dei processi produttivi per lo stoccaggio, trasporto e trattamento di polveri alimentari) è più recente e nel primo semestre di quest'anno ha contribuito per il 12,6% dei ricavi.

L'attività è già molto internazionale: lo scorso anno, infatti, sul totale di 209,4 milioni di ricavi, il 60,4% è stato realizzato nell'area Emea (di cui solo il 16,6% in Italia), il 22,2% in Nord America, il 5,9% in Sud America, l'11,5% in Asia. Nel 2017 ha riportato un utile di 20,2 milioni (pari al 9,5% del totale ricavi e altri proventi di 213,3 milioni) con una crescita media annua del 19,1% nel periodo 2015-2017. Ha un'ottima redditività (margine Ebitda rettificato del 15,5%), non ha debiti, produce cassa e ha sempre staccato dividendi per la famiglia che la controlla da tre generazioni.

La famiglia Piovan – Nicola, nipote del fondatore, è l'attuale presidente della società, mentre l'ad è Filippo Zuppichin – in vista della quotazione ha introdotto il voto doppio (che sarà richiedibile da chiunque mantenga in portafoglio le azioni per almeno 24 mesi) che da subito le consentirà di controllare più del 70% dei diritti di voto, anche se la percentuale di azioni collocata sul mercato (il flottante) è pari al 40% del capitale sociale.

Va anche ricordato che l'offerta iniziale era tutta Opv – le azioni sono state cioè vendute dalla famiglia proprietaria – e dunque il ricavato dell'Ipo – circa 160 milioni – andrà all'azionista di controllo e non alla società. Schema analogo a quello della matricola Carel che ha debuttato a giugno al prezzo d'Ipo di 7,2 euro, il 21 settembre ha toccato un massimo di 10,16 euro (con un progresso di oltre il 40%) e oggi quota 9,4 euro (+30% dall'Ipo).

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