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Lo spread sfonda quota 320: lo scontro con la Ue costa 200 punti

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Lo spread sfonda quota 320: lo scontro con la Ue costa 200 punti

Lo spread BTp-Bund si è spinto oltre quota 320 punti (325) in un’altra giornata estremamente volatile (dopo un’apertura in forte rialzo in mattina è sceso sotto i 310 per poi ritornare a superare i 320 punti nel pomeriggio). Questo nuovo scatto - che porta lo spread su livelli che non vedevamo dal 2013- segnala il nervosismo degli investitori alla luce dell’incognita sull’approvazione della manovra da parte della Commissione europea che ha ricevuto una bozza il 15 ottobre.

Il commissario agli Affari economici e monetari, Pierre Moscovici, ha consegnato al ministro dell'Economia, Giovanni Tria, una lettera in cui solleva i timori delle autorità europee sulla manovra italiana. Entro lunedì la risposta dell’Italia.

Roma tratterà o no con Bruxelles?
Gli investitori stanno scontando il fatto che da Bruxelles rispediranno il testo indietro con la richiesta di apportare modifiche. A quel punto il nodo riguarda la disponibilità del governo a trattare. In caso contrario si aprirebbe una procedura d’infrazione che - per quanto comporti tempi molti lunghi di attuazione - potrebbe sin nell’immediato mantenere alta la fibrillazione sullo spread. Che a sua volta si riverbera sulle nuove aste del Tesoro che in questa fase sta fissando - per tutta la durata dei nuovi titoli emessi - tassi più alti di quelli che rappresentano i fondamentali strutturali ed economici del Paese, pagando in modo duraturo quella che gli investitori si augurano siano solo una tensione passeggera.

Dal contratto Lega-M5S a oggi spread +200 punti
Lo scorso maggio, quando è stato siglato il contratto Lega-M5S, lo spread BTp-Bund viaggiava a 120 punti. Oggi siamo esattamente 200 punti in più. Ammonta a questo il costo dello scontro con la Commissione europea. A detta degli esperti siamo in una fase intermedia. Se lo scontrò dovesse rientrare ci sono tutti i fattori perché lo spread si riposizioni - anche rapidamente - sui valori primaverili. Viceversa se lo scontro dovesse assumere toni più forti non sono da escludere altre zampate al rialzo.

In un contesto che rimane di volatilità nelle ultime sedute lo spread, non più con strappi violenti, ma un po’ più al piccolo trotto, sta però confermando un trend rialzista che lo ha portato ormai a consolidare in modo netto la vetta dei 300 punti.

Il temuto giudizio delle agenzie di rating
A fine mese è atteso il giudizio delle agenzie di rating Standard and Poor’s e Moody’s. Sulla scadenza a 2 anni i titoli italiani viaggiano già sui tassi equiparabili a bond high yield, quelli che presentano rating sotto la soglia “investment grade” che alcuni più brutalmente definiscono “junk” (spazzatura).

Lo spread tra 2 e 10 anniQuesta cattiva notizia è però in parte compensata da una buona notizia. Lo spread BTp 10-2 anni - che gli esperti considerano in questa fase il vero termometro della crisi - resta sopra i 200 punti base. In questo caso più è alto meglio è perché indica che gli investitori, non vendendo in modo violento i titoli a breve, non si aspettano una crisi di sostenibilità del debito. Ma stanno prezzando solo il costo di uno scontro con l’Europa che da qui all’approvazione della manovra da parte della Commissione europea (fine novembre) fino alle elezioni europee (maggio) non è dato sapere come andrà a finire.

twitter.com/vitolops

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