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Carige, dalla parte di Mincione spunta un ex alleato nella partita Retelit

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I VERBALI DELL'ASSEMBLEA

Carige, dalla parte di Mincione spunta un ex alleato nella partita Retelit


C'è anche un ex pattista di Fiber 4.0 tra i soci che hanno votato a favore della lista presentata da Raffaele Mincione per la conquista (mancata) di Banca Carige. E' quanto emerge dal verbale dell'assemblea dei soci pubblicato ieri dalla banca.
L'assemblea tenutasi lo scorso 20 settembre a Genova ha registrato la vittoria dell'azionista di riferimento Malacalza Investimenti, la cui lista ha raccolto il voto favorevole del 52,58% del capitale presente, pari al 30,5% del capitale sociale. La famiglia ligure ha così vinto il duello contro la lista numero 2 sostenuta dal patto formato dallo stesso Mincione, Gabriele Volpi e Aldo Spinelli, che nel complesso ha rastrellato il 16,7% del capitale.

A spulciare il verbale, si scopre come a favore della lista presentata da Mincione abbiano votato l'ex Ceo Paolo Fiorentino (titolare di 40mila azioni) come l'attuale Cfo Andrea Soro, titolare di circa 30 milioni di azioni (pari a circa lo 0,05% del capitale). Come previsto, sulla proposta Mincione hanno deciso di convergere anche l'Associazione Piccoli Azionisti di Carige (117 deleghe, per 221 milioni di azioni) e la Fondazione Agostino De Mari-Cassa di Risparmio di Savona (10,5 milioni di azioni). A favore hanno poi votato alcuni azionisti sconosciuti alle cronache finanziarie ma di sicuro peso. Tra questi spiccano, per il rilievo delle quote, il nome di Enzo Luigi De Gaspari, che tramite Mario Sarti, ha portato verso Mincione l'1,22% del capitale (671 milioni di azioni). O il nome di Federico Sarti, che aveva deleghe per 237 milioni di azioni (0,43% del capitale). Un altro Sarti, di nome Stefano, aveva invece la delega di tre Srl (Centro Luce, Hi-Dec, Immobiliare Tulipano) per circa 659 milioni di azioni, che rappresentano circa l'1,2% del capitale della banca ligure.

La lista di Mincione è stata votata anche dall'azionista “La società privata di Alberto Pretto”, società semplice che portava in dote 770 milioni di azioni, ovvero l'1,4% del capitale. Un nome, quello dei Pretto, che invece è conosciuto alle cronache finanziarie: la famiglia vicentina dei Pretto ha infatti partecipato alla battaglia per il controllo di Retelit facendo asse con lo stesso Mincione, con cui ha sottoscritto il patto Fiber 4.0.

Confermato, invece, il voto dei 3 fondi presenti in assemblea - Athena Capital, Eurasia Sicav ed Eurasia Fund, con circa il 3% del capitale sociale - a favore della lista Assogestioni. I tre fondi erano stati motivo di contestazione in assemblea da parte della famiglia Malacalza, che aveva chiesto una verifica ritenendo che fossero legati a Raffaele Mincione, poichè sono offerti dalla società di investimenti presieduta dallo stesso finanziere basato a Londra. Di fronte alle contestazioni, Mincione aveva risposto che i veicoli avrebbero votato per la lista Assogestioni, e così è stato: dal verbale emerge i tre fondi, tramite il voto del rappresentante Marcello Massinelli, hanno dato il loro appoggio alla lista presentata dal Comitato dei gestori.

Come da copione le adesioni alla lista presentata dai Malacalza. A supportare la proposta della stessa famiglia ligure, oltre ad alcune decine di piccoli azionisti, sono state la Fondazione CariLucca (612 milioni di azioni, 1,11%), la Fondazione di CariCarrara (32 milioni di azioni) e la Fondazione Vincenzo Agnesi (190 milioni di azioni).

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