Finanza & Mercati

Piazza Affari chiude la settimana a +3,8%. Sullo spread si…

  • Abbonati
  • Accedi
Servizio |mercati

Piazza Affari chiude la settimana a +3,8%. Sullo spread si allenta la tensione

Andamento titoli
Vedi altro

Chiusura in rialzo per le Borse europee (segui qui i listini), che tuttavia hanno bruscamente frenato sul finale, risentendo dell’andamento debole di Wall Street. Sul mercato Usa ha pesato il crollo di Apple, i dubbi su un accordo commerciale tra Stati Uniti e Cina, il deficit commerciale salito ancora e i timori di pressioni inflattive con l’impennata delle retribuzioni medie orarie. Milano, comunque, è salita e ha registrato la performance migliore del Vecchio Continente, pur dimezzando i guadagni rispetto a metà giornata. Il FTSE MIBha chiuso in progresso dell'1%, mentre lo spread è sceso a 287 punti. Piazza Affari ha registrato anche la performance settimanale migliore del Vecchio Continente, con il Ftse MIb in rialzo del 3,78%.

Listini Ue rallentano il passo nel pomeriggio in scia a Wall Street

Le Borse europee sono partite al rialzo, festeggiando i segnali di disgelo tra Stati Uniti e Cina, soprattutto dopo che ieri il presidente americano, Donald Trump, ha rivelato di avere avuto una conversazione «molto buona e lunga» con il capo di stato cinese, Xi Jinping. D’altra parte nel pomeriggio si sono diffuse voci secondo le quali la Casa Bianca ritiene che ci sia ancora molta strada da percorrere prima di un accordo commerciale tra le due potenze. Sempre nel pomeriggio, inoltre, sono arrivati dati macro che hanno dimostrato che i dazi introdotti dall’amministrazione Trump non hanno avuto gli effetti desiderati visto che il deficit degli Stati Uniti verso la Cina a settembre ha aggiornato un nuovo record. Quasi uno smacco in vista delle elezioni di mid term. In generale la bilancia commerciale americana a settembre ha visto salire il proprio rosso oltre le previsioni, ai massimi di sette mesi, attestandosi a 54 miliardi, in progresso dell'1,3%. Inoltre, sul fronte del mercato del lavoro a ottobre il tasso di disoccupazione è rimasto ancora ai minimi dal 1969, al 3,7%. Il mese scorso sono stati creati 250mila nuovi posti di lavoro, livello superiore alle attese. L’andamento dei salari medi orari, però, ha fatto tornare in primo piano i timori su pressioni inflattive: le paghe orarie sono infatti salite del 3,1% annuo il mese scorso, come non succedeva dal 2009. Il dato ha di nuovo alimentato i dubbi su una stretta monetaria da parte della Fed più decisa delle previsioni. Non a caso hanno ripreso a salire i rendimenti dei treasury americani, con il decennale che si è spinto al 3,2%. Come se non bastasse negli States è stata fonte di preoccupazione Apple, con le azioni in ribasso di oltre il 6% ironia della sorte dopo la pubblicazione di un trimestre, quello terminato lo scorso settembre, da incorniciare con conti da record. Il mercato, tuttavia, ha giudicato deludenti le indicazioni per il trimestre in corso, proprio quello che include lo shopping natalizio. In Europa, invece, l’attività manifatturiera ha segnato il passo. Secondo le rilevazioni di Markit l'Indice Pmi Manifatturiero dell'Eurozona a ottobre è diminuito per il terzo mese consecutivo attestandosi a 52. E’ andata ancora peggio in Italia, con l’indice scivolato sotto i 50 punti, come non accadeva dall’agosto 2016 (l’indice si è attestato a 49,2 punti), evidenziando una contrazione dell’attività.

Bene le banche, in vista di stress test positivi
A Piazza Affari sono andate bene le banche, sia sull’onda dell’andamento dei titoli di stato in risalita, sia sulle indiscrezioni sugli stress test, positivi per tutti i principali istituti italiani, come in effetti annunciato a mercati chiusi. Sono andate bene le Unicredit (+3,2%), le Intesa Sanpaolo (+1%), le Ubi Banca (+2,6%) e Banco Bpm(+3,6%), oltre che le Banca Pop Er (+4%), sebbene l'istituto emiliano non fosse oggetto di esame da parte dell'Eba. Nel settore delle banche, la maggior parte delle quali pubblicherà i conti dei primi nove mesi la prossima settimana, hanno fatto male le Bca Carige (-2%). Anche Banca Mpsè invece salita del 2%.

Continua a correre Fca, rallenta Ferrari

Fiat Chrysler Automobiles ha guadagnato il 4,1%, festeggiando ancora i numeri sulle immatricolazioni americane, migliorate a ottobre del 16%. Quelle italiane, calate per il gruppo del 16,8%, sono invece state diffuse a Borsa chiusa. Nel dettaglio Oltreoceano, dove la casa auto realizza circa la metà dei volumi di vendita, Fca a ottobre ha registrato un balzo delle vendite di auto del 16%, grazie più che altro ai marchi Jeep (+9% grazie al nuovo Cherokee e alla Compass), Dodge (+38%) e Ram (+14%). Gli analisti di Morgan Stanley hanno subito alzato l'obiettivo di prezzo da 21 a 23 euro per azione. Della scuderia Agnelli Ferrari ha perso l'1% nell’attesa della trimestrale che verrà diffusa lunedì. Cnh Industrial è invece salita del 2,7%, sempre in vista dei conti che saranno pubblicati mercoledì. Infine Exor ha guadagnato l'1,7%.

Bene il lusso, ma Luxotticaperde quota
Tra le blue chips hanno perso quota le Luxottica Group (-1,28%), mentre è in corso l'ops con Essilorluxottica (-1,2%). Hanno fatto bene le altre azioni del lusso, con Moncler che ha vantato la performance migliore balzando in avanti del 5,2%. Salvatore Ferragamoè rimasta un po più indietro, guadagnando il 2,15%, nell'attesa della trimestrale che verrà diffusa giovedì. Si terrà inoltre la conference call, appuntamento importante per conoscere la strategia del nuovo ad, Micaela Le Divelec.

Occhi puntati su St dopo la trimestrale di Apple

Hanno perso quota lePirelli & C (-0,9%) e hanno fatto ancora male le azioni diSaipem (-1,4%) ed Eni, (-0,4%) risentendo della debolezza del petrolio. Tenaris, invece, anche oggi si è distinta nel comparto con un progresso dello 0,6%, provocato ancora dalla trimestrale pubblicata ieri e risultata sopra le attese. Infine Stmicroelectronics sul finale ha perso lo 0,18%, penalizzata dalla performance di Apple di cui il gruppo italo-francese è uno dei principali fornitori. Gli investitori sono anche preoccupati per il fatto che il colosso di Cupertino non pubblicherà più il dettaglio delle vendite dei prodotti, rendendo meno visibili i possibili ordini futuri della stessa St. Nel resto d'Europa, Parigi ha guadagnato lo 0,32%, Francoforte lo 0,44% e Madrid lo 0,43%. E' tuttavia andata in controtendenza Londra (-0,29%), risentendo anche della debolezza dei minerari, tra i più penalizzati da un mancato accordo tra Stati Uniti e Cina.

Spread BTp/Bund

Piazza Affari chiude la settima a +3,8%, svetta in Europa
Piazza Affari ha recuperato terreno nel corso dell'ultima settimana: il Ftse Mib ha guadagnato il 3,78%, mettendo a segno la performance migliore d'Europa. Novembre è dunque iniziato bene, dopo un ottobre tutto da dimenticare con la Borsa italiana che, insieme alle Borse europee e Wall Street, ha registrato il bilancio mensile peggiore dal 2012. Da inizio anno, però, Piazza Affari rimane la peggiore del Vecchio Continente, con l'indice delle blue chips in ribasso dell'11,27%. Nelle ultime cinque giornate anche lo spread ha ingranato la retromarcia, arretrando di 17,3 punti e allontanandosi dai 300 punti. Nel resto d'Europa, Parigi è salita del 2,7%, Madrid del 3%, Francoforte del 2,8% e Londra del 2,2%. I principali listini hanno dunque ridotto le perdite da inizio anno che per la borsa francese si attestano al 6,4%, per quella spagnola al 10,4%, per quella tedesca al 10,8% e infine per la City al 7,7%. Nel corso dell'ultima settimana l'euro ha perso quota nei confronti del biglietto verde limando le posizioni di 0,18 punti. Il petrolio, nel corso degli ultimi cinque giorni, è precipitato del 6,4%, risentendo dei timori innescati dalle scorte americane, salite oltre le attese. In più gli esperti iniziano a mettere in conto che le sanzioni contro l'Iran, volute dagli Stati Uniti, non impatteranno sull'offerta di greggio e dunque sui prezzi dell'oro nero.
L'andamento del petrolio ha tenuto sotto scacco le azioni del comparto oil, tutte in retromarcia. A Piazza Affari Saipem ha accusato la performance peggiore segnando un ribasso del 2%. Il listino è invece stato spinto in alto da Banco Bpm, in volata del 13,7%. Nelle ultime sedute, comunque, hanno recuperato quota le principali banche, dopo la boccata d'ossigeno data dal rimbalzo dei titoli di stato e nell'attesa del superamento degli stress test. Comunque il secondo miglior titolo del Ftse MIb è stata Stmicroelectronics (+13,3%), in scia al comparto tecnologico mondiale. Anche se - va detto - l'azienda italo-francese ha terminato l'ultima seduta in ribasso dello 0,18%, penalizzata dal calo di Apple, di cui è uno dei principali fornitori. Infine sono salite sul podio della settimana anche le Mediaset, con un guadagno del 12,1%.

Petrolio in flessione, euro torna sotto 1,14 dollari
Sul fronte dei cambi, l'euro è tornato sotto la soglia di 1,14 dollari, dopo aver stazionato per gran parte della giornata sopra tale livello. L'ipotesi di un intervento della Fed sul costo del denaro dopo il dato sulle retribuzioni medie orarie ha di nuovo messo le ali al biglietto verde. La valuta europea è scambiata sotto 1,14 dollari dopo u picco ,1456 toccato oggi (segui qui l'andamento dei principali cross).. Continua la debacle del petrolio, in calo ormai da settimane (segui qui Brent e Wti).

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

© Riproduzione riservata