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Europa si riaccende dopo il voto Usa. Piazza Affari +1,42% con…

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Europa si riaccende dopo il voto Usa. Piazza Affari +1,42% con spread a 290

Andamento titoli
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Dopo alcune sedute d'attesa, le Borse europee si sono risvegliate (segui qui l'andamento degli indici) sull'onda delle elezioni di Midterm, con il Partito Democratico che ha riconquistato la Camera dei rappresentanti. Le Borse mondiali, infatti, paradossalmente guardano con un certo ottimismo a un Congresso diviso a metà: secondo gli osservatori le politiche più controverse del presidente Trump, sia in materia fiscale che commerciale, potrebbero infatti trovare un freno nella Camera passata ai Dem. Milano ha vantato un progresso dell'1,42% mentre lo spread è sceso a 290 punti, sempre nell’attesa di passi in avanti sul dialogo tra Roma e Bruxelles.

Bene anche Wall Street con volatilità in netto ribasso
Le Borse europee sono subito partite al rialzo, beneficiando dei dati elettorali americani. Anche Wall Street ha reagito positivamente, mentre la volatilità si è addirittura ridotta ai minimi da tre settimane. In Europa sono passati in secondo piano anche i dati macro relativi alle vendite al dettaglio, che in Europa a settembre sono rimaste al palo rispetto al mese precedente. Su base annua, comunque, sono aumentate dello 0,8%. In Italia l’andamento delle vendite al dettaglio è stato più deludente: secondo l’Istat sono diminuite rispetto ad agosto dello 0,8% in valore e dello 0,7% in volume e su base annua del 2,5% in valore e del 2,8% in volume.

Bene le banche, ma in controtendenza Ubi
A Piazza Affari sono di nuovo state ben comprate le azioni delle banche, beneficiando del recupero dei titoli di stato: Intesa Sanpaolo è salita del 2,67% festeggiando ancora la trimestrale superiore alle attese annunciata la vigilia.
L'istituto ha chiuso il periodo luglio-settembre con un utile netto balzato in avanti del 28,2% a 833 milioni di euro. In più ieri l’ad, Carlo Messina, non solamente ha confermato tutti i target del piano industriale al 2021, ma ha anche confermato come priorità «la capacita di remunerare in maniera significativa i nostri azionisti». Sono tuttavia andate in controtendenza le Ubi Banca (-0,58%), nel giorno dei conti dei primi nove mesi, archiviati con un utile netto di 210,5 milioni, in netto ribasso rispetto ai 702,4 milioni dello stesso periodo del 2017 (che tuttavia beneficiava di 616,2 milioni di capital gain derivante dall'acquisizione delle tre good bank). Nel solo terzo trimestre l'utile è sceso a 1,6 milioni dai 6,4 milioni del terzo trimestre 2017. Il risultato netto, in quest'ultimo caso, ha comunque battuto le attese del mercato. Il numero uno dell’istituto, Victor Massiah, ha tuttavia puntato l’indice sulla necessità di rafforzare i coefficienti patrimoniali della banca, parlando del «concentrarsi su un ulteriore arricchimento dei nostri coefficienti patrimoniali» come «parte della nostra strategia». Il manager ha comunque ricordato che Ubi ha «tutta una riserva di deferred tax asset (vantaggi fiscali differiti) che ammonta a circa ottocento milioni». Banco Bpm ha registrato un progresso del 2,5% nell’attesa dei numeri dei primi nove mesi diffusi a Borsa chiusa. Domani, inoltre, comunicheranno i dati Bper (+1,8%) e Unicredit (+1,27%).

Andamento dello spread Btp / Bund

Effetto trimestrale su Brembo e Cnh
L’effetto trimestrali si è fatto sentire su Brembo (-2,5%) e su Cnh Industrial, facendo più volte cambiare la direzione di marcia alle azioni di quest'ultima, entrate anche in asta di volatilità durante la seduta, chiusa poi in calo dello 0,4%. La società ha chiuso il terzo trimestre con un utile netto di 231 milioni di dollari, in crescita del 285% rispetto a un anno fa. Il risultato ha beneficiato dell’impatto positivo di 527 milioni di dollari relativo alla modifica di un piano healthcare a seguito del giudizio favorevole emesso dalla Corte Suprema degli Stati Uniti. L'utile netto adjusted, di 222 milioni, è cresciuto del 47% rispetto a un anno fa. I vertici del gruppo hanno anche confermato i target per fine anno, con ricavi netti delle attività industriali a circa 28 miliardi di dollari, un risultato diluito per azione adjusted tra 0,67 e 0,71 dollari per azione e un Indebitamento netto industriale a fine 2018 tra 0,7 e 0,9 miliardi di dollari. Gli analisti, però, sono rimasti delusi per l’andamento dei ricavi delle attività industriali rimaste stabili a 6,2 miliardi, contro i 6,5 miliardi attesi. Brembo ha accusato una delle performace peggiori del Ftse Mib, dopo avere annunciato un terzo trimestre 2018 archiviato con un utile netto di 57,1 milioni di euro, in calo del 4,4% rispetto a un anno fa, sebbene i ricavi siano saliti del 12% a 660,1 milioni.

In evidenza Snam ed Enel
Ed ancora, sono state premiate le Enel (+1,7%) e le Snam Rete Gas (+2,5%) dopo i conti. Il colosso elettrico ha chiuso i primi nove mesi con ricavi a 55,246 miliardi (+2%) e un risultato netto di 3 miliardi in aumento del 15,1%. E’ però salito l'indebitamento finanziario netto a 43,1 miliardi a causa delle acquisizioni realizzate nel periodo, soprattutto per quelle della società brasiliana Eletropaulo e dell’offerta pubblica di acquisto sulla totalità delle azioni della controllata Enel Generacion Chile. Snam nei primi nove mesi del 2018 ha visto salire l'utile netto adjusted del 5% a 793 milioni e ha indicato di prevedere un risultato netto per un miliardo a fine anno. La società ha inoltre fornito indicazioni positive per gli anni a venire nel piano industriale svelato oggi. Il ceo, Marco Alverà, ha spiegato che «Nel nuovo piano incrementiamo tutti i principali obiettivi, partendo dai risultati superiori alle aspettative che abbiamo raggiunto e dal miglioramento dello scenario di mercato». Gli analisti, in particolare, hanno apprezzato le indicazioni sulla politica dei dividendi per gli anni venturi.

Telecom nell'attesa dei conti, St penalizzata da Goldman
Telecom Italia ha guadagnato lo 0,7% alla vigilia del cda chiamato ad approvare i conti del terzo trimestre. Intanto la controllata brasiliana ha chiuso il periodo luglio-settembre con un utile netto normalizzato (cioè al netto dell'operazione della vendita delle torri) di 388 milioni di reais brasiliani (circa 90 milioni di euro), in crescita del 39% rispetto a un anno fa. Stmicroelectronics ha perso l'1,2%, risentendo del netto taglio del target di prezzo da parte degli analisti di Goldman Sachs, da 21,50 a 16,50 euro. La banca d’affari ha comunque confermato la raccomandazione di ‘Neutral’.

Tiscali sotto la lente
Fuori dal paniere principale, Tiscali è volata del 17,1% spinta dai rumors di un ulteriore miglioramento delle condizioni per il gruppo sardo che sta trattando con Fastweb un accordo sui propri asset infrastrutturali. Secondo Il Sole 24 Ore, rispetto all'intesa di luglio che riguardava l'acquisto della licenza per 40 MHz per la banda 3.5 GHz e del ramo d'azienda Fixed Wireless Access per circa 150 milioni, la proposta di Fastweb sarebbe stata migliorata di 30-40 milioni di euro e comprenderebbe anche un numero maggiore di addetti. Nel giorno dei conti dei primi nove mesi in forte crescita sono inoltre state premiate le Falck Renewables (+9,5%) e le Interpump Group (+7,5%).

Dollaro verso 1,15 per un euro dopo il voto Usa. Petrolio inverte la rotta
Sul fronte dei cambi l'euro si è rafforzato rispetto al dollaro, tanto da toccare la soglia di 1,15. Tuttavia il cross è poi torato indietro, pur rimanendo ben al di sopra dei valori di ieri (segui qui i principali cross). SEcondo gli economisti l'esito elettorale negli Stati uniti alla fine potrebbe indebolire il biglietto verde dal momento che potrebbe impedire a Trump di portare avanti ulteriori misure di politica fiscale espansiva.

Il cambio euro / dollaro

Petrolio sulle montagne russe

Il Petrolio è letteralmente andato sulle montagne russe, nel giorno in cui il Dipartimento americano all'Energia ha diffuso i numeri sulle stime. IL valore del greggio è infatti partito debole, poi è salito per gran parte della giornata approfittando dell'andamento del biglietto verde americano e quindi è tornato a scivolare dopo i numeri peggiori delle attese sulle scorte Usa. Nel dettaglio nella settimana conclusa il 3 novembre scorso, le scorte di petrolio negli Stati Uniti hanno registrato un rialzo per la settima settimana di fila e decisamente al di sopra delle stime. Il dato è cresciuto di 5,783 milioni di barili a 431,787 milioni di unità dopo il +3,217 milioni della settimana precedente, mentre gli analisti attendevano un rialzo di 1,8 milioni di barili.

Chiusura in rialzo per Wall Street
Chiusura in forte rialzo per Wall Street, spinta dall’effetto-midterm. Il Dow Jones sale del 2,12% a 26.177,93 punti, il Nasdaq avanza del 2,64% a 7.570,75 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso del 2,11% a 2.813,69 punti.

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