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Riforma Bcc, cantiere quasi finito che «non si può fermare»

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Servizio |IL PARERE DEL MONDO COOPERATIVO

Riforma Bcc, cantiere quasi finito che «non si può fermare»

I possibili ritocchi alla riforma del credito cooperativo, messa in cantiere ormai tre anni fa, arrivano quando una buona parte delle Bcc che aderiranno sia al gruppo Iccrea sia al gruppo di Cassa Centrale Banca hanno già deliberato le adesioni o si apprestano a farlo entro il mese prossimo.

«È un treno in corsa che non si può fermare», afferma un banchiere cooperativo che dubita che gli emendamenti presentati al Dl fiscale possano addirittura smontare la riforma: probabile che l'alternativa all'obbligo di adesione al gruppo facendo ricorso ad un Ips (Institutional Protection Scheme), ossia a un meccanismo di sostegno reciproco tra banche sul modello tedesco, qualora effettivamente inserita nel decreto, si riferisca solo alle banche residenti nelle province di Trento e Bolzano.

C'è chi nota poi, tra gli addetti ai lavori del credito cooperativo, come gli emendamenti presentati al Senato venerdì scorso non vadano a toccare il 'cuore' della riforma: l'articolo 33 comma 1-bis del Testo Unico Bancario che prevede l'obbligo per le Bcc di aderire ad un gruppo pena la perdita della licenza. La riforma del credito cooperativo, giunti a questo punto, «è materia da maneggiare con cura» si aggiunge ricordando la mole di investimenti realizzati e gli apporti di capitale già effettuati. Ulteriori eventuali miglioramenti, a tutela del carattere localistico e delle finalità mutualistiche delle banche, saranno certamente graditi ma già molto è stato fatto, si ricorda, con il milleproroghe di settembre.

Quest'ultimo, ha ulteriormente 'blindato' a favore delle Bcc il controllo del gruppo bancario in forma di spa (almeno il 60% del capitale deve essere in mano alle bcc aderenti). Il settore del credito cooperativo 'pesa' per l'8% sull'intero settore bancario e i prestiti delle banche cooperative rappresentano un'ampia fetta di mercato, in particolare per gli impieghi alle pmi. Sulla riforma delle Bcc si sono espressi anche gli ispettori del Fondo Monetario che nel comunicato conclusivo della missione in Italia hanno invitato le autorità a “non ritardare” la nascita dei tre gruppi cooperativi, i due nazionali e quello provinciale che nasce attorno alla Cassa Centrale Raiffesen dell'Alto Adige.

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